Visco preme per la bad bank: «Lo Stato intervenga…

Il «recupero di fiducia» c’è, in Italia e in Europa. Merito del Quantitative easing della Bce, del calo dei tassi di interesse, della riduzione del barile e del deprezzamento del cambio. «Ma il ritorno a tassi di crescita in grado di generare maggiori posti di lavoro non può che essere graduale». E occorre mettere in campo azioni strutturali che favoriscano investimenti e sostegno a banche e imprese. Parola del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, che oggi ha aperto i lavori del convegno “La storia dell’Iri e la grande impresa oggi”.

Banche, lo Stato intervenga su cessione sofferenze
Visco ha auspicato un intervento dello Stato per alleggerire le sofferenze delle banche, tornando sul tema della bad bank di sistema su cui già si era espresso a favore in passato. «Hanno resistito alla prova difficilissima di una fase recessiva durata oltre
sei anni», ha spiegato. «La crisi lascia però un’eredità molto pesante in termini di crediti inesigibili da imprese uscite dal mercato o in gravi difficoltà, che appesantiscono i bilanci e limitano la capacità di erogare nuovi finanziamenti a imprese sane e vitali» Bene, dunque, «un intervento diretto dello Stato che, nel rispetto della disciplina europea sulla concorrenza, favorisca lo sviluppo di un mercato secondario» dei crediti deteriorati delle banche, perché «potrebbe contribuire a liberare risorse di cui beneficerebbero in primo luogo le imprese».

La crescita passa per una crescita degli investimenti
La crescita – è il monito di Visco – «passa necessariamente per un aumento, sostenuto e consapevole, della spesa per investimenti, privati e pubblici, nazionali ed europei». In Italia in particolare, ha aggiunto il numero uno di Via Nazionale – «la variabile decisiva sono gli investimenti, privati e in infrastrutture». Il piano Juncker «può dare un contributo di rilievo, favorendo la sincronia degli sforzi a livello europeo e fornendo un riferimento di medio periodo alle aspettative delle imprese».

Il Qe è destinato a smorzarsi

Insomma: il Qe, da solo, non può essere la panacea. «Il programma di acquisto di titoli pubblici migliora il contesto macroeconomico, riduce l’incertezza, sostiene la fiducia», ha detto Visco. «Ma è destinato per sua natura a smorzarsi quando avrà raggiunto l’obiettivo di assicurare la stabilità dei prezzi, così come definita nel mandato della Bce». È dunque questo «il momento di intervenire strutturalmente sul potenziale di crescita dell’economia, con strumenti che innalzino a un tempo produttività e occupazione, creando nuovo reddito e nuova domanda».

Imprese italiane ancora in affanno

Per Visco in Italia, con un «sistema produttivo ancora in forte affanno», le politiche pubbliche devono dare un contributo per aiutare le imprese a rispondere con successo alla rivoluzione tecnologica. Innanzitutto per favorire gli investimenti immateriali, «essenziali per creare un ambiente favorevole alle imprese e per rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, il cui buon funzionamento è fattore cruciale sull’economia». Ma anche per sostenere le condizioni finanziarie e di liquidità delle imprese e in Italia. «Il quadro di sostegno finanziario è ancora molto frammentato», ha osservato Visco, mentre «sarebbe utile avviare anche nel nostro Paese un processo di riforma volto a meglio integrare gli strumenti di sostegno al finanziamento delle imprese oggi esistenti».

La corruzione scoraggia gli imprenditori onesti

Il governatore è tornato a rimarcare con forza l’importanza della legalità, «risorsa che va tutelata in ogni suo aspetto». Secondo Visco, «un sistema che non è in grado di combattere
con decisione e con successo la criminalità organizzata, la corruzione, l’evasione fiscale non è compatibile con un’economia di mercato equa ed efficiente, scoraggia gli imprenditori onesti, italiani e stranieri».>


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