Per le morti di amianto all’Olivetti chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati

 

dal sito
www.lastampa.it

Sotto inchiesta Carlo e Franco De Benedetti, l’ex ministro Corrado Passera e il presidente di Piaggio Roberto Colaninno, chiamato in causa soltanto per lesioni colpose
Al termine di una lunga requisitoria durata quasi 5 ore, oggi pomeriggio il pm, Laura Longo ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti e 29 gli imputati per le morti da esposizione all’amianto alla Olivetti in un periodo che va dalla fine degli anni Settanta all’inizio degli anni Duemila. Gli imputati, tra cui Carlo e Franco De Benedetti, i figli dell’ingegnere, Marco e Rodolfo, l’ex ministro Corrado Passera sono chiamati in causa con le accuse di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime. Tra gli imputati c’è anche l’attuale presidente di Piaggio, Roberto Colaninno, chiamato in causa soltanto per lesioni colpose. Le vittime accertate sono 13.

La prima udienza
Nel corso della prima udienza preliminare che riguarda il grosso del numero degli imputati (Silvio Preve, ex capo della sicurezza Olivetti è già stato rinviato a giudizio, due giorni fa, nel corso di un’altra udienza preliminare) ha parlato l’accusa. La requisitoria si può riassumere in 3 fasi: il pm, Longo ha descritto i profili di colpevolezza, citando il caso del talco contaminato da amianto usato in molte lavorazioni (e sostituito 5 anni dopo, nonostante i vertici dell’azienda, già nell’81, sapessero della sua pericolosità) e dei rischi di esposizione alle fibre di amianto nelle strutture, anch’esse bonificate con ritardo; il nesso di causalità, spiegato dall’accusa e suffragato dalle perizie nel corso della lunga inchiesta, dall’inalazione del talco e dalla sublimazione delle pareti contaminate; il profilo di garanzia: il pm ha citato le norme civilistiche che obbligano il datore di lavoro a garantire ambienti sani ai dipendenti. Da qui le richieste di rinvio a giudizio: “L’Olivetti non è che non poteva non sapere – spiega Longo -. Noi sosteniamo che l’Olivetti sapeva a quali rischi sottoponeva i lavoratori”. Poi è toccato alle parti civili, che si sono sostanzialmente accodate alle richieste della Procura.
Un altro aspetto importante emerso dalla prima udienza è, poi, la costituzione di responsabilità civile, a fianco degli imputati, da parte di Telecom. Il colosso delle telecomunicazioni, in caso di condanna degli imputati, sia nel penale, sia nel processo civile, sarà dunque chiamata a pagare in solido.

Si torna in aula il 28 settembre
Venerdì, giornata in cui era prevista la seconda delle 6 fasi fissate in calendario per l’udienza preliminare, non si torna in aula. La prossima udienza ci sarà lunedì 28 settembre, quando a parlare saranno alcune difese. Intanto la Fiom Cgil, che nel processo si è costituita parte civile, commenta: «Dalle parole della dottoressa Longo, supportate da una gran mole di documenti e testimonianze – dice il segretario provinciale Fiom, Federico Bellono -, emerge un quadro davvero impressionante di sottovalutazione del problema da parte dell’Olivetti, talora di vera e propria omissione nonché di imperdonabili ritardi nell’adottare misure concrete».

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