La sfiducia democratica

Elaborazione Immagine di Carla Morselli

Leggiamo questa poesia di Trilussa , ci illuminerà.
La Libbertà de pensiero
Un gatto bianco, ch’era presidente der circolo der Libbero Pensiero sentì che un gatto nero, libero pensatore come lui, je faceva la critica riguardo a la politica ch’era contraria a li pensieri sui. "Giacche nun badi alli fattacci tui, – Je disse er gatto bianco inviperito-, rassegnerai le proprie dimissione e uscirai da le file der partito: che qui la poi pensà liberamente come te pare a te, ma a condizione che t’associ a l’idee der presidente e a le proposte de la commissione!" "E’ vero, ho torto, ho aggito malamente…" Rispose er gatto nero. E pe restà ner Libero Pensiero Da quela vorta nun pensò più gnente.
Trilussa, pseudonimo anagrammatico di Carlo Alberto Camillo Mariano Salustri (Roma, 26 ottobre 1871 – 21 dicembre 1950).
E infatti , meglio “ nun pensà più gnente…”?
Sempre più chiaro , l’interesse dei cittadini alla politica si è fortemente affievolito anche per il degrado qualitativo della politica stessa.Qualcuno ha accumunato Renzi all’imbonitrice televisiva  poi finita nei guai Vanna Marchi , per la capacità di saper vendere e prima di lui Berlusconi . Significa che la  politica ha solo bisogno di leader venditori e non di comunicatori? O la gente preferisce la promessa , fine a se stessa ,alla verità?
Qualcosa non torna…La crisi dei partiti per aver perso la propria funzione sociale è un motivo centrale del degrado con un esplosivo mix di affarismo, corruzione ed egoismo ideologico.
Quella dei cittadini non è solo sfiducia nei partiti ma è nelle forme con cui l’azione politica si articola o meglio non lo fa , nella mancata capacità di essere un traino di cambiamento per affrontare le problematiche concernenti la nostra società .
L’incredulità verso una reale ripresa economica che porti lavoro , acutizza la sfiducia.
Per andare in controtendenza la politica dovrebbe offrire qualcosa di tangibile ai cittadini , anche con gli ottanta euro , ma anche e non solo!
Che fine hanno fatto valori irrinunciabili della politica: SERVIZIO, SOLIDARIETA’, CONDIVISIONE, DIALOGO E RESPONSABILITA’?
A tale proposito ,condivido quanto scrive il sociologo e politologo Ilvo Diamanti :
“d’altra parte, gli italiani si sentono sempre più lontani dalla politica. E, in primo luogo, dai partiti. Ormai non li stima davvero nessuno. Una conferma del clima di sfiducia che mette apertamente in discussione la "democrazia rappresentativa". Interpretata, in primo luogo, proprio dai partiti, insieme al Parlamento”.
Sì, perché se l’Italia è sfiduciata da se stessa, gli italiani sono sfiduciati dal non funzionamento dello Stato.
Sono nauseati da quelle elezioni per le quali puntualmente votano e dopo le quali non restano che promesse mai realizzate . A tale proposito vi prego di leggere il Rapporto Istat in allegato .
Tra gli italiani si va diffondendo una certa "stanchezza democratica". Un italiano su tre pensa che, vista la situazione, non sarebbe poi tanto male una svolta autoritaria.
Chi non vota è talmente disilluso da starsene a casa o così arrabbiato da mandare tutti a quel paese. In verità assistere ai talk televisivi , dove quattro politici con la pancia piena moderati o aizzati da conduttori strapagati, provocano un violento comune risentimento dei “normali cittadini”.
La crisi della nostra democrazia cronologicamente precede quella della nostra economia .
Ripercorrere la storia , comprendendone le ragioni e cercare di porvi rimedio non è un dunque un esercizio inutile , anzi…
Molte figure emerse dal vuoto provocato da tangentopoli, scampate al diluvio per via della propria irrilevanza o grazie a particolari doti mostrate lontano dalla politica , sono oggi protagonisti “zoppi” di questa democrazia.
Moltissimi italiani non si sono mai sentiti davvero cittadini, per diverse ragioni.
E’ dai primissimi anni ’80 che i partititi hanno smesso di adempiere alla propria funzione di collegamento tra la società e la classe politica , da allora è iniziata la fase calante della partecipazione .
Così come Bettino Craxi, con le sue capacità arrivò attraverso il totale controllo del Partito Socialista alla Presidenza del Consiglio , Renzi si è finalmente affermato come leader maximo del Pd e quindi è arrivato alla Presidenza del Consiglio , curiosi parallelismi che si verificano quando le democrazie sono ammalate.
La caduta della qualità dei nostri politici si spiega proprio dal funzionamento dall’attuale legge elettorale che mette nelle mani dei capi un potere pressoché assoluto .
Sarebbe inevitabile assommare a tale anomalia anche il far west della classe politica delle Regioni che non finirà mai di stupirci per sprechi e ruberie ma questo mi porterebbe molto lontano.
Dovrebbe essere facile comprendere che la salvezza della nostra democrazia passi per la ricostruzione di un sistema di partiti fondati su veri ideali e non sulla fedeltà ad un capo bastone e rappresentino una pluralità d’idee e personalità , uno spazio in cui i cittadini possano pensare di attivarsi in prima persona, senza dover passare da amici degli amici.

Allegato in Documenti "Rapporto Istat Politica e Istituzioni"

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