OBAMA: PIU’ TASSE AI RICCHI E MENO ALLA CLASSE MEDIA

di | 1 Gen 2015

OBAMA: PIU’ TASSE AI RICCHI E MENO ALLA CLASSE MEDIA
Il presidente annuncerà il suo programma davanti al Congresso nell’atteso discorso sullo stato dell’Unione
Gli restano meno di due anni alla Casa Bianca ed ha il Congresso contro. Ma Obama va lo stesso all’attacco. Sa che se vuole provare a lasciare il segno deve farlo.
Dopo aver aperto a Cuba ora si concentra sulle tasse: vuole alzarle ai ricchi e alle banche. L’obiettivo è incamerare 320 miliardi (il budget 2015 è 1.100 miliardi di dollari) per riuscire a coprire i programmi di aiuto per le famiglie a basso e medio reddito. L’impronta socialista di Obama riaffiora con forza nella seconda parte del suo secondo – e ultimo – mandato. Il presidente presenterà il suo piano, inserito nella nuova proposta di bilancio, nel discorso sullo Stato dell’Unione di martedì prossimo (alle 21 ora locale, le 3 di mercoledì in Italia). Il presidente sa già che si troverà a dover affrontare il muro repubblicano al Congresso. Ma forse è proprio per questo che lui va all’attacco a testa bassa. Perché sa che solo in questo modo potrà portare a casa almeno qualche risultato. Il Gop qualcosa dovrà concedergli. L’alternativa – bloccare tutto – potrebbe costare caro all’elefantino tra due anni.
Il piano che ha in mente Obama è questo: aumento al 28% (ora è al 23,8%) delle aliquote per capital gains e dividendi per i redditi più alti (sopra i 500mila dollari), maggiore peso fiscale per le banche e aumento delle tasse sulle eredità. Previste anche misure per rendere più facile ai dipendenti del settore privato di avere garantiti i versamenti pensionistici, con l’amministrazione che assicurerà sgravi fiscali alle piccole imprese.
Obama arriva al suo penultimo discorso sullo stato dell’Unione confrortato da buoni dati economici. Per la prima volta dalla sua elezione, però, deve affrontare un Congresso in cui entrambe le Camere sono controllate dai suoi avversari, i repubblicani. “Non voglio trascorrere due anni sulla difensiva, giocherò all’attacco”, ha avvertito in una riunione a porte chiuse dinanzi ai democratici del Senato, secondo quando riferito dal sito Politico. Gli indicatori economici sono positivi per gli Stati Uniti: disoccupazione sotto il 6%, la più alta crescita da 11 anni. “La buona notizia è che l’economia si è ripresa, la crisi è dietro di noi, ora dobbiamo fare in modo che tutti ne traggano vantaggio”, ha detto il presidente giovedi scorso a Baltimora. E ha già annunciato alcune della sue priorità, a cominciare da una riforma fiscale che aumenti le tasse ai più ricchi, la facilitazione dell’accesso alla proprietà, il miglioramento dell’accesso a Internet ad alta velocità, la gratuità di due anni di iscrizione ai cosiddetti “community college” che offrono corsi universitari brevi.
Secondo il New York Times, che ha sentito fonti dell’amministrazione, Obama proporrà che il Congresso approvi un aumento delle imposte e tasse ai più ricchi e alle grandi entità finanziarie in modo da poter tagliare i tributi alla classe media: l’obiettivo è raccogliere 230 miliardi di dollari in dieci anni e ridurre di 175 miliardi di dollari nello stesso arco di tempo le imposte per le famiglie della middle class. Obama ha in mente anche una nuova tassa per le banche con asset superiori ai 50 miliardi di dollari, da utilizzare per finanziare i tagli alle tasse per i dipendenti della classe media (previsto un credito di 500 dollari annui per le famiglie in cui entrambi i coniugi lavorano), l’aumento degli sgravi fiscali per la scolarizzazione dei figli e incentivi al risparmio per la pensione.
dal sito www.ilgiornale.it
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RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO IL CONVEGNO SEGNALATOCI DAL NOSTRO LETTORE CLAUDIO FIORI: SENSIBILITA’ CHIMICA MULTIPLA (M.C.S.) SAPPIAMO DAVVERO TUTTO?

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MASSACRO BOKO HARAM IN NIGERIA, SI TEMONO DUEMILA MORTI
Ammazzati a uno a uno a colpi d’arma da fuoco o con i machete, uomini anziani, donne e bambini inseguiti nelle strade e nella foresta, finiti dopo essere stati atrocemente mutilati.
Non si riescono a contare le vittime della carneficina nella città di Baqa, nel nord-est della Nigeria, dove dei circa diecimila abitanti almeno 2.000 sarebbero stati uccisi dagli integralisti islamici Boko Haram in meno di una settimana. Non si riescono a contare anche perché si spera che tra coloro che mancano all’appello qualcuno sia riuscito a salvarsi attraversando le frontiere con il Ciad e con il Camerun. E perché decine di cadaveri restano abbandonati nelle strade senza che nessuno abbia il coraggio o la forza di seppellirli.
