Corruzione: troppo difficile da definire

 
 

In un articolo dello scorso maggio pubblicato sul sito dell’Australian Broadcasting Corporation (link), il giornalista Stan Correy ha ripercorso la storia del concetto di corruzione attraverso le varie definizioni che ne sono state date da filosofi e personaggi autorevoli, non tutti d’accordo con l’attribuirle un significato negativo.

La ricostruzione di questo “dilemma” avviene tramite l’analisi di due processi storici inglesi, nell’ambito dei quali si è dibattuto circa l’interpretazione del fenomeno corruttivo.

Nel primo caso i doni rappresentano la questione centrale, ossia quando questi possano essere visti in senso positivo e quando invece debbano essere intesi come tangenti; il processo descritto si svolse a Londra tra il 1787 e il 1795 e vide come protagonista Warren Hastings, capo della Compagnia delle Indie Orientali nonché governatore del Bengala. Egli era abituato a ricevere regali nel rispetto della cultura indiana, ma una volta rientrato in Inghilterra venne processato per corruzione, e alla fine dichiarato innocente perché coinvolto in un tradizionale scambio di doni lecito per un governatore indiano.

La seconda questione riguarda l’interpretazione della cattiva condotta, e quando questa sfoci in una manifestazione di corruzione; viene analizzato un processo del 1783 in cui il soldato Charles Bemeridge venne accusato di non aver riferito alcune ingenti falle nei conti del proprio principale, e infine dichiarato colpevole di condotta corrotta.

La storia del significato di corruzione è influenzata non solo dalle sentenze giuridiche che offrono un importante interpretazione delle leggi, ma anche dai numerosi contributi di filosofi e pensatori, come ad esempio Aristotele e Machiavelli. In un paper accademico, la professoressa Yasmin Dawood conclude che la corruzione può essere distinta in due differenti classificazioni: la prima è quella conosciuta come abuso di potere, tipica di un pubblico ufficiale che sfrutta i propri poteri per scopi privati; la seconda è relativa al fenomeno della disuguaglianza, secondo cui un ristretto gruppo sociale diventa predominante sugli altri grazie alla propria capacità di influenza sui poteri politici.

Un’interessante panoramica storica circa il significato della corruzione viene offerta dal libro An intellectual and political history of corruption in cui si ripercorrono le principali tappe dell’evoluzione del fenomeno e della sua interpretazione. Vengono tra l’altro citati numerosi personaggi storici come Sant’Agostino, il quale si batteva contro la “corruzione terrena” ma che allo stesso tempo svolse la funzione di vescovo, amministrando una chiesa non poco spesso coinvolta in scandali corruttivi.

Bruce Buchan, uno dei co-autori del libro, avendo ripercorso la storia del fenomeno, ritiene che la corruzione sia fin troppo complicata per darne una definizione univoca e che nella realtà non rappresenti l’eccezione, bensì la regola.

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