LA POESIA COME DIMENSIONE

di | 1 Giu 2015

Opera di Dave Cutler

La poesia all’inizio non è scrittura ma parola, discorso necessario, che si fa incanto di suoni che trova le parole precise per dire. La poesia, non si dice soltanto, si fa, è fatta del fare, scorre dentro ognuno di noi in un fiume segreto con vortici di domande intorno ai soliti temi nascita morte vita amore .Quel che resta dell’alba che muore dentro al giorno o il mistero ed il senso che inseguiamo allontanandoci da noi fino ad arrivare così lontano da percepire che tutti eravamo insieme un tempo, in un luogo che conteneva il nulla ed il possibile: nel labirinto di una storia non vera , ma verosimile. Poi ci sono i poeti che ne trovano il ritmo, la misura, il canto, la cadenza, l’armonia, l’invenzione adeguata al linguaggio corrente. Suonano uno strumento che entra in vibrazione con le nostre corde .

Nessuna opera d’arte é tale senza far ricorso alla poesia, che è la stessa da quando l’uomo esiste e ci parla di noi, del bisogno di senso, dell’inquietudine che nasce dal sentirsi mancanti per esempio. Non c’è vera arte senza la poesia, mancherebbe di quel messaggio universale capace di parlare ad ognuno. Non è nella forma, né nella perfezione, a volte è nel prendere le cose come sono e scoprirle perfette per i nostri sensi. A volte la parola trascina i nessi della storia, incanta il tempo, sospende la corruzione a favore di un nesso, dice una logica intera, trascurando la realtà, usandola a suo piacimento . Vivono in noi i poeti e riescono a stupirci raccontando il divario che esiste fra gli opposti, dicendo ” l’altrimenti” , che potrebbe succedere se volessimo ridere di tutta la tragedia .
Ed è pressoché irriproducibile quella capacità di piegare le parole all’uso comune, come fosse la voce di tutti quei pensieri che nascono e poi muoiono dentro di noi : uno stupore per la vita oltre le sue cause, oltre le apparenze . La poesia é il suo farsi , è quel lavoro che dell’invenzione dei giorni fa un’arte. I migliori poeti sono ciechi sul mondo, il viaggio é sempre dentro, in fondo o oltre quel che appare, vedono per noi un nuovo paesaggio. Si può vivere senza inventarsi il giorno, oltre le macerie del quello che fu ieri?
Le parole sono indizi di tutti quei pensieri che saranno poi azioni, fatti , ripetizioni, si inseguono, si copiano, imparano da sé stesse, tessono trame, credendo inutilmente ad un altro tempo; quando sono più astute e consapevoli incantano . La poesia pratica percorsi difficili, non banali, si domanda il perché di ogni cosa, cerca la libertà, sonda la filosofia , si narra mentre parla di menzogne romantiche. Finzioni verosimili, invenzioni inutili . L’amore vi scorre vi resta si trattiene diventa causa ed effetto di sé stesso e spiega la necessità ed il senso del procedere di un cieco,come in Edipo, mentre tiene la mano di sua figlia, in silenzio . Riunisce i percorsi la poesia e fa ritorno verso la propria casa, l’origine di tutto, il grembo della madre e quel concepimento, là riposiamo nello stesso campo , tutti in un campo . La poesia è inutile, tutti la ritengono inutile, se ne straparla ma non rende economicamente. Molti si ostinano a riprodurla, ma si distingue subito il balordo dal vero. Forse alla fine dei giorni è tutto quel che hai dato, il ricordo di un sogno, di un desiderio e il sentimento che ancora non basta, che ancora chiede tempo. La poesia è un modo di essere, è un dono . Ed è’ talmente inutile da essere necessaria. Provate a immaginare un mondo senza poesia? un tempo cosi arido sarebbe da buttare via.
Elaborazione Immagine di C.M.