La sicurezza fa la differenza?

di | 18 Mag 2015

Le nuove sfide alla sicurezza:Italia e Germania parlano la stessa lingua? Su questo tema si è tenuta una tavola rotonda, ultimo incontro di un ciclo di convegni sulla politica di sicurezza per la promozione del dialogo italo-tedesco. A partire dalla guerra est-ovest fino alle crisi più recenti, Roma e Berlino sono state chiamate a confrontarsi con scenari geopolitici in continua evoluzione. Nello sforzo di mantenere un equilibrio fra esigenze nazionali e solidarietà con gli alleati, Italia e Germania hanno affrontato la ridefinizione del concetto di sicurezza. La Fondazione Konrad Adenauer e le Università LUMSA,UNINT, UniKore, in collaborazione con l’Osservatorio sulle relazioni tra Germania e Italia hanno cercato di individuare i punti di snodo dei rapporti italo-tedeschi nell’ambito della sicurezza. A partire dalla guerra fredda fino al crollo del muro di Berlino, dall’allargamento dell’alleanza atlantica verso i paesi ex-comunisti fino alla guerra nei balcani, non vi fu sempre un’identità di vedute. Il tema su cui hanno dibattuto è quello delle più recenti minacce derivanti dalla crisi ucraina e dal terrorismo di matrice islamica.
Dal racconto fatto da storici, giornalisti ed esperti, è ormai evidente che l’ Isis è uno stato che ha pretese da Stato in guerra, non un gruppo di terroristi. Le paure arabe relativamente all’Isis bloccano probabilmente ogni altra reazione popolare come quella che l’occidente ha chiamato primavera araba.
L’Italia e la Germania hanno tenuto comportamenti simili in politica estera, in Iraq per esempio dove si sono occupate degli stessi compiti con missioni di ricognizione e istruzioni ai militari. Anche in Libia l’Italia tentò di tenersi fuori come la Germania, per la posizione geografica e per gli scopi umanitari volti a salvare dei civili , poi fu costretta a intervenire. Sul tema terroristico c’è convergenza sostanziale fra Italia e Germania. Soprattutto per quanto riguarda il sud , finalmente la posizione tedesca si è avvicinata alla posizione italiana, spinta anche dalla constatazione che un terzo degli immigrati d’Europa vive in Germania.
Per quel che riguarda la crisi Ucraina è senz’altro da considerare un errore quello di Putin , ma anche da parte dell’occidente vi è stata una forte disattenzione . Una cosa è l’allargamento della Nato altra cosa è l’Ucraina. La Merkel ha svolto un ruolo da leader nel tenere aperti i canali con la Russia criticando, ma per parlare con la Russia e non contro. L’Italia è vicina a questa linea e non potrebbe mandare il suo ministro degli esteri a deporre una corona a Mosca senza l’affiancamento tedesco. Vi è comunque una diffusa inconsapevolezza storica da parte dei politici nel distinguere le possibili reazioni e una lentezza a rispondere ai problemi che si manifestano anche al Consiglio Europeo. Le richieste di rafforzamento della missione Triton per esempio.
Siamo dinanzi a una migrazione biblica, dal sud dell’ Africa fuggono da situazioni dittatoriali insostenibili, ma anche la variazione del clima è determinante . Il problema dei paesi africani che non hanno una classe dirigenziale politica in grado di essere apprezzata dalla propria gente è il nostro problema. Turchia e Arabia Saudita appoggiano l’isis, ma chi compra il petrolio dall’isis? l’isis fa welfare con i soldi del petrolio. Tutte domande che si pongono.
Davanti al ciberterrorismo alla criminalità organizzata, Italia e Germania, in difesa del sistema di liberalità, hanno una cultura della moderazione simile . Dovremmo imparare dagli errori del passato in Iraq e in Afganistan ma le sfide ibride che abbiamo davanti rivelano le debolezze sostanziali delle strutture Nato e dell’ Unione Europea, quando sarebbe auspicabile una maggior collaborazione .
La Germania è alla terza generazioni di immigrati islamici e l’islamismo sembra rafforzarsi , non recedere,si contano circa 800 foreign fighters. L’Italia è ancora alla prima generazione di immigrati islamici e sembra rispondere con un’integrazione maggiore.
Mancanza di progettualità politica, assenza di strategia, critica agli interventi di rimozione di alcuni dittatori . Questi i temi trattati nella tavola rotonda a cui hanno partecipato attivamente gli studenti delle università coinvolte. Nessuna strategia comunitaria di rilievo. Quanto sono condizionati i rapporti con la Russia dalla dipendenza energetica. Disattenzione dell’Europa e inquietudine di Putin. Commissione europea e forza di sicurezza e difesa europee a che punto siamo? Reazioni dell’Europa occidentale e Europa orientale davanti al problema Ucraino. Una politica comunitaria estera inesistente. Questi e altri problemi sollecitano risposte:silenzi e omissioni che la crisi economica contribuisce ad aggravare.
Ieri hanno partecipato al dibattito Emma Fattorini Commissione permanente Affari Esteri e Emigrazione , Senato della Repubblica, Andreas Jacobs NATO Defense College ,Roma, Andrea Margelletti Centro Studi Internazionali, Ciro Sbailò Università degli Studi di Enna, moderava Franco Venturini, Corriere della Sera.

Immagine dal sito www.liceogalilei.it