MAECI: 60° Anniversario dell’adesione dell’Italia alle Nazioni Unite

di | 1 Mag 2015

 
dal sito www.esteri.it

Il 14 dicembre del 1955 l’Italia ha aderito alla Carta delle Nazioni Unite, divenendo membro dell’Organizzazione.

Ha avuto inizio allora una lunga storia di collaborazione, sostegno e impulso alle attività dell’ONU, che è la logica conseguenza dell’approccio multilateralista che caratterizza la politica estera italiana.

Sessanta anni dopo, l’Italia partecipa alle attività delle Nazioni Unite con impegno crescente, contribuendo al perseguimento degli obiettivi della Carta, dal mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, alla promozione e difesa dei diritti umani, allo sviluppo sostenibile.

L’ impegno dell’Italia

In questi sei decenni l’Italia ha contribuito con determinazione all’elaborazione delle Risoluzioni dell’Assemblea Generale e del Consiglio di Sicurezza che hanno dato vita a grandi innovazioni sul piano delle norme internazionali. Le campagne in favore della moratoria della pena capitale, quelle per promuovere l’uguaglianza di genere e i diritti delle donne e delle bambine (anche attraverso la lotta a pratiche quali le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni precoci e forzati), le battaglie contro ogni forma di discriminazione religiosa e in favore della libertà di opinione, sono alcuni dei temi che vedono il nostro Paese in prima fila.

Grazie anche alla costante opera di mediazione svolta dall’Italia, è stato possibile, con il trascorrere degli anni, attenuare le differenze di posizione tra Paesi, avvicinando le rispettive visioni e consentendo quindi di ampliare il consenso su molti argomenti.

L’Italia ha altresì condiviso direttamente le responsabilità che derivano dalla sicurezza collettiva, ricoprendo per sei volte il ruolo di membro non permanente del Consiglio di Sicurezza, e partecipando alle operazioni di pace.

Italia 7^ contributore finanziario missioni di pace

Il nostro Paese, che è il settimo contributore finanziario delle missioni di pace, detiene il primato, tra i Paesi occidentali, di fornitore di truppe. Dal 2006, l’Italia partecipa alla missione UNIFIL II, schierata nel Libano del Sud e attualmente comandata dal Generale Luciano Portolano.

In continuità con la sua storia e il suo impegno, il nostro Paese ha presentato nuovamente la propria candidatura al Consiglio di Sicurezza per il biennio 2017-2018, certa di potere fornire anche questa delicata congiuntura internazionale un contributo significativo.

L’Italia e il futuro dell’Onu

Dal 1955 ad oggi il mondo ha compiuto progressi straordinari, ma in questo anniversario, che coincide con le celebrazioni per i 70 anni di attività delle Nazioni Unite, abbiamo scelto di guardare soprattutto al futuro. La revisione delle operazioni di pace, il riesame dell’architettura del peacebuilding, la verifica dell’efficacia della risoluzione 1325 su ‘Donne, Pace e Sicurezza’, la definizione dell’Agenda di sviluppo post-2015 sono gli elementi di una più ampia riflessione che quest’anno condurrà gli Stati Membri dell’ONU sia a immaginare come dovrà essere il mondo in cui vivranno le generazioni future che a stabilire quali azioni consentiranno di realizzare la nuova visione. D’altro canto il nostro contributo alla crescita sostenibile è al centro dell’EXPO 2015 (Milano, dal 1 maggio al 31 ottobre), un evento dedicato alla sicurezza alimentare e alla nutrizione. L’Italia è in fatti portatrice di una visione che si fonda sul passaggio dal concetto di assistenza a quello di una cooperazione fra pari, basata sulla condivisione delle risorse, delle capacità e delle esperienze di sviluppo, di cui l’EXPO vuole essere un esempio concreto.

Gli appuntamenti, in Italia e all’estero, con cui ci accingiamo a celebrare i 60 anni dell’Italia alle Nazioni Unite vogliono ricordare i traguardi raggiunti ma soprattutto aiutarci a riflettere sulle sfide che ancora ci attendono e sul modo di affrontarle al meglio, al fianco dell’ONU, nel 2015 come nel 1955.