Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello prima presidente donna

di | 17 Giu 2015

dal sito roma.corriere.it

«È stato un risultato strepitoso e un gran lavoro di squadra». Ruth Dureghello, con «Per Israele», ha staccato di 20 punti la seconda lista «Israele siamo noi» e ha raggiunto il 44,05% dei votanti. Ha così stravinto le elezioni per il rinnovo del Consiglio e della presidenza della Comunità ebraica di Roma, che annovera circa 13mila iscritti. Alle urne domenica scorsa su 10.885 aventi diritto ha votato il 36,2% degli elettori in dieci seggi dislocati in tutta la città. E se ieri sera il risultato era definitivo, i voti di preferenza si stanno contando. Ruth Dureghello è la prima donna della storia della comunità ad aver vinto le elezioni. La presidenza sarà sua quando al prossimo consiglio avrà formalizzato l’accordo con un’altra lista o con i consiglieri che vorranno allearsi. Dodici seggi vanno alla lista «Per Israele», sei lla «Menorah» guidata da Maurizio Tagliacozzo (che raccoglie l’eredità di «Hazak» di centro sinistra), sei a «Israele siamo noi» guidata dall’ex parlamentare del Pdl, Fiamma Nirestein. E, infine, tre alla lista di sole donne «Binah» guidata da Claudia Fellus con Simona Nacamulli, Eva Ruth Calmieri, Silvia Mosseri e Sabrina Coen.
L’elettorato con questa votazione ha confermato il desiderio di continuità con la presidenza di Riccardo Pacifici. Fiamma Nirenstein invece, candidata dell’ultimo momento e volto nuovo di queste elezioni, pur arrivando seconda ha un notevole distacco di punti. Chi sembra uscirne ancora più malamente però è Maurizio Tagliacozzo con la sua lista «Menorah»: giocando sull’alternanza, non è stato premiato.

Il programma
Ruth Dureghello, sposata, due figli, 48 anni, una laurea in Giurisprudenza e per due mandati assessore alla Scuola durante i sette anni di Pacifici, è cresciuta nell’ambiente comunitario. «Dedicarsi alla Comunità significa lavorare per il nostro futuro, dunque per i nostri figli e nipoti e i figli di questi ultimi» è la sintesi del suo pensiero. La sua squadra, cha ha presentato 26 candidati tra i quali Gadiel Gaj Taché (fratello del piccolo Stefano, ucciso nell’attentato alla Sinagoga del 1982), ha sottolineato che «Roma ha un ruolo centrale per l’ebraismo di tutto il mondo». Ruth Dureghello ha mandato il primo ringraziamento al team che ha lavorato con lei per le elezioni: «Il gruppo ha saputo andare incontro al bisogno di tutti gli iscritti e mettersi al servizio degli altri è stato il nostro motto». Gli obiettivi sono i problemi sociali, le famiglie e il miglioramento della scuola, perché diventi un’eccellenza nel mondo dell’istruzione. «Il percorso è ora di formare il governo della comunità ed essere pronti a collaborare». E Pacifici continuerà ad avere un ruolo importante: «Monitorerò la condizioni di protezione delle comunità ebraiche europee e vigilerò su tutti i fenomeni di antisemitismo, in stretto coordinamento sia con il World Jews Congress che con le autorità di Israele. Incontrerò capi di Stato e di governo, prenderò contatto con le forze dell’ordine e i servizi dei diversi Paesi», ha ricordato l’ormai ex presidente della Comunità ebraica.