Istituto Giapponese di Cultura a Roma

 

L’Istituto giapponese di cultura segue tutte le attività legate alla promozione e alla diffusione della conoscenza sul bellissimo arcipelago adagiato nell’oceano Pacifico, nella parte boreale del Globo terrestre. L’edificio che ospita mostre, conferenze, spettacoli di teatro, proiezioni cinematografiche si trova in via Antonio Gramsci nel quartiere Parioli, in un’area urbana dove sono collocati altri Istituti di cultura stranieri e alcune rappresentanze diplomatiche.
Presso questa sede ogni anno vengono aperte le iscrizioni a diversi livelli di studio della lingua giapponese con professori madre-lingua e esperti di linguistica, inoltre gli studenti e gli interessati hanno accesso alla biblioteca molto ricca e aggiornata di continuo per fornire i testi e gli ausili tecnologici più avanzati a tutti i fruitori.
Il Giappone è un Paese moderno molto legato alla propria tradizione, ma con un occhio attento e vivace sulle altre Nazioni, in particolare la Japan Foundation sostiene diversi programmi e sviluppa accordi di scambio culturale, grazie a ciò numerosi insegnanti italiani hanno potuto partecipare a soggiorni di conoscenza del sistema scolastico nipponico attraverso convenzioni della Fondazione con il ministero dell’Istruzione italiano. Anche gli studi e gli approfondimenti sulla cultura giapponese vengono sostenuti e quelli di maggior interesse e prestigio anche finanziati.
Il dodici dicembre 1962 venne inaugurato nella capitale italiana il primo Istituto culturale giapponese nel mondo grazie all’Accordo Culturale siglato tra le rappresentanze diplomatiche dei due Paesi interessati. Già in quei giorni si pensò ad un ente privato che sovvenzionasse le attività culturali del Giappone nelle varie sedi estere e che garantisse un’amministrazione indipendente e un coordinamento logistico. La data di nascita ufficiale della Fondazione nipponica risale al 1972 e ancora oggi gestisce tutte le iniziative che fanno capo all’Istituto romano e alle sedi sparse nel mondo.
Nel Bel Paese è peculiare la partecipazione giapponese alla Biennale di Venezia con un proprio padiglione molto seguito e apprezzato, la stessa rappresentante culturale, Chiharu Shiota, porta a Roma la propria mostra intitolata “Follow the line” per la quale i colori predominanti sono il rosso il nero, ovvero i sentimenti e l’abisso che fanno parte dell’esistenza di ciascuno in un continuo intrecciarsi e confondersi.

L’autrice è stata presentata il giorno trenta ottobre duemila quindici dalla nuova Direttrice dell’Istituto Naomi Takasu in occasione della riapertura della struttura a seguito di un periodo di ristrutturazione, la dottoressa Takasu è la prima donna a ricoprire tale incarico e auspica di “rinsaldare il rapporto di stima e amicizia tra i nostri due Paesi, in vista anche delle celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia che ricorrerà nel duemila sedici.”
L’edificio che ospita l’Istituto è stato progettato dell’architetto Yoshida Isoya che ha utilizzato cemento armato e legno, assicurandosi la provenienza di alcuni materiali e decori dalla propria Patria, non mancano neppure le porte scorrevoli in carta denominate shôji ; anche il giardino nasce in un contesto di armonia e attenzione con particolari propri di questo affascinante Paese del Sol Levante, questa è la prima area concessa dal comune di Roma ed è stata progettata dall’ architetto giapponese Ken Nakajima, gli elementi utilizzati ricalcano l’idea del giardino in stile sen’en ovvero il laghetto, la cascata, le rocce, le isolette, il piccolo ponte e la lampada in pietra, molto precisa è anche la scelta delle piante che hanno un significato specifico e si inseriscono perfettamente nello scenario allestito e sono: il ciliegio, il glicine, gli iris e i pini nani.
Fiore all’occhiello di questa struttura accogliente e ordinata sono i corsi di lingua che si dividono in ben quattro anni per la conoscenza e l’approfondimento del giapponese parlato e scritto, si inizia con laboratori per principianti e si termina con la possibilità di frequentare corsi di perfezionamento; tappa importante dell’iter di studio è il conseguimento del titolo di proficiency ovvero il Nihongo Nôryoku Shiken a seguito di un esame che si tiene ogni anno nel mese di dicembre in tutte le ottanta città del mondo dove ha sede l’Istituto; in Italia gli esami si svolgono a Roma e Milano e i candidati sono valutati con sistemi rigorosi e collaudati. Fondamentale per seguire le lezioni e preparare le prove finali è l’ausilio della biblioteca nella quale sono custoditi più di trentaduemila testi, numerosi strumenti audiovisivi come CD e DVD in giapponese, in inglese e altre lingue europee. Anche la cineteca è fornita e si avvale di centoquaranta film in versione originale con sottotitoli, nonché di documentari e registrazioni musicali.
Lo stesso Istituto organizza anche mostre e rassegne con retrospettive molto attente che presentano gli autori e le loro opere siano esse pittoriche, teatrali, cinematografiche, musicali; non è raro assistere a concerti e a balletti tradizionali o attuali, talvolta accompagnati da strumenti antichi che permettono agli italiani di entrare in contatto con questa millenaria e affascinante cultura del continente asiatico.

Foto di Carlo Tartarelli

Post Comment