Laudato sì: alcune riflessioni

di | 1 Lug 2015

Copertina dell’Enciclica 

Aprono il cuore le umanissime parole di Papa Francesco sul futuro dell’intero pianeta.
Questa Lettera Enciclica di Papa Francesco “Laudato sì” potrebbe essere considerata una conversione ecologica da parte dell’uomo verso la Terra: una speranza per l’intero Pianeta.
Viene considerata di portata storica per le problematiche sull’ecologia integrale che va ben oltre l’ecologia ambientale.
Questa Enciclica potrebbe essere accostata alla “Carta della terra” (sotto l’egida di Michel Gorbaciov è ritenuto un imponente documento e considerato nuovo paradigma sull’ambiente da parte dell’Unesco).
E’ lo spirito francescano che caratterizza fortemente questa Enciclica, già definita da molti l’Enciclica “verde”. Le preoccupazioni esternate sono di certo per lo stato del pianeta, gli attentati all’ambiente e le grandi sfide delle condizioni climatiche e non a caso si apre con “Laudato si’” di San Francesco, il ringraziamento universale del Santo di Assisi per tutte le bellezze del creato e l’amore per tutti i viventi. In questo senso si intende l’ecologia, nel senso più ampio.
L’invito di Papa Francesco è diretto alla “cura della casa comune”, che è appunto il pianeta di tutti noi.
A tutti è infatti rivolto il messaggio del Papa, non solo ai cristiani. Di tutti è infatti la responsabilità della salvaguardia e promozione di migliori condizioni di vita. Solo grazie ad una grande e perentoria assunzione
di responsabilità della politica e dell’economia della comunità internazionale.
Siamo ancora incapaci di guardare agli interessi più profondi del genere umano, prevalgono invece le smanie di potenza e tentazioni egemoniche che generano violenza e morte.

Papa Bergoglio elenca i gravi rischi della crisi ecologica: riscaldamento globale, cambiamento climatico, inquinamento, innalzamento dei mari, impoverimento della biodiversità, ma anche la distribuzione iniqua del cibo, la carenza e il diritto di tutti all’acqua. Esiste però anche una ingiustizia planetaria secondo il Papa: il debito estero dei paesi poveri si è trasformato in uno strumento di controllo, mentre non accade la stessa cosa nello sfruttamento delle risorse e in quello che può essere definito un vero debito ecologico tra Nord e Sud del Mondo.
Si riparla finalmente di ecologia integrale, includendo anche forme diverse tra loro che si intersecano ed interagiscono fra loro.
L’Enciclica contiene ed esprime molti e  sinceri forse confusi  concetti  che investono l’umano vivere.
Questo pensiero teologico è ben fondato poiché afferma che il Dio cristiano non è solitudine ma relazione e comunione con il Creato e da tale concetto ne scaturisce un altro: l’Interdipendenza con la corresponsabilità collettiva per il destino comune della Terra e della Umanità.
Altro punto cardine è quello della cura, intesa come relazione amorosa e non dominatrice con la natura opponendosi al paradigma della modernità e della sopraffazione dell’altro.
Il Papa denuncia la tecnocrazia perché rappresenta la dittatura della tecnica. Se mancano politica, etica e scienza fatta con coscienza, non si tutela e facilita la vita bensì il mercato.
Non meno significative le parole sulla “Casa Comune” per designare la terra: tutti devono avere lo stesso spazio e tutti devono considerarsi fratelli e sorelle, fratelli del Sole e sorelle della Luna e figli di Madre Terra . In un contesto nel quale la “Liberazione” , altro punto essenziale , è il conduttore che dialoga con le scienze sociali, una sorta di teoecologia.
Papa Francesco mette in prima linea la Chiesa cattolica sulla frontiera profetica della lotta per la liberazione dei poveri, in sintesi l’attuazione partecipata del pensiero ispirato da Francesco d’Assisi.
C’era proprio bisogno di un Papa come Francesco, in continuità con la cultura teologica di Paolo VI e Benedetto XVI ma aperto al mondo operando e combattendo ,con severità e interventismo  i malvagi presenti anche nella stessa Chiesa. Il problema vero è appunto questo: riuscirà Francesco a purificare la Chiesa dalle intossicazioni rappresentate da certi prelati ancora in esercizio tramante ?
Riuscirà a togliere le ragnatele economiche e gli interessi economici all’interno, a cominciare dallo Ior (Istituto opere di religione)?
Riuscirà a far riammettere gli esclusi: divorziati, omosessuali , e altri ?
Ci auguriamo che al di là delle dotte discussioni, spesso solo di mero inapplicabile esercizio teologico-filosofico si passi ai fatti .
Si al Giubileo straordinario della Misericordia non degli affari, il diavolo esiste ed è sempre in agguato…

Immagini dal sito www.famigliacristiana.it; www.lastampa.it; www.bliquotidiano.it