“Il coraggio della responsabilità”

Elaborazione Immagine di Carla Morselli

«È nella lotta contro il mondo e i comodi compromessi che deve dar prova di sé l’autentico coraggio delle responsabilità, che nella sua inflessibilità non può infine mai essere vinto». (Wilhelm Weischedel)

E’ Il titolo della conferenza del filosofo Wilhelm Weischedel tenuta all’indomani della Seconda Guerra Mondiale ( il testo non è mai stato tradotto nella lingua italiana ) che cerca di disegnare un percorso ideale del rapporto tra il singolo e proprie responsabilità: esiste infatti una differenza tra responsabilità e coraggio di decisione, se manca la determinazione ,la convinzione delle scelte da operare le responsabilità saranno comunque tiepide e percepite per tali in tutti i campi dell’attività umana.
Guarda caso (non lo è) una situazione perfettamente aderente alla vita politica italiana.
Proprio di coraggio e di responsabilità desidero scrivere, soppesando ogni parola e guardandomi interiormente per non essere tacciato di supponenza e di estraneità nel condannare lo scarso sentimento di “fermezza d’animo” che circola negli ambienti politici e non. Pensare e scrivere che la coerenza sia sinonimo di imbecillità è una vera e propria bestialità di comodo alla quale si fa indossare le vesti del “machiavellismo”.
Ecco “signori miei”, prendo a prestito il linguaggio renziano divulgato dal comico Crozza, prendere decisioni per poi disattenderle è un maledetto vizio .
Facciamo un esempio di queste ore : la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina .
Berlusconi ne aveva fatto un punto fermo del suo governo , poi con i governi di Monti – Letta e Renzi tutto tramontato.
Oggi per divina intercessione del Ncd di Alfano tramite una graziosa Senatrice si ripropone timidamente il ponte per il trasporto ferroviario; dunque l’attuale Governo per bocca del Sottosegretario alle Infrastrutture non ne disdegnerebbe una sua realizzazione . Si comincia sempre così : i no, i ni , i si .
Dei fiumi di denaro tutt’oggi spesi per studi, sondaggi geologici e tanto altro nessun richiamo ? A cosa saranno serviti , oggi , nessuno lo sa!
Altra sconcertante prova di mancanza di coraggio è la posizione di Renzi leader politico nei confronti del Sindaco di Roma Marino, non lo sfiducia nonostante tutto il negativo di un amministratore inadeguato (già mezzo commissariato ), perché ha paura di andare al voto, sapendo di perdere.
Meglio perdere semmai che lasciare andare un Pd romano e laziale ancora più alla deriva tra l’inchiesta mafia capitale e l’inettitudine dei dirigenti locali.
Questo esempio calza perfettamente con una incoerenza che rivela appunto un tangibile sottrarsi a responsabilità per opinabili ragioni di equilibrismi interni
al governo.
Stesso discorso sulle riforme , gli Italiani aspettano da decenni ma non arrivano mai !
Mi riferisco alla riforma del Fisco, della Pubblica Amministrazione , Giustizia , Pensioni …
Chi governa vorrebbe portare a casa una riforma, almeno solo come trofeo, temo.
Anche Matteo Renzi parla sempre di riforme ma è poco convinto .
Annuncia sempre e continuamente date ma alla fine nulla sotto il sole.
Cosa si può pensare ? E’ la burocrazia a intralciare le riforme? Chi sono le “furie”(magnifica l’elaborazione grafica di Carla Morselli in home) che ostacolano o peggio che vogliono imporre “riforme frettolose per forza”?
L’Europa di Merkel e Draghi ? I Capi di Stato ? O è lo stesso Presidente del Consiglio che una volta rottamava e che, se continua così, sarà rottamato ?
Cominciamo a chiedercelo per comprendere .
La strana destinazione che si vuol fare del Senato come inutile Camera delle Regioni, senza però prima riformare gli Enti locali , a cosa servirebbe ?
I troppi “incesti” inventati come “premi elettorali” per la riforma del Sistema di voto sono un clamoroso groviglio di “capre e cavoli” che complicherebbero ancor più l’ancora valido Mattarellum, sicuramente meglio del Porcellum !
Si, Presidente Renzi , occorrerà affrancarsi dalle “furie” per poter rivedere le cose nel Paese.
A poco servono le stime di crescite dello zerovirgola; a poco le compiacenti uscite (prima ribelli) del Governatore di Banca d’Italia con la fissa europea della bad-bank , a poco sono servite le penose nomine in Rai (forse le sfuggono i 650mila euro l’anno al dg Antonio Campo Dall’Orto, cancellando il tetto agli stipendi voluto da Gubitosi ), bella riforma !!!
Presidente l’era degli 80euro in busta paga è finita! Vorremmo un Paese diverso che ci ridia l’orgoglio di essere Italiani, anche di gufi , ma Italiani.

Immagini dal sito www.ilgiornale.it; www.blitzquotidiano.it; www.si24.it

 

 

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