Amnesty International, che ha operatori nella zona, ha confermato “il peggior massacro nella storia dei Boko Haram”. E tragiche testimonianze arrivano da qualche sopravvissuto: abitanti della città devastata sono fuggiti a bordo di piccole imbarcazioni affrontando le acque del lago Ciad, hanno raggiunto isolotti prima che le barche affondassero e da giorni sono privi di qualunque mezzo di sussistenza. “Stanno morendo di fame e di stenti”, ha raccontato un ragazzo aggiungendo che la stessa sorte sta colpendo nella foresta feriti e anziani.
In Nigeria, il più popoloso Paese d’Africa, l’avvicinarsi delle elezioni legislative e presidenziali (14 febbraio) è ormai quasi quotidianamente segnato dagli assalti dei fondamentalisti islamici nel nord-est.
                              dal sito www.ansa.it
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STRAGE ALLA SEDE DI  CHARLIE HEBDO, TERRORISTI COI KALASNIKOV, 12 MORTI. “IDENTIFICATI I TRE AUTORI”
Il giorno in cui il terrorismo ha dichiarato guerra alla libertà di espressione.
Il giornalista Martin Boudot è sopravvissuto alla decimazione della redazione di Charlie Hebdo, salendo sul tetto dell’edificio e da lì ha ripreso immagini drammatiche. Non tanto per quel che si vede, ma quello che si sente: ripetuti spari.
Nella sede del settimanale satirico hanno fatto irruzione tre uomini, armati di kalashnikov, compiendo una strage, che si è completata all’esterno con l’uccisione di un poliziotto che aveva provato a sbarrar loro la strada.
Morti, tra gli altri, alcuni dei più noti vignettisti: Wolinski, Tignous, Cabu e il direttore Stephane Charbonnier, detto “Charb” e un agente della sua scorta.
In totale 12 i morti, ma alcuni dei feriti sono molto gravi.
Le grida “Abbiamo vendicato il profeta. Allah è grande”, le tante minacce ricevute dal giornale, il precedente attacco, alla vecchia sede, nel novembre 2011. Tutto porta verso la matrice islamica di quest’atto immediatamente condannato da tutti i leader politici in Francia, Europa e Stati Uniti, ma anche dalle autorità musulmane francesi.
Immagine dal sito www.repubblica.it
                           dal sito it.euronews.com
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MAFIA CAPITALE, PERILLI: VINCENZI RISPONDA APPALTI A SOCIETA’ DI BUZZI
Soprattutto in questi tempi, la trasparenza è l’unica difesa per la legalità.”
Gianluca Perilli, capogruppo del M5S Lazio, dichiara:
“A seguito della pubblicazione dell’intercettazione telefonica in cui Buzzi e Carminati parlano di somme da corrispondere a tal ‘Vincenzi’ chiediamo all’omonimo capogruppo del PD, per fugare ogni dubbio, di chiarire se quando era assessore ai lavori pubblici della Giunta Zingaretti della Provincia di Roma siano stati o meno aggiudicati appalti ad una delle ditte coinvolte nell’inchiesta.
                        dal sito www.lazio5stelle.it
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LE ITALIANE RAPITE IN SIRIA: “SIAMO IN ESTREMO PERICOLO” / VIDEO. AL QAEDA: “IN MANO NOSTRA”
Il video apparso su Youtube sarebbe stato girato il 17 dicembre. Il papà di Vanessa: “Stanno bene, siamo ottimisti”. La procura: “Fase delicata”
Washington, 1 gennaio 2015 – Un video, pubblicato su YouTube e ritenuto autentico dagli 007 italiani, mostra le immagini delle due volontarie italiane, Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, rapite in Siria il 31 luglio scorso. Il video sarebbe stato girato il 17 dicembre, anche se riguardo la data, indicata in un foglio tenuto in mano da una delle ragazze, c’è qualche dubbio. Il Fronte al Nusra, affiliato ad Al Qaeda, ha confermato di tenere prigioniere le due ragazze: “È vero, abbiamo le due donne italiane… perchè il loro paese sostiene tutti gli attacchi contro di noi in Siria”, ha detto all’agenzia stampa tedesca Dpa Abu Fadel, un esponente del gruppo legato ad al Qaeda che opera in Siria e Libano.
Le immagini mostrano le due ragazze con indosso una tunica nera lunga che copre loro il corpo e i capelli, ma lascia libero il volto. A parlare è una solo di loro, Greta, mentre l’altra, Vanessa, tiene in mano il foglio dove si legge la data di mercoledì 17 dicembre 2014. Rispetto alle fotografie circolate sul web prima del rapimento, le ragazze appaiono molto dimagrite e dai tratti particolarmente tirati. “Siamo Greta Ramelli e Vanessa Marzullo”, dice in inglese con un forte accento italiano e tenendo gli occhi bassi, la prima delle ragazze. “Supplichiamo il nostro governo e i suoi mediatori di riportarci a casa prima di Natale. Siamo in estremo pericolo e potremmo essere uccise”, prosegue con tono provato. “Il governo e i suoi mediatori sono responsabili delle nostre vite”, conclude senza mai guardare la telecamera mentre l’altra giovane italiana la fissa per pochi secondi. La trattativa è “in una fase delicatissima: consentiteci di lavorare in silenzio”. E’ l’invito che arriva da una fonte dei servizi di informazione e sicurezza.
