“Ma l’Italia è l’elefante nella stanza”, bestiario europeo

di | 1 Ago 2015

 Elaborazione Immagine di Carla Morselli

La crisi europea gira attorno all’Italia, non alla Grecia, ha scritto giorni fa il Wall Street Journal.
Nel riprendere un’analisi che di recente è stata avanzata dal Washington Post, il Wall Street Journal ha scritto che il cuore della crisi europea non è la Grecia ma l’Italia. Testualmente “forse la Grecia è il canarino nella miniera di carbone dell’eurozona. Ma l’Italia è l’elefante nella stanza”.
La questione italiana sta nel fatto che la crisi della sua economia ha preceduto la crisi globale.
Infatti negli anni Ottanta la crescita annuale del PIL era del 2,1 per cento circa. È diventata l’1,4 per cento negli anni Novanta, lo 0,6 per cento nel 2010 primo decennio, in media -0,5 per cento ogni anno dal 2010. La crisi della Grecia è acuta con ipotesi di una bancarotta o di uscita dall’euro, l’ Italia ha il dramma di avere una crisi quasi permanente, una sorta di fenomeno cronico che riguarda la terza economia dell’eurozona.
L’euro più debole e il calo del prezzo del petrolio potrebbero aiutare l’Italia a strutturare le condizioni per un’economia virtuosa ma vanno aggiunte le riforme vere non quelle solo annunciate dal Governo Renzi.
Sempre secondo il Wall Street Journal, è questo il momento in cui deve avvenire una svolta. “Se l’Italia non riesce a crescere adesso, allora quando?”
Comunque il caso Grecia ha destato in tutta Europa tanto interesse ma anche preoccupazione amplificata dai media .
Elaborazione Immagine di Carla Morselli
In Europa qualcosa si è mosso e i Paesi hanno iniziato a riflettere per cercare di costruire una Europa forse meno egoista e tedesca . Alcune proposte esistevano, ma non sono state prese in carico.
Quella del Presidente francese Hollande con il suo slogan:“ bisogna fare più Europa” con una governance ristretta ai paesi dell’eurozona , che ci credono, come Italia, Francia, Belgio e Germania; è stata scartata prima di nascere dalla Merkel in primis.
Quando le soluzioni che si propongono non funzionano non si fa altro che aumentarsi il potere e forzare le cose nella direzione voluta , questo ha fatto la Troika europea.
Secondo alcuni pareri politici il rigore imposto alla Grecia sta portando al suicidio europeo, con la compiacenza di alcuni leader europei appartenenti ai paesi economicamente piu forti.
Sicuramente la Grecia non pagherà mai per intero il debito verso l’europa, per buona pace del falco tedesco Ministro delle Finanze Schauble.
Le diagnosi continuano ad essere sempre più pittoresche per non parlare delle bislacche soluzioni: ogni Paese europeo va per proprio conto facendosi spalleggiare ora dalla Germania, ora dagli Usa, ora dalla Russia e dalla Cina.
Tanto è vero che l’Inghilterra non ci pensa nemmeno un attimo ad entrare nell’eurozona né uscire dalla posizione Ue in cui è collocata momentaneamente,perché rinunciare al mercato comune e soprattutto ai contributi dell’agricoltura? Ad oggi Gli Usa dettano direttive che molti Paesi europei eseguono, la Germania comanda e decide, la Francia si fa rispettare, l’Italia e il Belgio vanno a rimorchio degli aquiloni….
Facendo una riflessione più ampia e considerando gli ultimi avvenimenti storici , si potrebbe dire che fino a 15 anni fa l’Europa cercava di frenare gli Usa come forza in sé e comunque con insuccesso.
Con la Germania molto attiva, la Francia svolge un ruolo minore facendosi forte per la presenza permanente all’interno del Comitato di sicurezza dell’Onu.
Oggi le situazioni si sono ulteriormente complicate.
Dopo l’aggressione alla Libia , i francesi d’intesa con gli Inglesi , per il controllo dei pozzi petroliferi, hanno scatenato l’instabilità di quel Paese e come conseguenza immediata facilitato l’esodo dei migranti con destinazione Italia.
Nel mentre, Russia e Cina hanno proseguito la corsa all’armamento.Gli Usa invece hanno ridotto le spese militari per ben 150 miliardi di dollari per non contrastare l’opinione pubblica e di conseguenza evitare contrapposizioni tra il democratico Obama e il Congresso (a forte caratterizzazione repubblicana).
Concludendo , in Europa ormai da tempo comanda una lobby formata da super burocrati, banchieri e politici che da oltre 25 anni fa legiferare su tutto e sul contrario di tutto.
Associazioni, circoli, quasi eslusivi ( Bilderberg, Trilateral , Aspen Institute, Club di Roma etc…), espressione di un legame stretto fra affari, lobby e multinazionali .
La soluzione ? Ritornare al Manifesto di Ventotene.