Dedicato a Valeria Solesin nuovo centro maternità di Emergency in Afghanistan

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Dedicato a Valeria Solesin nuovo centro maternità di Emergency in Afghanistan

ANABAH (AFGHANISTAN), – Il nuovo centro di maternità a Anabah, in Afghanistan, sara’ dedicato a Valeria Solesin. D’accordo con la famiglia, le donazioni ricevute dalla ONG italiana Emergency in nome della ragazza italiana uccisa dai terroristi a Parigi il 13 novembre saranno destinate alla costruzione della nuova struttura nelle montagne del Panjshir.Dedicato a Valeria Solesin, la ragazza italiana uccisa a Parigi, il centro maternità di Emergency in Afghanistan
L’ampliamento del Centro permetterà di affrontare al meglio il costante aumento di nascite: “Ormai siamo a circa 500 parti al mese. E pensare che ai tempi ci sentivamo dire che aprire una maternità in Afghanistan è una follia”, scrive Emergency sul sito online.La ONG italiana lavora nella regione del Panjshir, in una zona minata e piena di infrastrutture decimate, dalla fine degli anni Novanta. Il primo ambulatorio di Emergency fu creato proprio a Anabah trasformando una caserma in centro chirurgico. Il Surgical Center for War Victims ha cominciato a operare nel 1999. Nel 2002, grazie a un accordo con il ministero della salute afghano, Emergency ha cominciato ad accogliere i pazienti di medicina interna e bambini. Il centro e’ oggi l’unico ospedale che serve una vasta area di circa 250 mila abitanti, in aggiunta a 200 mila profughi da Kabul.

Il centro maternita’, di cui si sta lavorando all’ampliamento, risale al 2003. C’e’ anche un centro pediatrico che visita in media 230 pazienti al mese. Valeria, l’unica vittima italiana delle stragi di Parigi e che era stata una volontaria di Emergency, aveva 28 anni e studiava con una borsa di studio demografia alla Sorbona. E’ morta all’ingresso del Baclatan, la sala da concerti dove stava cercando di entrare per il concerto degli Eagles of Death Metal. Il centro maternità sara’ “un posto per non dimenticarla mai”, ha detto Cecilia Strada, presidente della Ong, in una intervista all’Espresso. (@Onuitalia)

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