1 miliardo, tanto ci costa la malagestione dei beni comunali

dal sito www.iltempo.it

Sul totale di 751 immobili da dismettere inclusi nella delibera sull’alienazione del patrimonio comunale 630 sono occupati abusivamente, 58 sono liberi e 63 regolari"

Con le perdite causate dalla malagestione del patrimonio immobiliare il Comune di Roma avrebbe potuto risparmiarci le tasse sulla casa, prima e seconda. In ballo ci sono 1 miliardo e mezzo di euro, come hanno calcolato i consiglieri capitolini della lista Marchini: «Attualmente il Comune incassa circa 1,7 milioni di euro al lordo delle morosità, se questi stessi immobili fossero invece affittati a prezzi di mercato frutterebbero 26,7 milioni di euro all’anno». Le stime sui mancati incassi si riferiscono, in questo caso, ai 750 immobili che l’Amministrazione intende avviare alla vendita scontati del 30%. E se guardassimo all’insieme del patrimonio pubblico, residenziale e non residenziale, gestito dal Campidoglio? Sul totale di più di 43mila beni distribuiti tra centro e periferia, applicando le stesse percentuali di irregolari e mancata corresponsione degli affitti, il danno per il Comune potrebbe salire a 1 miliardo e 400 milioni di euro, nei fatti quanto si contava di incassare a fine anno con le imposte sugli immobili privati.
I calcoli dei consiglieri capitolini partono da un’evidenza: la maggior parte degli inquilini degli immobili in svendita risulterebbe moroso, in ritardo con l’affitto o comunque non regolare: «Sul totale di 751 immobili da dismettere inclusi nella delibera sull’alienazione del patrimonio comunale – sono entrati nel merito gli esponenti della lista Marchini – 630 sono occupati abusivamente senza titolo, 58 sono liberi e 63 regolari». «Il totale delle entrate annue – ha continuato il consigliere Alessandro Onorato – è di 1 milione 782mila euro, per una media di affitto annuale per ogni immobile di 2mila 572 euro e mensile di 214, 39 euro: complessivamente, se si applicassero prezzi di mercato, si potrebbero avere possibili entrate per 26 milioni 743mila euro». Effettivamente, non solo i canoni di locazione applicati dal Comune sono fuori mercato e fuori contesto viste le zone in cui si collocano gli immobili (ricordiamo il caso dell’appartamentino di 163 metri quadrati a piazza di Trevi a 4mila 270 euro all’anno), ma negli anni si è anche consolidata la percentuale di irregolari, che nonostante i prezzi stracciati hanno accumulato ritardi nei pagamenti e quindi debiti: 16mila euro, 19mila euro, 52mila euro, 94mila euro, 120mila euro, le situazioni di «saldo contabile negativo», come le chiama il Comune, si sprecano. Tutte perdite per l’Amministrazione che, verosimilmente, si moltiplicano guardando al patrimonio pubblico complessivo. Come accennato, partendo dalle stesse proporzioni di morosità e irregolarità, i mancati incassi sui 43mila immobili che costituiscono l’insieme delle proprietà dell’Amministrazione salirebbero a 1 miliardo e 400 milioni, quanto i romani hanno pagato per le tasse sulla casa di proprietà.
Proiezioni a parte, per i consiglieri capitolini un grosso danno economico esiste già ed è appunto riferito ai 750 immobili inclusi nella delibera: «Chiediamo di adeguare i canoni d’affitto ai prezzi di mercato – hanno concluso dalla lista Marchini – di riconvertire i numerosi immobili posseduti dal Comune nella zona della stazione Termini in uffici comunali risparmiando così in affitti almeno 1 milione 500mila euro», infine «di evitare che gli affittuari morosi possano accedere ai vantaggi previsti per l’acquisto, come il diritto all’opzione e lo sconto del 30%».

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