Isis, l’allarme degli 007: cresce rischio attacchi…



dal sito www.corriere.it

I servizi: mogli, familiari o amiche di combattenti «attratte dall’eroismo dei propri cari, specie se martiri». «Significativo incremento» del flusso degli aspiranti combattenti

C’è in Italia e in Europa un «crescente rischio di attacchi» terroristici. Lo scrivono nel testuale virgolettato i servizi segreti nella relazione al Parlamento sottolineando la possibilità di attentati in arrivo non solo da uomini ma anche donne – mogli, familiari o amiche – di combattenti «attratte dall’eroismo dei propri cari, specie se martiri».
«Italia simbolo e potenziale obiettivo»
Sebbene non sono emerse dalle indagini e dall’attività d’intelligence progettualità «ostili» riconducibili all’Is o ad altre formazioni collegate al jihad globale, spiegano gli 007, «la minaccia interessa anche l’Italia, potenziale obiettivo di attacchi pure per la sua valenza simbolica di epicentro della cristianità». Una valenza, ricorda il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis), i nostri servizi segreti, «evocata, di fatto, dai reiterati richiami alla conquista di Roma presenti nella propaganda jihadista». Nei giorni scorsi era stato il capo della polizia Pansa a parlare in audizione di «rischio attentanti mai così alto». Senza contare gli ultimi video con minacce indirizzate al nostro Paese direttamente da Isis e da Boko Haram, questi ultimi i «talebani d’Africa» che stanno disseminando morte e terrore fra Nigeria, Camerun e Ciad.C’è in Italia e in Europa un «crescente rischio di attacchi» terroristici. Lo scrivono nel testuale virgolettato i servizi segreti nella relazione al Parlamento sottolineando la possibilità di attentati in arrivo non solo da uomini ma anche donne – mogli, familiari o amiche – di combattenti «attratte dall’eroismo dei propri cari, specie se martiri».
«Italia simbolo e potenziale obiettivo»
Sebbene non sono emerse dalle indagini e dall’attività d’intelligence progettualità «ostili» riconducibili all’Is o ad altre formazioni collegate al jihad globale, spiegano gli 007, «la minaccia interessa anche l’Italia, potenziale obiettivo di attacchi pure per la sua valenza simbolica di epicentro della cristianità». Una valenza, ricorda il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis), i nostri servizi segreti, «evocata, di fatto, dai reiterati richiami alla conquista di Roma presenti nella propaganda jihadista». Nei giorni scorsi era stato il capo della polizia Pansa a parlare in audizione di «rischio attentanti mai così alto». Senza contare gli ultimi video con minacce indirizzate al nostro Paese direttamente da Isis e da Boko Haram, questi ultimi i «talebani d’Africa» che stanno disseminando morte e terrore fra Nigeria, Camerun e Ciad.
Esplora il significato del termine: Zona di «ripiegamento» per i foreign fighters
L’Italia potrebbe rappresentare una zona di «ripiegamento» per i foreign fighters che dall’Europa sono andati a combattere in Siria, scrive il Dis sottolineando che nel 2014 c’è stato un «significativo incremento» del flusso degli aspiranti combattenti verso i teatri di guerra. Secondo i dati degli 007, si ipotizza che siano 3mila quelli partiti dalla sola Europa, di cui oltre 500 provenienti dai Balcani. Per quanto riguarda l’Italia, dicono i servizi, «la specifica minaccia deve essere valutata non solo per gli sporadici casi nazionali ma anche e soprattutto tenendo presente l’eventualità di un ripiegamento sul nostro territorio di estremisti partiti per la Siria da altri Paesi europei, anche in ragione delle relazioni sviluppate sul campo tra militanti di varia nazionalità».Zona di «ripiegamento» per i foreign fighters
L’Italia potrebbe rappresentare una zona di «ripiegamento» per i foreign fighters che dall’Europa sono andati a combattere in Siria, scrive il Dis sottolineando che nel 2014 c’è stato un «significativo incremento» del flusso degli aspiranti combattenti verso i teatri di guerra. Secondo i dati degli 007, si ipotizza che siano 3mila quelli partiti dalla sola Europa, di cui oltre 500 provenienti dai Balcani. Per quanto riguarda l’Italia, dicono i servizi, «la specifica minaccia deve essere valutata non solo per gli sporadici casi nazionali ma anche e soprattutto tenendo presente l’eventualità di un ripiegamento sul nostro territorio di estremisti partiti per la Siria da altri Paesi europei, anche in ragione delle relazioni sviluppate sul campo tra militanti di varia nazionalità».
Esplora il significato del termine: «Scenario libico minaccia diretta per l’Italia»
«Lo scenario libico – si legge nel documento – può trasformarsi in una minaccia diretta per l’Italia, come fattore di destabilizzazione dell’intera regione, ma anche quale potenziale piattaforma per proiezioni terroristiche, vulnus per gli approvvigionamenti energetici, snodo per l’immigrazione clandestina».«Scenario libico minaccia diretta per l’Italia»
«Lo scenario libico – si legge nel documento – può trasformarsi in una minaccia diretta per l’Italia, come fattore di destabilizzazione dell’intera regione, ma anche quale potenziale piattaforma per proiezioni terroristiche, vulnus per gli approvvigionamenti energetici, snodo per l’immigrazione clandestina».

 

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