Gli eventi culturali. Mostre ed eventi in Italia e nel mondo

Gli eventi culturali. Mostre ed eventi in Italia e nel mondo

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 Opera di Marc Chagall, Gli Amanti in Blu, 1914

 
dal sito www.beniculturali.it

 


Pablo Echaurren. Contropittura
Il fulcro concettuale della mostra che la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea dedica a Pablo Echaurren è rappresentato dall’impegno politico che connota la sua ricerca. Pittore ad appena 18 anni, ottiene un precoce riconoscimento da Arturo Schwarz, “patron” del DadaSurrealismo, ma nel 1977 decide di abbandonare la professione per immergersi nel clima sociale complesso e teso del periodo. Nell’idea del superamento dell’arte a favore della creatività della vita, Echaurren trova linfa per le sue pagine ironiche e satiriche e per le sue future elaborazioni pittoriche. L’esposizione parte dal periodo della sospensione dell’attività propriamente artistica; non si tratta quindi di una antologica, ma di una mostra tematica che intende mettere in luce l’aspetto più importante dell’arte di Echaurren e il suo avanguardistico contributo al pensiero contemporaneo.
Il percorso espositivo, che presenta oltre 200 opere dell’artista – tele, disegni, collage – dagli anni settanta ad oggi ed un’ampia sezione di documentazione, comincia con i lavori d’esordio, i “quadratini”, acquerelli e smalti di piccole dimensioni che riflettono i miti generazionali (la politica, la musica) e le inclinazioni personali (per le scienze naturali, il collezionismo).
La sezione centrale e cuore della mostra è dedicata ai disegni e collage (qui esposti per la prima volta) legati all’esperienza dei cosiddetti “Indiani metropolitani” che, nel 1977, si sono appropriati dei linguaggi estetici dell’avanguardia artistica per denunciare il mondo illusionistico dei media. In questo ambito appare evidente il desiderio di trasformare l’esclusiva ricerca di Marcel Duchamp in uno strumento a disposizione di tutti, secondo un progetto di collettivizzazione dell’avanguardia storica.
Seguono una serie di grandi tele degli anni ottanta e novanta, che fanno i conti con gli eventi contemporanei e con la problematica ambientale, e alcuni collage degli anni novanta composti con manifesti politici e pubblicitari.
La mostra illustra anche le più recenti «pitture da muro», che creano un nuovo alfabeto simbolico, una serie di quadri sul sistema dell’arte che rivelano la dimensione critica del lavoro dell’artista e i lavori di dimensioni minori, come le “Decomposizioni floreali”. L’attenzione è pertanto focalizzata sulla “contropittura” di Echaurren e quindi anche tutti i lavori non esposti sono parte integrante di una poetica coerente. In essa, la pittura “scende” fino al foglio stampato, il fumetto assurge a quadro, e la riflessione concettuale di stampo Dada-futurista stimola una visione ironica del presente.Roma, Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea
dal 20 Novembre 2015 al 03 Aprile 2016

 


Alessandro Papetti. Io abito qui
Alessandro Papetti presenterà un ciclo di lavori inediti eseguiti su carta preparata, alcuni di grandissimo formato, a cui si aggiungono 5 grandi tele e alcuni lavori site-specific realizzati negli spazi espositivi di Palazzo Poli durante il suo soggiorno romano.
La mostra avrà come tema l’interno riproponendolo alla luce delle ultime ricerche e sperimentazioni messe a punto dall’artista:
“E’ come se lo spazio dipinto fosse l’interno della mente e gli oggetti contenuti, pensieri in divenire”.Catalogo Electa, testo introduttivo di Maria Antonella Fusco; saggi di Pia Capelli, Fabio Fiorani, Maria Antonella Fusco, Massimo Recalcati
Alessandro Papetti è nato nel 1958 a Milano, dove vive e lavora. Dal 1995 svolge la sua attività tra Milano e Parigi e inizia ad esporre in diverse gallerie e spazi pubblici in Italia e all’estero. Tra le mostre degli ultimi anni, sul tema dell’archeologia industriale, si possono ricordare l’esposizione presso il Museo degli anni ’30 di Parigi, del 2007, a cura di Pietro Marani; nel 2012 quella al Museo dell’architettura di Mosca. Nel 2009 espone a Palazzo Reale di Milano “Il ciclo del tempo” curata da Achille Bonito Oliva; nel 2010 presenta una personale presso l’Istituto Italiano di Cultura di Tokio e nello stesso anno a Villa Manin una mostra a cura di Marco Goldin. Nel 2011 è invitato a partecipare al Padiglione Italia della Biennale d’Arte di Venezia, curata da Vittorio Sgarbi e al padiglione di Cuba. Negli anni seguenti espone oltre che in Italia, a Vancouver, Johannesburg, Berlino, Parigi e nel 2014 espone a Palazzo della Penna di Perugia, la mostra “La pelle attraverso”, a cura di Luca Beatrice.

Roma, Istituto centrale per la grafica, Palazzo Poli
dal 19 Novembre 2015 al 10 Gennaio 2016

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