Terrorismo e integralismo Intervista a Stefano Silvestri – Istituto Affari Internazionali

 Elaborazione Immagine di Carla Morselli


Professore, a lei che è uno dei massimi esperti di strategie militare chiediamo

quali sono le radici del terrorismo integralista islamico ?
I terroristi amano riferirsi ad alcuni versetti del Corano e in particolare alla Jihad, che in una delle sue accezioni indica la guerra santa contro gli infedeli. Nella realtà però essi ignorano innumerevoli altri comandamenti della loro religione. Non sono quindi dei martiri della fede, ma più semplicemente dei rivoltosi che hanno scelto il terrorismo come tecnica e strumento per rovesciare in primo kuogo i governi arabi, e solo in seconda battuta per attaccare anche l’Occidente.

Negli ultimi anni si nota una violenta campagna di persecuzione contro i cristiani nei Paesi abitati dai musulmani , i fedeli massacrati e chiese date alle fiamme. Perché questo attacco al Cristianesimo?

La rivolta è accompagnata da operazioni di pulizia etnica (o meglio etno-religiosa e culturale), non solo contro i cristiani, ma contro un gran numero di minoranze che erano sopravvissute all’interno del vecchio impero ottomano e che ora vengono massacrate.

L’Isis è associato solo all’Islam ?

L’Isis vorrebbe rivendicare la tradizione del califfato, cioè dell’Islam imperiale sunnita (solo brevemente, con i Fatimidi, il califfato si ritrovò in mani sciite)

La sola intelligence basta per prevenire il terrorismo?

Certamente no. L’Intelligence e le operazioni di polizia sono essenziali per combattere il terrorismo che agisce all’interno dei nostri paesi, ma lo sconquasso e le guerre in corso in Medio Oriente e Nord Africa richiedono uno sforzo e un impegno molto maggiore.


L’avanzata del cosiddetto stato islamico nei paesi di partenza dei barconi che attraversano il Mediterraneo per raggiungere l’Italia, rappresenta un problema riconducibile all’immigrazione ?

Gli immigranti non sono terroristi, ma sono gestiti dalla criminalità organizzata e da organizzazione criminal-terroristiche che traggono benefici economici da questa sorta di nuova tratta degli schiavi. Rompere questo schema è importante anche per salvaguardare un minimo i diritti umani e civili degli immigrati clandestini, sottoposti a continui forti ricatti.

Siamo di fronte ad un crescendo della risposta militare che aumenta il grado di esposizione dello Occidente?

Si odono tamburi di guerra. L’occidente questa volta non è in prima fila, ma difficilmente potrà restare del tutto estraneo ai giganteschi sommovimenti in corso.

L’ Isis potrebbe colpire direttamente in Italia ?

Certamente l’Isis può “ispirare” qualche fanatico residente in Italia a compiere attentati terroristici anche da noi, così come è avvenuto in Francia, Belgio o Tunisia. Questo non significa che una cellula di terroristi, eterodiretta dall’Isis, compirà degli attentati, ma che ci potranno essere attentati “autoctoni” ispirati dalla predicazione e dai messaggi dell’Isis, che poi quest’ultimo, se riusciranno, rivendicherà.

Sembra che Il fatturato del terrorismo islamico si aggiri intorno ai 2 milioni di dollari al giorno, grazie a varie fonti di ricavo, tra cui il petrolio ( scriverlo è Bloomberg, citando fonti dell’intelligence e dell’antiterrorismo statunitense), se ha un fatturato ci sarà un rapporto commerciale con l’Occidente , cosa ne pensa ?
Il grosso delle entrate dell’Isis viene dal contrabbando, di petrolio in primo luogo, ma poi anche di oggetti d’arte, persone, armi, eccetera. E’ un mercato nero particolarmente florido in MO e Nord Africa. Ma vorrei comunque rilevare che 2 milioni di dollari al giorno sono pochi spiccioli se con quelli si cerca di tenere in piedi uno stato o di condurre una guerra.

Biografia Stefano Silvestri
Stefano Silvestri è stato presidente dell’Istituto Affari Internazionali dal 2001 al 2013. E’ editorialista de Il Sole 24 Ore dal 1985. È stato sottosegretario di Stato alla Difesa (gennaio 1995-maggio 1996), consigliere del sottosegretario agli Esteri incaricato per gli Affari europei (1975), e consulente della Presidenza del Consiglio sotto diversi governi. Ha svolto e svolge lavoro di consulenza sia per il Ministero degli Esteri che per quelli della Difesa e dell’Industria. Come giornalista professionista, è stato anche inviato e notista del Globo (1982), membro del comitato direttivo de l’Europeo (1979), collaboratore di numerosi quotidiani nazionali sui temi di politica estera e di difesa. E’ stato anche docente sui problemi di sicurezza dell’area mediterranea, presso il Bologna Center della Johns Hopkins University (1972-1976) e ha lavorato (1971-1972) presso l’International Institute for Strategic Studies di Londra. E’ membro del Consiglio d’amministrazione della Federazione aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza (Aiad) e della Commissione Trilaterale.

Biografia dal sito www.iai.it

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