Il Taglia-leggi

dal sito www.semplificazionenormativa.it del Ministero della Semplificazione Normativa
 

Premessa

Trasparenza, accessibilità e qualità della regolazione sono gli obiettivi che hanno guidato le azioni del Ministro per la Semplificazione normativa, attuate attraverso lo strumento del taglia-leggi, introdotto dalla legge n. 246 del 2005. L’operazione taglia-leggi ha già ottenuto notevoli risultati grazie a due successivi interventi di abrogazioni espresse di disposizioni legislative ritenute inutili e ormai estranee al nostro ordinamento:

• il primo intervento ha prodotto un taglio di circa 7.000 leggi, tra le 3.370 espressamente abrogate dal decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 e le altre abrogazioni avvenute in modo implicito;

• il secondo intervento, attuato con il decreto-legge 22 dicembre 2008, n. 200, ha consentito un ulteriore taglio di altre 29.000 leggi.

Il Taglia-leggi e le altre misure di semplificazione adottate dal Governo nel corso 2008 comportano, a regime, un risparmio potenziale annuo pari a oltre 21 miliardi di euro distribuito tra imprese, cittadini e pubbliche amministrazioni.

Il Taglia-leggi

Il taglia-leggi, introdotto dall’art. 14 della legge n. 246 del 2005, è uno strumento volto alla riduzione del numero delle leggi presenti nel nostro ordinamento.

Lo scopo del taglia-leggi è duplice: da un lato, diminuire il numero delle norme esistenti; dall’altro, facilitare la conoscenza delle norme per cittadini e per gli operatori (giudici, avvocati, pubblica amministrazione).

A questo fine, è previsto anche un meccanismo di riordino, attraverso la redazione di testi normativi raggruppati per materia (in questo modo, infatti, una pluralità di leggi con lo stesso oggetto – esempio, la difesa – confluiscono in un unico testo o “codice”).

Il meccanismo, infine, è rivolto al futuro, in quanto si cerca, parallelamente, di porre attenzione alla produzione normativa in corso, in modo da conservare gli effetti del lavoro già svolto.

Il taglia-leggi, così come previsto dalla legge n. 246/05, è suddiviso in tre fasi.

La prima consiste nella ricognizione di tutte le norme in vigore, che serve a delimitare in maniera compiuta e con precisione il numero delle leggi esistenti. Si tratta di un lavoro molto importante, se si considera che, nonostante la presenza di banche dati molto accurate, era incerto, fino a questo momento, il numero complessivo dei provvedimenti vigenti. La ricognizione prevede il coinvolgimento di tutti i ministeri, chiamati a segnalare le norme di propria competenza al fine di svolgere il censimento nel modo più accurato. Questa operazione è confluita nella predisposizione di una banca dati centralizzata presso la Presidenza del Consiglio.

La seconda mira a sfoltire l’ordinamento dalle leggi inutili. Il meccanismo di “ghigliottina”, in particolare, funziona nel seguente modo. I Ministeri, per i settori di propria competenza, sono tenuti ad individuare le norme antecedenti al 1 gennaio 1970 (l’operazione parte dalle norme meno recenti) da mantenere in vigore. Le disposizioni non richiamate espressamente saranno automaticamente abrogate (c.d. effetto ghigliottina).

La terza fase, infine, concerne la razionalizzazione e il riordino dell’intero panorama legislativo, attraverso l’accorpamento, già segnalato, di norme omogenee per materia, al fine di raggiungere un maggiore grado di conoscibilità e di chiarezza (si pensi che, per la disciplina di un caso, tale opera consente di leggere un solo “codice” o “testo unico”, invece di andare a ricercare una pluralità di norme, spesso adottate a distanza di diversi anni e difficili da reperire).

Tale operazione produce immediati benefici sia nei confronti dei cittadini (che possono conoscere in modo più immediato e facile le norme cui debbono attenersi) che nei confronti delle imprese (è noto che la presenza di leggi “chiare” riduca i rischi connessi allo svolgimento dell’attività di impresa).

L’avvio dell’attività del Ministero della Semplificazione normativa ha segnato un primo importante traguardo, in quanto ha anticipato l’effetto abrogativo per 3.370 atti che inutilmente appesantivano l’ordinamento giuridico (decreto legge 27 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, con legge 6 agosto 2008, n. 133) e ha raggiunto un secondo obiettivo con l’abrograzione di 29.000 norme pre-costituzionali, palesemente obsolete o che hanno esaurito i loro effetti (decreto legge 22 dicembre 2008, n. 200).

 

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