L’Italia degli stenti e degli “stenterelli”

di | 1 Set 2015

Elaborazione Immagine di Carla Morselli

Stenterello è la maschera di Firenze. Dall’Enciclopedia Treccani :

“lo si dice comunemente la "maschera" fiorentina; ma in realtà è un carattere e non ha delle maschere della commedia dell’arte né il tipo pressoché immutabile, né i funambulismi. Anche lo spirito che anima stenterello è diverso da quello delle maschere: non colpisce solo le persone, ma anche le tendenze che rientrano in un determinato terreno politico… di qui sgorga il suo umorismo, spesso politico. Prima antifrancese, poi antistraniero in genere: volto contro i principotti e a favore dell’unità e dell’indipendenza italiana. In breve il nuovo carattere si modificò ed entrò in varie compagnie per le farse e in determinate commedie a fondo comico”.

A parte stenterello, il Presidente del Consiglio è di Firenze e come già Sindaco della stessa ne rappresenta a pieno lo spirito.
Pare sia molto furbo, tanto è vero che quando è il momento non parla. Non si esprime sulle situazioni politiche-economiche delle regioni, delle città metropolitane, di Roma Capitale. Trascura il lato politico ed esprime pareri solo su quello economico, salvo ad essere poi smentito dal suo Ministro dell’Economia, come è accaduto al Meeting di Rimini.
I dilemmi del Matteo si riassumono così: non fare inquietare Angela Merkel o non inimicarsi Tsipras, idem tra Obama e Putin. La sua è una posizione che definisce “terza via”, ma compresa solo da lui e dai suoi accoliti. Per noi italiani questa terza via (connotazione inventata quasi cinquanta anni fa da un vero Statista, Aldo Moro) è inderogabile ma non ancora attuabile, per la confusione istituzionale in essere. Della terza via di” riforme necessarie” ne abbiamo urgenza e bisogno.
La presenza silenziosa di Mattarella è la vera garanzia per ripristinare la correttezza istituzionale e democratica, trascurata monarchicamente da Napolitano che aveva la concezione di un Presidente del Consiglio come “uomo gradito dalla (provvidenza) Presidenza della Repubblica, evidenti retaggi derivati dalla sua esperienza nel Pci antico e non togliattiano.
Queste riforme sono si inderogabili, ma non sotto i diktat di una UE Tedesca che non vede l’ora ,dopo l’esercitazione in Grecia, di inviarci in vacanza protratta tre oscuri funzionari europei, la troika famosa, per garantire in primo luogo gli interessi tedeschi, poi quelli inglesi, poi quelli francesi.
Ma quando si è parlato di cabina di regia unica per gli sbarchi, l’Italia non è stata tra i componenti nonostante che il vero lavoro di accoglienza sia svolto da noi in primis!
Dunque Renzi come stenterello, vive di stenti istituzionali nostrani ed extra. Dopo un folgorante esordio da “rottamatore da Leopolda” cosa resta delle sue gesta? Un Paese sempre più disagiato, insicuro, violento e diviso tra Nord e Sud ( come scrive Nuccio Fava su questo numero).
Elaborazione Immagine di Carla Morselli
Inoltre L’Italia , se dovesse fallire la Grecia si troverebbe con circa 40 miliardi persi per averli prestati ad Atene ( cifra enorme, quasi il doppio della manovra finanziaria prevista dal governo Renzi ). Non può sfuggire che la Grecia è un Paese di appena 11 milioni di abitanti mentre l’Italia conta circa 63 di milioni di anime e se la Grecia dovesse fallire, ripeto, il prossimo bocconcino, oggetto di speculazione finanziaria sarebbe proprio il Nostro bel Paese e immediatamente l’aggressione degli speculatori finanziari sarebbe cosi massiccia da far lievitare gli interessi del debito e quindi lo spread.
Non mi è mai parso che Matteo Renzi abbia mai assistito agli incontri tra Angela Merkel e Francois Hollande, nei vertici a due dove decidono le sorti dell’Europa. Oltre alla Cabina di regia sugli sbarchi, sull’ Ucraina, i grandi esclusi furono Renzi e l’alto Commissario Affari Esteri Mogherini.
Quindi l’asse franco-tedesco detta le linee, mentre dell’Italia e di Renzi chissenefrega. Questa è una marginalità che si tocca con le mani, basta vedere qualche foto, ascoltare uno o due giornali radio oTg. E’ una marginalità non solo geo-economica ma politica soprattutto.
La storia ce lo ha insegnato, Francia e Germania o come direbbero i nostri Emigranti “ i germanesi e frangesi” dal sedicesimo secolo in poi fino alla Prima e Seconda Guerra Mondiale , hanno una sorta di prevenzione verso di noi. A torto o a ragione e grazie all’indifferenza degli Usa, di Cina e Russia siamo solo un “saldo goloso” proprio per il nostro non pesare politico che deriva anche dalla mediocrità delle nostre classi politiche, imprenditoriali e sindacali.
Faremo in tempo a resistere all’arrembaggio?
Articolo scritto il 31 Agosto 2015