IL PAPA’ DI VANESSA – “Abbiamo visto quelle immagini, le prime immagini di Vanessa e Greta da mesi, sembra stiano abbastanza bene anche se in una condizione difficile”. Così Salvatore Marzullo, padre di Vanessa, che spiega: “Siamo contenti di averle viste, siamo ottimisti”. “Abbiamo visto quel video – spiega ancora il padre di Vanessa – non ci sono molte parole da dire per ora, se non che siamo contenti di averle potute vedere e che stanno abbastanza bene”. Salvatore Marzullo, padre della giovane volontaria di 21 anni di Brembate (Bergamo) che ha fondato insieme a Greta Ramelli (20 anni) l’associazione ‘Horryaty’ per assistere i civili vittime del conflitto in Siria, spiega, da un lato, che quelle immagini infondono un pò di “ottimismo, perché possiamo vederle dopo tanto tempo” e, dall’altro, chiarisce che resta forte la “preoccupazione per la loro condizione”. Il padre della ragazza, inoltre, racconta che la sua famiglia, così come quella di Greta (che vive a Gavirate, in provincia di Varese), sono “sempre in contatto” con il ministero degli Esteri.
PROCURA: “FASE DELICATA” – “E’ una fase delicata e deve essere caratterizzata da riservatezza e prudenza”. Sono poche le parole espresse dal pm di Roma, Sergio Colaiocco, titolare dell’inchiesta sul sequestro delle due giovani rapite. Per il magistrato, la diffusione del video da parte di Al Nusra “è avvenuta nel quadro di una situazione articolata e complessa”.
Immagine dal sito www.repubblica.it
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IN LATEST HEALTH CARE PUSH, OBAMA URGES ‘WEEKEND WARRIORS’ TO SIGN UP
President Obama has a message for all the “weekend warriors”: get health insurance.
Obama is doing three radio appearances in the next few days, urging people to get health care coverage under the Affordable Care Act ahead of the Dec. 15 enrollment deadline.
His first stop was ESPN Radio’s “The Herd” with Collin Cowherd. The president will also speak with a Raleigh, N.C., radio station Friday and “On Air” with Ryan Seacrest Monday.
The president, speaking to his favorite media outlet, told all the “weekend warriors” that playing basketball became a bit rough for him after he turned 40 (he’s now 53, and plays a lot more golf instead.)
“You don’t want to not have health care and have something broken or something pop,” he said.
He said that healthcare.gov had a “bumpy rollout” and wasn’t working, but said the site is “working flawlessly now.”
Obama’s message was tailored toward young men, who the president said “tend to think they’re indestructible.”
The president also said he appreciated sports stars, including LeBron James and Magic Johnson, who have publicly urged people to sign up for ACA coverage.
dal sito www.washingtonpost.com
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LA MARINE ITALIENNE « EVITE UNE HECATOMBE» EN SECOURANT 900 MIGRANTS SUR UN CARGO A LA DERIVE
Ce sera peut-être la dernière odyssée migratoire de cette année 2014, particulièrement meurtrière pour les migrants en Méditerranée, dont la traversée a été qualifiée de « route la plus mortelle du monde » par un récent rapport du Haut-Commissariat des Nations unies pour les réfugiés (HCR). Cette fois, le drame a été évité de justesse pour la majeure partie des passagers du Blue Sky M.
Les gardes-côtes italiens sont en effet parvenus mercredi 31 décembre à ramener à bon port plus de 900 migrants, entassés sur ce cargo à la dérive au large de l’île de Corfou, et se sont félicités sur Twitter d’avoir « évité une hécatombe », quelques jours après l’incendie d’un ferry grec au large de l’Albanie qui a fait au moins treize victimes. Sans leur intervention, le navire, abandonné par son équipage, allait se fracasser contre les rochers, ont-ils affirmé.
Twitter:
Guardia Costiera @guardiacostiera
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@matteorenzi Guardia Costiera evita altra ecatombe: salvati oltre 900 migranti su nave con motore bloccato destinata a urtare coste pugliesi
09:38 – 31 Déc 2014
Le Blue Sky M, cargo battant pavillon moldave, est arrivé dans la nuit de mardi à mercredi à Gallipoli (sud-est de l’Italie), où les centaines de clandestins à son bord, en majorité d’origine syrienne, ont été aussitôt pris en charge par les autorités. La Croix-Rouge italienne, qui a recueilli les rescapés du périple, a annoncé à Reuters que quatre migrants avaient été retrouvés morts à bord du cargo.
