Roma, coop dell’inchiesta Mafia capitale vince l’appalto per…..

 
 

In associazione di imprese con Cns (Legacoop) e ripulita dai vertici coinvolti nell’inchiesta, ‘Formula sociale’ si è aggiudicata la gara (base d’asta 37 milioni) bandita da Roma Tre per la gestione di portierato, arredi ed aree verdi per il prossimo triennio. Il dg dell’ateneo: "Capisco che possa creare indignazione, ma è tutto in regola ed è sotto amministrazione giudiziaria"

Roma, coop dell’inchiesta Mafia capitale vince l’appalto per i servizi dell’universitàAll’Università Roma 3 i servizi per gli immobili verranno gestiti nei prossimi tre anni dalla cooperativa Formula Sociale. Per chi ha seguito le vicende dell’inchiesta "Mafia Capitale" non è un nome nuovo: la cooperativa fa parte dell’impero di Salvatore Buzzi, insieme a Coop 29 giugno ed Enriches. Finché non sono finiti in carcere con l’accusa di corruzione, il presidente di Formula Sociale è stato Claudio Caldarelli – strettissimo collaboratore di Salvatore Buzzi – e la vicepresidente Nadia Cerrito, altra fedelissima, nonché la donna a cui, secondo le accuse, era affidato il libro nero della contabilità "parallela" che ha permesso al duo Buzzi-Carminati di conquistare importanti appalti nella capitale. Il sodalizio aveva partecipato proprio con Forumula Sociale all’appalto da 14 milioni di euro per un lotto del centro unico di prenotazioni (Cup) della Regione Lazio, gara poi sospesa alla luce dell’inchiesta della Procura di Roma.

L’appalto – Formula Sociale entra a Roma 3 attraverso il Consorzio nazionale dei servizi (Cns) – storica impresa bolognese legata a Legacoop – che ha vinto l’appalto in associazione temporanea di imprese (Ati) con Coopservice. La gara della terza Università di Roma aveva una base d’asta di 37 milioni di euro. Cns l’ha vinta con un ribasso a 14 milioni e 900 mila euro e si è aggiudicata i servizi di portierato, gestione arredi, manutenzione delle aree verdi di tutti gli edifici dell’Università.

Sinistra e destra in casa comune – La collaborazione tra Cns e Roma 3 è di vecchia data: il precedente appalto era stato vinto sempre dal Consorzio bolognese e i servizi erano stati affidati alla ’29 Giugno’. Stavolta la ’29 Giugno’ ha passato la mano e a chiedere di partecipare è stata Formula Sociale. L’appalto, dunque, resta "in casa" visto che ’29 Giugno’ e ‘Formula Sociale’ sono parenti strette: entrambe fondate da Buzzi, nei rispettivi consigli d’amministrazione si trovano negli anni gli stessi nomi, come quello di Carlo Maria Guarany. La differenza tra le cooperative sorelle, secondo i magistrati romani, è che ’29 giugno’ ed Enriches "sono chiaramente identificabili come appartenenti all’area della cooperazione sociale di sinistra" – si leggeva nell’ordinanza che ha portato agli arresti Buzzi, Carminati e altre 42 persone – , mentre Formula Sociale è una delle fonti da cui arrivano "alcune delle contribuzioni di Buzzi riconducibili al duo Alemanno-Panzironi".

Il presente post-inchiesta – Adesso però tutto è cambiato: le cooperative fondate da Buzzi sono infatti sotto amministrazione giudiziaria. E così vanno avanti, non solo mantenendo i vecchi appalti, ma anche vincendone di nuovi e importanti come quello di Roma 3. Anzi, il fatto di essere sotto amministrazione giudiziaria finisce per essere un elemento di maggiore garanzia, spiega da Bologna Barbara Piccirilli, direttore comunicazione e risorse umane del Cns: "Le cooperative interessate dall’inchiesta di Mafia capitale e che sono tra le nostre associate in questo momento sono gestitite da amministratori giudiziari su mandato della Procura di Roma. E’ chiaro che questo è un elemento che ci garantisce ancora di più". Quando scoppiò lo scandalo di Mafia capitale, il Cns espulse Buzzi dal suo consiglio di sorveglianza. Con l’ingresso degli amministratori giudiziari il consorzio ha aperto di nuovo le porte: il neo presidente della ’29 giugno’, Bruno Flaviano, siede ora nel consiglio al posto di Buzzi. Ma è opportuno per un appalto così sostanzioso coinvolgere Formula Sociale? Non si rischia di far passare il messaggio che, tutto sommato, il "metodo Buzzi" funziona? "Non capisco in che modo – risponde Piccirilli – , gli amministratori giudiziari hanno il mandato non solo di preservare la continuità aziendale, ma anche di sviluppare le attività. E da questo punto di vista c’è la piena collaborazione del Cns".

L’università: tutto in regola – Anche il direttore generale di Roma 3, Pasquale Basilicata, sottolinea che "tutto è in regola": "Abbiamo bandito una gara europea, hanno partecipato 9 imprese, e il candidato che ha vinto rispetta criteri molto articolati e rigorosi. Su ‘Formula Sociale’ abbiamo immediatamente sollecitato il certificato antimafia alla Procura – racconta ancora Basilicata – ma essendo tutto in regola e sotto amministrazione giudiziaria la cooperativa non può certo essere discriminata". L’arrivo di una ditta che ha fatto parte di un sistema di corruttela "capisco possa creare indignazione", aggiunge Basilicata, "credo però sia utile sciogliere questi problemi così complessi in tanti piccoli orizzonti. E nel micro orizzonte di Roma 3 non ci sono mai stati problemi né con Cns né con ’29 Giugno’, con cui abbiamo sempre avuto rapporti corretti e trasparenti".

Formula Sociale assorbirà i circa 140 lavoratori che da molti anni lavorano all’Università
Roma 3 e che di appalto in appalto cambiano cooperativa. L’avvio di una nuova gestione comporterà per quattro mesi una flessibilità su orari e mansioni. Il sindacato Usi ha presentato un esposto alla Direzione territoriale del Lavoro per contestare alcune parti del contratto.

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