Maestà longeva

Opera di Andy Warhol

Elisabetta II d’Inghilterra, la Regina dal sorriso appena accennato e dagli abiti color pastello, accompagnati da cappelli eleganti e leggiadri ha celebrato il suo primato nei giorni scorsi sul trono britannico, 63 anni e 7 mesi di trono. Un primato anche salvaguardato grazie al governo inglese per averla salvata nei giorni scorsi da un attacco terroristico potenziale eliminando con il raid segreto di drone il Jihadista britannico Reyaad Khan che aveva minacciato di colpirla nel corso delle celebrazioni a Londra per la fine della Secondo Guerra Mondiale.
La Regina è stata minacciata più volte su twitter dai militanti dell’Isis. Stessa minaccia terroristica subita dalla Regina durante il conflitto Nord-Irlandese. La vita della Regina Elisabetta II si intreccia con quella di una nazione che da super potenza torna ad essere una nazione semplice con la particolarità che la Regina con tanta discrezione sia stata considerata pietra angolare per la difficile transizione misurandosi con il continuo confronto tra il moderno e la tradizione.
Ecco la trasformazione da Regina a icona.
La Regina essendo icona inglese, il mondo che osserva ciò trae delle considerazioni. Il Regno Unito rispetto all’Italia è vissuta come una società più giusta e rispettosa dei bisogni dei cittadini e dei lavoratori mostrando coerenza nei comportamenti. E piaccia o no, tutti i premier antecedenti a Cameron han fatto sempre gli interessi dei loro elettori e non solo della City ed in più hanno un sistema fiscale che funziona con bilanci statali sani rispetto agli altri europei.
In tempi passati mentre Berlusconi, Tremonti si trastullavano nella finanza allegra negando agli stessi italiani che il nostro Paese soffrisse in proporzioni diverse ma comunque come la Grecia, l’Inghilterra già dai tempi di Brown aveva avviato una politica virtuosa di contenimento e investimenti in crescita, ricerca e lavoro.
Ecco perché l’Inghilterra nonostante sia una monarchia, rimane sempre e comunque una società più rispettosa dei bisogni della popolazione. Ecco perché i nostri premier, tutti i compresi e nessuno escluso, fino ad oggi perdono consensi pur rendendosi conto che in nostro sistema economico e politico rimane tra i più corrotti, ingiusti.

(Ndr)

Immagine dal sito www.tg1.rai.it
 

Post Comment