La police et les autorités maritimes vont désormais s’efforcer de comprendre comment ces centaines de migrants ont pu ainsi se retrouver à la dérive sur un cargo. L’hypothèse de pirates trafiquants de clandestins, contraints d’abandonner le navire après une première alerte donnée au large de la Grèce, a été avancée, mais aucune confirmation n’a pu être obtenue.
« COURSE CONTRE LA MONTRE » POUR CHANGER DE CAP
On ne sait pas encore où leur périple a débuté. Il prit un tour dramatique mardi au large de l’île grecque de Corfou, où, selon les médias grecs, le navire a envoyé un SOS en raison de la présence à bord « d’hommes armés ». Alertées, les autorités maritimes grecques sont alors intervenues et ont inspecté le navire. Une frégate, un hélicoptère de la marine militaire grecque et deux patrouilleurs de la police portuaire ont été dépêchés sur les lieux.
Une responsable du bureau de presse de la police portuaire a affirmé à l’Agence France-Presse que l’inspection du cargo n’avait révélé « aucun problème [mécanique] et rien de suspect sur le bateau ».
Selon les autorités, le Blue Sky M avait pour destination le port de Rijeka, dans le nord de la Croatie. Pourtant, peu après, il a changé de cap et pour se diriger vers la côte italienne. C’est alors au tour des autorités italiennes d’intervenir. Un hélicoptère et une vedette de la marine militaire ont aussitôt été envoyés à la rencontre du cargo.
« Des personnels des gardes-côtes à bord du cargo à la dérive avec 700 migrants », avaient annoncé dans la soirée les gardes-côtes italiens sur Twitter et Facebook, en diffusant une vidéo du navire. Plus tard, ils ont révisé à la hausse le nombre de ces clandestins.
Six marins sont parvenus à monter à bord, pour découvrir alors que le navire n’était pas à la dérive mais faisait route moteur bloqué vers la côte. S’est engagée alors « une course contre la montre pour éviter le pire », a rapporté un responsable. Les six hommes montés à bord ont réussi in extremis à changer le cap et surtout à débloquer le moteur, à moins de 5 milles (9 kilomètres) de la côte. Quelques heures plus tard, le cargo était enfin à quai, fin du calvaire pour ces centaines de clandestins, en majorité syriens, selon la Croix-Rouge.
dal sito www.lemonde.fr
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SICILIA, DALLA DIGA DA 400 MILIONI AL TEATRO ‘AL TRITOLO’. DOVE SONO FINITI I SOLDI PUBBLICI
“Dall’invaso di Blufi, progettato nel 1963 e mai completato, al teatro di Sciacca, monumentale e inutilizzabile al punto che Werner Herzog voleva farlo saltare per aria per una rappresentazione di Wagner. Fino allo scalo marittimo di Balestrate, pronto da 12 anni ma senza strada per arrivarci e ai 12 piloni della Mussomeli – Caltanissetta, dimenticati in mezzo alla campagna. Ecco le grandi incompiute siciliane”
Dighe progettate negli anni ’60, costate 250 milioni di euro e poi abbandonate a se stesse, porti inaugurati e mai utilizzati per l’assenza di una strada d’accesso, teatri quasi pronti dopo trent’anni di lavoro ma che non verranno mai aperti al pubblico per l’eccessivo costo di gestione. A mettere in fila tutte le opere pubbliche incompiute disseminate per la Sicilia non rimane alcun dubbio: l’isola è chiaramente la Regione più incompleta d’Italia. Decine e decine di opere pubbliche mai completate, dalle dighe, ai porti, alle strade, che alcuni attenti osservatori hanno voluto schedare sul portale incompiutosiciliano.org. E dire che lungo tutta la prima Repubblica gli storici ras della Democrazia Cristiana inviavano in Sicilia finanziamenti a dieci zeri per modernizzare l’infrastrutture. In cambio di centinaia di miliardi di soldi pubblici sull’isola sono rimaste decine di opere incompiute e inservibili. È il caso del Teatro Popolare di Sciacca: venne progettato nel lontano 1973 da Giuseppe Samonà, che gli diede provvisoriamente anche il suo cognome, dato che i lavori sarebbero iniziati soltanto sei anni dopo, grazie ad un finanziamento da trenta miliardi di lire della Regione Siciliana.
Troppo pochi, a quanto pare, dato che dopo appena tre anni i lavori si bloccano: un impasse lungo fino agli anni duemila. Nel frattempo la cittadinanza si spacca in due: c’è chi chiede il completamento del teatro, chi invece protesta perché lo vorrebbe demolire. Con i secondi si schiera perfino il regista Werner Herzog che propone una soluzione: fare esplodere il teatro per rappresentare il Crepuscolo degli Dei di Wagner tra le macerie. Un’idea mai messa in pratica, dato che per abbattere l’intera struttura si sarebbero dovute piazzare cariche di tritolo sufficienti a distruggere mezza città. Ecco quindi che, accantonata l’ipotesi dell’esplosione, la Regione interviene di nuovo nel 2006, finanziando nuovi lavori con 8 milioni e mezzo di euro. Altri tre anni di lavoro ed il teatro è quasi pronto: mancano solo le ultime rifiniture. Per completare definitivamente l’opera interviene nuovamente la Regione, disponibile ad erogare un finanziamento da 350mila euro. Solo che nel frattempo è sorto un problema: a chi farlo gestire? I costi dell’enorme struttura infatti sono proibitivi sia per un ente pubblico che per un privato: secondo il Comune di Sciacca ci vorrebbero tra i 600 ai 900mila euro l’anno. Come dire che in pratica dopo trent’anni il teatro Popolare di Sciacca rischia di essere inaugurato per poi rimanere chiuso per sempre, con buona pace di Herzog e anche di Wagner.
