50 sfumature grigie di cultura

di | 1 Feb 2015

Elaborazione Immagine di Carla Morselli

"Esiste un solo bene, la conoscenza, e un solo male, l’ignoranza."
                                                                                                       (Socrate)

La cultura è l’anima di un paese, senza cultura si tinge tutto di grigio con 50 brutte sfumature.
Non c’è futuro per i popoli se non si investe nella cultura e nell’istruzione in tutti i campi e in tutti i settori.
L’atteggiamento di chi ci governa è perlomeno schizofrenico: una produzione di iniziative legislative completamente scollegate ma assolutamente finalizzate, spero inconsapevolmente, alla pro ignoranza.
Cosa pretendiamo da una classe politica che è nata portando solo borse … meno quelle giuste: arrivismo, rivalità, pressapochismo, cialtroneria, loquela monocorde asfissiante, vestitini scuri , scarpe lucide con lacci neri ….Rimpiango l’eskimo…
Riferendomi al nostro Paese c’è da dire che quando c’è da tagliare si sceglie di mettere le mani riducendo i fondi per cultura e istruzione, tanto di cultura in giro ne abbiamo molta…
Non è che qualcuno crede che crogiolarsi nella cultura dei Romani e del Rinascimento sia un lasciapassare per sentirsi colti? Attenti allora che qualcuno potrebbe pensare che i Marino e i suoi pasticci ce li meritiamo tutti e per intero…
Si tarpano le ali alla ricerca e di conseguenza si provoca “il fuggi – fuggi “dei nostri ricercatori verso l’estero.
Purtroppo se ne vanno i valorosi e rimangono gli onerosi!
La nostra ricchezza intellettuale si auto esporta senza avere nulla indietro, anzi torna un malinconico obsoleto ricordo del ”Made in Italy”.
 

Elaborazione Immagine di Carla Morselli
L’Italia è il Paese che investe meno in Europa, ma si trovano tante belle Ferrari e tanti Evasori , si evasori , come ennesimo frutto della mancanza di cultura civica!
Solo la Grecia è dopo di noi.
Gli ultimi tagli secondo la Commissione Europea sono stati del 10,4 % dei finanziamenti e incidono su tutto il complesso del sistema educativo e culturale.
Perché Berlino pullula di laboratori aziendali di nuove tecnologie con ragazzi di tutto il mondo e a Roma, Milano, Palermo tanto tanto poco?
Credo non ci sia una ricetta per risolvere se non il tentativo di consapevolizzare i nostri “grigi governanti” Renzi compreso, che senza cultura non si cresce nemmeno economicamente. 
Pensiamo solo alle scuole ed ai disagi, alle biblioteche che riducono gli orari passando per le sforbiciate del personale facendo saltare centomila cattedre.
Se l’Europa, attraverso i suoi organismi, non costringerà ad investire nell’istruzione ci troveremo sempre più a disagio con i nostri concorrenti globali e con la disoccupazione giovanile che aumenta sempre più.
L’ 80% dei giovani in Italia si disinteressa a qualsiasi forma di cultura: dalla lettura del quotidiano all’andare a vedere una mostra o un film al cinema.
Però grazie ad una certa televisione e ad un certo cinema, si sono alimentati il fumo, le droghe, la violenza e la sciatteria .
Tagliano, tagliano e questi i risultati ! Perché non si riducono gli stipendioni per confluirli nella formazione ?
A forza di tagli le nostre città, le nostre regioni, i nostri paesi muoiono dilaniati dalle spese ingenti delle istituzioni.
La cultura e l’istruzione sono le basi e i presupposti indispensabili al futuro formativo e lavorativo delle generazioni , da sempre.
L’assenza di una azione formativa comprime la conoscenza e genera una forma di incultura, di insicurezza e quindi di frustrazione dei giovani verso tutto e in più se ci si lascia andare si diventa superficiali e inadeguati , sotto gli occhi molti “mediocri” cresciuti con colpi di fortuna o peggio con raccomandazioni o come “figli di…”.
Cosa vuole significare tutto ciò? Significa che poi tutto si ripercuote nella vita di tutti i giorni, negli uffici, in famiglia, nelle istituzioni e soprattutto nella selezione di una classe dirigente all’altezza.
Nella fattispecie è l’ignoranza che impera con tutti i risultati che ne conseguono.
Tutta la classe dirigente, o quasi , è di medio profilo culturale salvo poche eccezioni con l’aggravante che  in quest’ultimo ventennio è stato terrificante anche per una volgarità linguistica dilagante in tutti gli ambiti quasi come nuovo linguaggio legittimo, colpa di una televisione consumistica, cattiva maestra di comportamenti.