Perché crearsi un nemico a tavolino?

Elaborazione Immagine di Carla Morselli

Quando il vento della crisi soffia scopre le paure dei governi.
La via più facile per coprire le debolezze interne di ogni gruppo è quella di individuare un nemico esterno in nome del nazionalismo e della protezione delle identità.
I politici hanno consiglieri e strateghi che immaginano scenari possibili, con previsioni apocalittiche a cui porre rimedio, basandosi su valutazione dei mercati e rivolte popolari.
In nome della difesa della democrazia, del diritto all’autodeterminazione si adottano sanzioni, si spostano navi e truppe, si mostrano muscoli e si agitano autonomie o si interviene in un altro settore di crisi internazionale.
E’ una guerra antica giocata ma con nuovi sistemi.
I fantasmi del recente passato agiscono da deterrente. Proviamo ad analizzare uno scenario strategico.
Arabia Saudita, Emirati Arabi Qatar sono interlocutori diretti degli Usa. Il calo del costo del petrolio saudita, al di sotto del costo della produzione del petrolio statunitense, mette parzialmente in crisi le previsioni economiche della Russia, entrambi Sauditi (735 miliardi dollari) e Russi (400 miliardi di dollari) hanno riserve economiche per resistere per circa tre anni gli uni, un po’ meno gli altri.
Putin con l’invasione della Crimea (che Krusciov aveva donato all’Ucraina nel 1954), ha scoperto le paure di Estonia Lettonia e Lituania e Polonia .
Le sanzioni che l’Europa ha adottato contro la Russia sotto la spinta di Obama, che riguardano restrizioni alimentari e tecnologie, hanno danneggiato in misura notevole l’Italia e la Germania.
A prendere la decisione di questa politica europea è il Presidente del Consiglio uscente Herman Van Rumpuy.
Nel frattempo gli accordi per il gas con la Cina proseguono ma per quanto la Cina abbia disponibilità ed anticipi parte del denaro, per costruire i gasdotti e gli impianti, servono dieci anni.
Il 16.3.2014 con un referendum popolare la Crimea torna ad essere Russa.
Il 20 dicembre 2014 Obama vieta il commercio con la Crimea.
L’Europa appare immobile e sclerotizzata incapace di proporre una soluzione negoziata.
Putin ha dimostrato di corteggiare l’Europa, l’ amicizia con Berlusconi, la presenza di Letta a Soci, ma l’Unione Europea (ipocritamente)non smette di considerare la Russia un nemico.
Dunque il sistema capitalistico non si dimostra capace di redistribuzione della ricchezza né in Occidente né in Oriente . La via cinese sembra ancora la migliore, ma quanto potrà durare se non si crea un mercato che non sia dollarocentrico, che dia regole agli oligarchi del mondo che non siano solo quelle dell’accaparramento ma l’investimento per una crescita più omogenea.

 

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