E se il teatro di Sciacca è ad un passo dall’essere inutilmente ultimato, fa quasi impressione guardare quello che doveva essere lo scorrimento veloce Mussomeli – Caltanissetta: i lavori sono iniziati nel 1990, finanziati con 18 miliardi di lire, eppure oggi ci sono soltanto dodici piloni, dimenticati nella campagna al centro della Sicilia. Dall’opera pubblica incompiuta, sono riusciti a tirarci fuori una riconoscimento artistico a Cammarata, in provincia di Agrigento. Il viadotto che doveva collegare la periferia della cittadina con il centro storico non è mai stato finito: una studentessa dell’istituto tecnico cittadino, però, ha fotografato il ponte incompiuto, riuscendo a vincere un premio ad un concorso fotografico interamente dedicato alle opere pubbliche non completate.
Simbolo dell’incompiuto siciliano è sicuramente la diga di Blufi, in provincia di Palermo, sulle Madonie, progettata nel lontano 1963: sarebbe servita per collegare le vicine dighe Ancipa e Fanaco, raccogliendo 22 milioni di metri cubi d’acqua, da distribuire ai comuni delle provincie di Agrigento, Caltanissetta ed Enna. La storia della diga Blufi è segnata sin dal primo momento, dato che dagli anni sessanta i lavori iniziano soltanto nel 1990, trent’anni dopo. Solo che gli abitanti della zona non ci stanno: quella diga, secondo loro, deturperebbe lo splendido panorama madonita. La situazione, almeno in quel caso, si sblocca subito. Il merito è dell’allora assessore regionale ai Lavori Pubblici, il pittoresco democristiano agrigentino Salvatore Sciangula che promette ai cittadini non solo i classici nuovi posti di lavoro, ma anche gare di canottaggio e windsurf sulla diga, con annesse turiste svedesi in topless, che sarebbero arrivate in provincia di Palermo per godersi gli avvenimenti sportivi. Gli abitanti di Blufi si convincono, e i lavori partono grazie ad un maxi finanziamento da 180 miliardi di lire: somma che si moltiplica rapidamente dopo una serie di varianti d’opera. Cinque anni di lavori a singhiozzo e tutto si ferma di nuovo dato che nel frattempo viene istituito il parco delle Madonie: non è più consentito prelevare materiale nelle cave comprese nella zona protetta. Nel 2001, subito dopo la vittoria delle elezioni regionali, il nuovo governatore Totò Cuffaro annuncia in pompa magna la riapertura dei cantieri elargendo subito un finanziamento da altri 80 miliardi di lire. I cantieri quindi riaprono, ma si fermano subito, dato che il Ministero dell’Ambiente contesta l’impatto ambientale dell’opera: la stessa critica mossa quindici anni prima dai cittadini, poi inebriati dall’immagine delle svedesi in toples materializzate da Stoccolma nella ridente Blufi. Dove a più di 40 anni dalla progettazione non sono bastati i 260 milioni di euro spesi fino ad ora per inaugurare l’ormai mitica diga: per finirla ci vorrebbero altri 150 milioni che la Regione, ormai, non può più avere a disposizione. Nel frattempo l’assessore Sciangula è passato a miglior vita, mentre di svedesi in topless a Blufi neanche l’ombra.
Completato e inaugurato è stato invece il porto di Balestrate, in provincia di Palermo: nel 2002 amministratori locali e regionali avevano affollato la cerimonia di presentazione del nuovo piccolo scalo portuale. Che però 12 anni dopo è ancora inaccessibile. Il motivo? La strada d’accesso si blocca 400 metri prima del previsto. I liquidi per finanziare quell’ultima lingua d’asfalto sono finiti in corso d’opera, mentre nel 2012 il nuovo finanziamento regionale è sfumato per problemi burocratici. Il risultato è che a Balestrate oggi hanno un porto mai utilizzato ma già vecchio di dodici anni, con una strada d’accesso che non fa accedere da nessuna parte: una sorta di ossimoro delle incompiute.
dal sito www.ilfattoquotidiano.it
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FISCO E LAVORO, LE 10 NOVITA’ CHE SCATTANO DAL 1° GENNAIO
“Più chance di agevolazioni ma anche nuovi rincari in arrivo per i contribuenti. Dalle imposte al lavoro, cosa cambia per imprese, autonomi e professionisti”
1. Fisco e lavoro/Arriva il bonus bebè da 80 euro al mese
Bonus di 960 euro annui (80 euro al mese) per ogni figlio nato o adottato tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017. La famiglia deve avere un Isee non superiore a 25mila euro annui e l’importo raddoppia se l’Isee non supera i 7mila euro annui. L’assegno sarà versato dall’Inps fino al terzo anno di età o al terzo anno d’ingresso in famiglia
2. Giù l’Iva sui libri e periodici in formato elettronico. L’aliquota scende al 4% dal 1° gennaio 2015 mentre fino al 2014 il prelievo è al 22%, con equiparazione a quelli cartacei. La riduzione non si applica ai quotidiani digitali.
