Il nuovo colonialismo

di | 1 Mag 2015

 Elaborazione Immagine di Carla Morselli

La vicenda della morte del volontario Giovanni Lo Porto è l’ennesima prova della perdita di peso internazionale dell’Italia.
L’ormai scarsa considerazione di cui soffriamo , non solo si evidenzia con la lunga prigionia indiana dei Nostri due Soldati Marò , con la morte di Ilaria Alpi (solo per ricordare la storia recentissima) ma parte ancora da più lontano .
Si potrebbe partire dalla guerra di Libia . Nonostante l’Italia fosse il Paese con più interessi economici in quei territori , fu interpellata all’ultimo momento e solo dopo che l’iniziativa franco –inglese aveva “registrato “ la fine di Gheddafi .
Del resto , nel pieno della crisi dell’euro e degli attacchi speculativi contro i debiti sovrani, dovevamo ricordare al mondo il nostro peso nella Nato , nonostante il ruolo discutibile svolto nelle recenti guerre e il posizionamento spesso irrituale dell’Italia, motivo ulteriore di inaffidabilità .
A livello internazionale il tema di apparenti scelte di schieramento conta quanto quello delle armi . Qualora si accettano , e si è visto , di conformarsi alle direttive di altri Paesi , si finisce naturalmente in amministrazione controllata, facendosi “imporre” le politiche interne e quindi le scelte obbligate sia dalla Ue sia dagli Usa , sia da tutte e due, è difficile poi esercitare un ruolo internazionale ; non esercitandolo, svanisce la considerazione di cui si gode, al punto tale che sono gli alleati a non informarci di quel che ci riguarda (penso a Obama che informa Renzi dell’uccisone di Lo Porto dopo mesi) e i concorrenti a pensare di poterci impunemente sottrarre affari in corso.
Si tratta di dimostrare che esiste ancora il Governo forte di un Paese sovrano.
 Henry Kissinger
Certo, talune soventi vicende interne, non aiutano, anzi… .
Invece di soccombere innanzi ai diktat dell’Ue, perfino sulla formazione delle nostre Forze dell’ Ordine per trattare gli immigrati (il bello è che poi ricadono comunque su di noi), dimostrano che, pur esprimendo il Commissario per l’estero (la Mogherini), non abbiamo strategie e diplomazia capace per affrontare problematiche fondamentali.
La politica estera italiana , non nascondiamolo , è stata sempre allineata a quella della Santa Sede con qualche distinguo nei governi di Andreotti e Craxi.
La nostra diplomazia non è sufficientemente preparata , non è la prima volta che questo giornale lo ricorda , non bastano i corsi Sioi per diventare  diplomatici , occorrono molte esperienze  nel mondo!  
L’Italia che ancora vede crescere le proprie esportazioni, più di quelle degli altri europei non può veder minacciati i propri interessi a vantaggio delle economie europee.
Con quale faccia ci si può imputare un certo egoismo nazionale quando buttiamo le arance del Nostro Sud o il nostro latte , per importare forzatamente e senza bisogno identici prodotti di scarsa qualità !
Con la scusa dell’ordine mondiale , l’Italia ha una grama irrilevante posizione nella vita internazionale , l’ultimo scritto di Kissinger è illuminante a proposito: l’Italia non viene mai nominata e l’unico politico ricordato è Alcide De Gasperi.
Scrive Kissinger nel suo ultimo libro <Ordine Mondiale>: “l’ordine mondiale è stato definito quasi esclusivamente dai concetti occidentali europei”. E sull’Europa :“l’Europa ha deciso di superare gli stati nazionali senza creare in sé gli “attributi della statualità” generando un “vuoto di autorità all’interno e uno squilibrio di potere lungo i suoi confini”; insomma, un fallimento causato dai progettisti da officina di questa Europa di tecnocrati . E sulle ipotesi di guerra globale scrive:
“Il rischio futuro non sarà tanto una grande guerra tra Stati (tipo guerra mondiale), quanto un’evoluzione in “sfere d’influenza” composte da diverse nazioni e forme di governo “ai cui margini ciascuna sfera sarebbe tentata di testare la sua forza contro altri soggetti
ritenuti illegittimi; una lotta tra regioni potrebbe essere ancora più debilitante della lotta tra nazioni”.
Dunque Kissinger , col suo stile enigmatico e sornione di chi la sa lunga , conferma che la democrazia non si esporta più. Addio sogni di gloria …