Lettera di Franco Tallarico da Toronto, Canada

di | 16 Nov 2015

     Un pensiero immediato è “quel che conta è aver vinto un mondiale!”

Vincere un mondiale è qualcosa di ineguagliabile, significa essere e passare per vincitori per quattro anni. Significa essere orgogliosi del nostro gioco, dei nostri ragazzi, del commissario tecnico che li ha saputi guidare, cementare, inorgoglire, di essere italiani fino in fondo calcisticamente e non solo.
     Il gioco del pallone è ritenuto da noi un mezzo per rendere più gradevole un discorso qualsiasi tra persone che non si conoscono; serve per fare amicizia; è ritenuto uno spunto per approfondire l’amicizia e la conoscenza tra persone che si frequentano e si stimano.

     Il calcio è stato ed è il passatempo più frequente e gradevole tra i giovani sin dalla tenera età e rappresenta un mezzo che ti consente di essere considerato importante da tutti, passare per personaggio pubblico, diventare attraverso le gesta tecniche ed atletiche degli esempi, per essere ricordati nel tempo.

Per noi che viviamo all’estero il calcio italiano è un motivo di orgoglio per essere considerati importanti anche socialmente. La nostra nazionale di calcio che ci ha portato in cima al mondo calcistico ci inorgoglisce, aumenta la stima da parte del mondo che ci circonda facilitandoci nei rapporti interpersonali, nella vita di tutti i giorni. Il calcio è vissuto da noi, italiani all’estero, come uno strumento per renderci simpatici nei rapporti di lavoro, nell’aprire una attività lavorativa nella vita di tutti i giorni.

     Il calcio sotto l’aspetto sociale costituisce una aggregazione importante. Il calcio spesso e volentieri mi riporta alla mente a quando ero ragazzo e ancora vivevo in Madrepatria. Mi riporta a dei sogni piacevoli e nostalgici, ai passatempi notturni quando mi sveglio durante la notte. Tutto ciò mi porta ad amare sempre più la mia Italia e i miei connazionali, qui dove vivo da quarant’anni. Qui dove vivo mi rapporto spesso con i miei connazionali e il calcio mi porta a stringere amicizia, a intravedere rapporti di business e iniziative di viaggi.

     Oggi è un momento critico dal punto di vista economico a livello mondiale. La situazione è grave, capisco la situazione della nostra Italia, dove sicuramente ci saranno tagli economici verso le federazioni sportive e davanti a questa prospettiva non si può rimanere tranquilli. Ci saranno minori attività sportive. Alcune federazioni potrebbero rischiare la paralisi e quindi essere penalizzate per gareggiare in futuro nella varie competizioni europee e mondiali.

     Noi Italiani all’estero riponiamo fiducia nel Governo italiano affinché si risolvano i problemi economici ma più di tutto lo auguriamo a noi stessi perché questo è sentirsi Italiani veramente Italiani nel mondo.