3. Fisco e lavoro/Debutta il nuovo Isee
Dopo un lungo restyling dal 2 gennaio sarà disponibile sul sito dell’Inps il nuovo Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente che consente l’accesso a diverse prestazioni sociali agevolate (dall’acquisto dei libri di testo agli scuolabus fino ad arrivare anche agli sgravi sulla Tasi).
4. Fisco e lavoro/Via al rientro dei capitali e al reato di autoriciclaggio
Al via la voluntary disclosure e dal 1° gennaio 2015 entra in vigore il reato di autoriciclaggio. La legge 186/2014 consente, infatti, di regolarizzare le attività finanziarie e gli investimenti detenuti all’estero e non dichiarati finora al Fisco. Possono scegliere questa strada tutti i contribuenti italiani non sottoposti a verifiche, accertamenti amministrativi o procedimenti penali in relazione a attività detenute all’estero. La procedura di emersione va effettuata entro il 15 settembre 2015 e può riguardare solo le violazioni commesse prima del 30 settembre 2014. Tra i vantaggi, la riduzione fino alla metà delle sanzioni legate all’omessa compilazione del quadro RW e delle pene previste per il reato di dichiarazione fraudolenta.
5. Fisco e lavoro/Decontribuzione per i nuovi assunti
Niente contributi per tre anni per le assunzioni a tempo indeterminato, fino a 8.060 euro all’anno. Le assunzioni agevolate devono avvenire dal 1° gennaio al 31 dicembre 2015. I lavoratori assunti non devono essere stati occupati nei sei mesi precedenti con un contratto a tempo indeterminato presso un qualsiasi datore di lavoro. Sono esclusi i contratti di apprendistato e di lavoro domestico. Il budget per il 2015 è di un miliardo di euro e per finanziare l’attuazione di questo bonus viene eliminato dal 1° gennaio 2015, l’incentivo alle assunzioni di disoccupati di lungo periodo (legge 407/1990) e vengono erosi 208 milioni di euro allo stanziamento previsto per il 2015 (e 200 milioni per il 2016) in favore degli sgravi contributivi correlati alle retribuzioni di produttività.
6. Fisco e lavoro/Partite Iva, regime dei minimi con aliquota al 15%
Cambia il regime dei minimi per micro-imprese e lavoratori autonomi. Dal 1° gennaio 2015 debutta il nuovo regime forfettizzato. L’aliquota d’imposta sale dal 5% al 15%, la soglia di ricavi e compensi non è più fissa per tutti a 30mila euro ma diventa variabile a seconda del tipo di attività (per i professionisti scende a 15mila euro). Così come il reddito andrà determinato in base a una percentuale variabile a seconda del tipo di attività.
7. Fisco e lavoro/Contributi più pesanti per gli autonomi
Per i lavoratori autonomi, titolari di posizione Iva, iscritti alla gestione separata Inps, che non risultino iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria né pensionati, l’aliquota contributiva sale al 30% dal 2015. Per i pensionati e iscritti ad altra gestione passa al 23,5%.
8. Fisco e lavoro/Più tempo per correggere omissioni o errori
Il ravvedimento operoso (autocorrezione da parte del contribuente) diventa più lungo dal 1° gennaio 2015. I contribuenti potranno sanare le violazioni commesse beneficiando di riduzioni sulle misure minime delle sanzioni applicabili, graduate secondo il tempo tra la commissione delle violazioni e il ripensamento. Possibile la regolarizzazione anche nell’ipotesi in cui siano già iniziati accessi, ispezioni e verifiche: dal prossimo anno, costituiranno causa ostativa, solo la notifica dell’avviso di accertamento o di liquidazione o di un avviso bonario.
9. Fisco e lavoro/ Nell’e-commerce l’Iva dell’acquirente
Nell’e-commerce business to consumer cambia il sistema di applicazione dell’Iva che dovrà tenere conto dell’imposta applicata nel Paese ove è stabilito il consumatore e non più di quella del Paese del fornitore. Pertanto, i consumatori italiani che acquisteranno online prodotti quali audio, video o testi pagheranno l’Iva del 22%, mentre i fornitori stabiliti in Italia dovranno applicare l’Iva del Paese di residenza dell’acquirente.
