Zingaretti, confessa: “Conoscevo Buzzi”. Poi precisa: “No frequentazioni assidue”

Rispondendo all’interrogazione di Francesco Storace, il presidente della Regione racconta come ha conosciuto il presidente della 29 giugno e quali relazioni sono intercorse: "Solo in veste di presidente di un’importante cooperativa sociale attiva in molti settori negli scorsi anni io l’ho conosciuto"

"La prima questione è ‘se ero a conoscenza dei reati commessi in passato da Salvatore Buzzi’. Ora, come è noto davvero a tutti, Salvatore Buzzi era fondatore e presidente di una cooperativa di ex detenuti, la ’29 giugno’, nata nel 1985 come esperienza di riscatto sociale e riabilitazione, con il sostegno di figure di spicco nella storia della solidarietà e della lotta all’emarginazione di quegli anni, e considerata a lungo e da molti, con numerosi attestati istituzionali, come un esempio di recupero e reinserimento per chi desiderava uscire dall’esperienza del carcere attraverso un percorso di ritorno alla vita civile".
Così il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, rispondendo al question time in corso alla Pisana, in merito ai rapporti tra l’amministrazione e Salvatore Buzzi, interrogazione presentata dal vicepresidente del consiglio Francesco Storace.
"Quindi – ha aggiunto – pur non sapendo il merito dei reati che lo avevano condotto alla pena, certo sapevo che egli stesso aveva alle spalle un’esperienza di detenzione. Non solo perchè era condizione palese e dichiarata, ma perchè direi che era proprio questo, cioè l’essere un ex detenuto, l’oggetto stesso della sua iniziativa e della sua iniziativa e della sua funzione pubblica. Ed è solo in questa veste, cioè da presidente di un’importante cooperativa sociale attiva in molti settori, che negli scorsi anni io l’ho conosciuto. Conoscenza che, non per sospetti o per altra, ma direi per caso addirittura, non mi ha mai portato ad assidue frequentazioni, come per altro risulta da 70mila pagine degli atti dell’inchiesta".

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