10. Fisco e lavoro/La Pa versa l’Iva per le forniture dei privati
Con il meccanismo dello split payment, l’Iva sulle prestazioni di servizi e le cessioni di beni effettuate nei confronti della pubblica amministrazione sarà versata direttamente dagli enti pubblici. In pratica, i fornitori della Pa riceveranno le somme loro spettanti al netto dell’Iva. La novità normativa non ha effetti sulle somme “teoriche”, ma ridurrà la disponibilità di liquidità delle imprese, che di fatto vedranno entrare in cassa meno denaro. La misura entra in vigore già dal 1° gennaio, ma resta l’incognita della valutazione dell’Unione europea
dal sito www.ilsole24ore.com
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MANO NELLA MANO PER LA BOLIVIA E IL PARAGUAY
Il progetto educativo alternativo
Dall’America Latina, e soprattutto da Bolivia e Paraguay, terre ricche di tante tradizioni… terre dell’amicizia e del sorriso… un appello forte per lottare contro la droga, la violenza e la prostituzione che stanno rubando la giovinezza e la bellezza della vita a tanti giovani…
Per questo, un Centro educativo e riabilitativo per bambini e giovani offrirà:
Offerta formativa diversificata
Doposcuola
Laboratori per i genitori su temi specifici
Visita alle famiglie
Laboratori di igiene, gioco, musica, danza
Formazione alla cittadinanza
Colazione – Pranzo – Merenda
Spazi di ricreazione …
Grazie della vostra collaborazione.
dal sito www.fondazionethouret.org
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ISTAT, VERSO STOP RECESSIONE. MA LA DISOCCUPAZIONE CONTINUA A SALIRE
“Segnali positivi per la domanda interna. Tuttavia, dice l’Istat, «le condizioni del mercato del lavoro rimangono difficili» con il «tasso di disoccupazione in crescita»”
Esplora il significato del termine: «La fase di contrazione dell’economia italiana è attesa arrestarsi nei prossimi mesi, in presenza di segnali positivi per la domanda interna»: l’Istat apre uno spiraglio di nei dati diffusi con la Nota mensile sull’andamento dell’economia del Paese. Come dire: la recessione dovrebbe arrestarsi. Preoccupa, però, il mercato del lavoro. «Le condizioni del mercato del lavoro rimangono tuttavia difficili», aggiunge l’Istat, con il «tasso di disoccupazione in crescita».
«Sostanziale stazionarietà della crescita»
In Italia, nel terzo trimestre del 2014, l’attività economica ha continuato a mantenersi debole. Il prodotto lordo è risultato ancora in flessione (-0,1% su base congiunturale) a seguito dell’accentuarsi della contrazione del valore aggiunto sia nella manifattura sia nelle costruzioni (rispettivamente, -0,6% e -1,1%) ma in presenza di una stazionarietà nel settore dei servizi. Nel complesso, l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana, conclude l’Istat, «confermerebbe una sostanziale stazionarietà della crescita nel trimestre finale dell’anno».
Disoccupazione preoccupante
Il mercato del lavoro, invece, attraversa una fase di complessiva stagnazione. I dati più recenti delle forze di lavoro, si legge nel rapporto Istat, descrivono un’occupazione sostanzialmente stabile dall’inizio dell’anno, con un nuovo peggioramento nel mese di ottobre (-0,2% rispetto al mese precedente). Nel terzo trimestre i dati riferiti alle imprese con almeno dieci dipendenti, relativi a industria e servizi di mercato, hanno mostrato però una crescita delle ore lavorate sia in termini di monte ore complessivo (+0,4 rispetto al secondo trimestre) sia delle ore lavorate per dipendente (+0,3%). Un analogo andamento si è riscontrato nell’industria in senso stretto (+0,7% il monte ore, +0,6% le ore per dipendente), un settore che, allo stesso tempo, ha registrato una diminuzione del ricorso effettivo alla Cassa Integrazione (50,7 ore ogni mille ore lavorate, con una diminuzione di 10,9 ore rispetto allo stesso trimestre del 2013). La stasi del mercato del lavoro italiano si è riflessa anche nell’andamento del tasso di posti vacanti: i dati destagionalizzati relativi al terzo trimestre mostrano che l’indicatore di domanda di lavoro è rimasto ancorato ai valori di inizio anno. Il tasso di disoccupazione ha continuato a salire: in ottobre, i dati destagionalizzati hanno evidenziato una crescita di tre decimi di punto rispetto a settembre, raggiungendo il valore massimo di 13,2%, sensibilmente piu’ elevato rispetto alla media europea (11,5%).
Allungamento periodo di disoccupazione
La crescita del tasso di disoccupazione è visibile anche nei dati non destagionalizzati: nel terzo trimestre si è verificato un incremento di cinque decimi di punto rispetto allo stesso trimestre del 2013. L’andamento si deve alla crescita delle persone in cerca di occupazione (+5,8% l’aumento tendenziale) e tra queste è aumentata soprattutto la quota di disoccupati in cerca di prima occupazione (+17,6%). La crescita delle persone in cerca di lavoro si accompagna comunque ad un allungamento dei periodi di disoccupazione: l’incidenza dei disoccupati di lunga durata (quota di persone che cercano lavoro da più di un anno) è salita nell’anno in corso dal 56,9% al 62,3%. Questo gruppo di individui, generalmente considerati poco appetibili dalle imprese, costituisce un fattore di freno alla discesa della disoccupazione soprattutto nel Mezzogiorno. Alla crescita dei disoccupati si è aggiunta anche quella delle persone definite più vicine al mercato del lavoro (+8,3% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente). Tra gli inattivi, inoltre, sono cresciuti coloro che non hanno cercato attivamente lavoro perché ritengono di non riuscire a trovarlo (lavoratori scoraggiati, +6,5%). Nel complesso la ricerca del posto di lavoro risulta caratterizzata da elementi contrastanti: da un lato nuovi attori si muovono alla ricerca di un posto di lavoro, dall’altra le persone già sul mercato sperimentano difficoltà crescenti nel trovare una occupazione.«La fase di contrazione dell’economia italiana è attesa arrestarsi nei prossimi mesi, in presenza di segnali positivi per la domanda interna»: l’Istat apre uno spiraglio di nei dati diffusi con la Nota mensile sull’andamento dell’economia del Paese. Come dire: la recessione dovrebbe arrestarsi. Preoccupa, però, il mercato del lavoro. «Le condizioni del mercato del lavoro rimangono tuttavia difficili», aggiunge l’Istat, con il «tasso di disoccupazione in crescita».
«Sostanziale stazionarietà della crescita»
In Italia, nel terzo trimestre del 2014, l’attività economica ha continuato a mantenersi debole. Il prodotto lordo è risultato ancora in flessione (-0,1% su base congiunturale) a seguito dell’accentuarsi della contrazione del valore aggiunto sia nella manifattura sia nelle costruzioni (rispettivamente, -0,6% e -1,1%) ma in presenza di una stazionarietà nel settore dei servizi. Nel complesso, l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana, conclude l’Istat, «confermerebbe una sostanziale stazionarietà della crescita nel trimestre finale dell’anno».
Disoccupazione preoccupante
Il mercato del lavoro, invece, attraversa una fase di complessiva stagnazione. I dati più recenti delle forze di lavoro, si legge nel rapporto Istat, descrivono un’occupazione sostanzialmente stabile dall’inizio dell’anno, con un nuovo peggioramento nel mese di ottobre (-0,2% rispetto al mese precedente). Nel terzo trimestre i dati riferiti alle imprese con almeno dieci dipendenti, relativi a industria e servizi di mercato, hanno mostrato però una crescita delle ore lavorate sia in termini di monte ore complessivo (+0,4 rispetto al secondo trimestre) sia delle ore lavorate per dipendente (+0,3%). Un analogo andamento si è riscontrato nell’industria in senso stretto (+0,7% il monte ore, +0,6% le ore per dipendente), un settore che, allo stesso tempo, ha registrato una diminuzione del ricorso effettivo alla Cassa Integrazione (50,7 ore ogni mille ore lavorate, con una diminuzione di 10,9 ore rispetto allo stesso trimestre del 2013). La stasi del mercato del lavoro italiano si è riflessa anche nell’andamento del tasso di posti vacanti: i dati destagionalizzati relativi al terzo trimestre mostrano che l’indicatore di domanda di lavoro è rimasto ancorato ai valori di inizio anno. Il tasso di disoccupazione ha continuato a salire: in ottobre, i dati destagionalizzati hanno evidenziato una crescita di tre decimi di punto rispetto a settembre, raggiungendo il valore massimo di 13,2%, sensibilmente piu’ elevato rispetto alla media europea (11,5%).
Allungamento periodo di disoccupazione
La crescita del tasso di disoccupazione è visibile anche nei dati non destagionalizzati: nel terzo trimestre si è verificato un incremento di cinque decimi di punto rispetto allo stesso trimestre del 2013. L’andamento si deve alla crescita delle persone in cerca di occupazione (+5,8% l’aumento tendenziale) e tra queste è aumentata soprattutto la quota di disoccupati in cerca di prima occupazione (+17,6%). La crescita delle persone in cerca di lavoro si accompagna comunque ad un allungamento dei periodi di disoccupazione: l’incidenza dei disoccupati di lunga durata (quota di persone che cercano lavoro da più di un anno) è salita nell’anno in corso dal 56,9% al 62,3%. Questo gruppo di individui, generalmente considerati poco appetibili dalle imprese, costituisce un fattore di freno alla discesa della disoccupazione soprattutto nel Mezzogiorno. Alla crescita dei disoccupati si è aggiunta anche quella delle persone definite più vicine al mercato del lavoro (+8,3% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente). Tra gli inattivi, inoltre, sono cresciuti coloro che non hanno cercato attivamente lavoro perché ritengono di non riuscire a trovarlo (lavoratori scoraggiati, +6,5%). Nel complesso la ricerca del posto di lavoro risulta caratterizzata da elementi contrastanti: da un lato nuovi attori si muovono alla ricerca di un posto di lavoro, dall’altra le persone già sul mercato sperimentano difficoltà crescenti nel trovare una occupazione.
dal sito www.corriere.it