Banche: e io pago…

Elaborazione Immagine di Carla Morselli
Elaborazione Immagine di Carla Morselli

Banche: E io pago…

E’ molto apprezzabile che il popolo di questa nazione non comprenda nulla del sistema bancario e monetario. Perché se lo comprendesse, penso che ci troveremmo di fronte a una rivoluzione entro domani mattina.  (Henry Ford)

Un groviglio, una matassa dalla quale è veramente difficile venirne a capo. Non è sbagliato dire che tutto ciò che riguarda il mondo materiale dell’uomo si regge sulle banche. Nel bene e nel male sono fondamentali per far funzionare l’economia, se non esistessero gli Stati non potrebbero garantire i servizi ai cittadini, ne il tessuto imprenditoriale avrebbe una sua ragion d’essere. Se dovessimo spiegare ai bambini diremmo che le banche prendono il denaro dei risparmiatori  e lo investono prestandolo ad altri soggetti e allo Stato stesso. In realtà il sistema è molto, ma molto più complesso. Cominciamo col dire che quando un cliente entra in banca per chiedere un prestito la banca è molto contenta, perché la fonte principale di reddito sono gli interessi attivi sui prestiti. Poi esistono altri prodotti bancari azioni, obbligazioni, conti correnti…..chi più ne ha più ne metta! Oggi siamo invasi dai dibattiti di natura economica, crisi, inflazione, spread, congiuntura, tassi, effetto leva ecc.., ma il cittadino comune come fa a capire? Ai risparmiatori che hanno perso tutto nell’ultimo salvataggio delle 4 banche CariFerrara, Banca Marche, CariChieti e la più chiacchierata Banca Etruria, chi glielo spiega che avevano firmato obbligazioni che si sono rivelate carta straccia? Che erano in mano a dirigenti speculatori, giocatori d’ azzardo salvati in extremis da un governo che ha tutto l’interesse a farlo! Avventuriamoci nella giungla e capiamo chi produce denaro? È prodotto dal sistema bancario, al contrario di quanto si crede non sono i governi a creare moneta, infatti quando i proventi delle tasse sono inferiori alle spese sostenute, i governi hanno bisogno di chiedere in prestito il denaro dal  pubblico attraverso il mercato delle obbligazioni o attraverso il sistema bancario. Ogni volta che si produce un prestito si produce denaro.  Solo una piccola parte del denaro proviene dai depositi bancari il 10%,  il restante 90% è creato attraverso la riserva frazionaria, ovvero la percentuale dei depositi bancari che la banca è obbligata per legge a disporre, somme contanti o prodotti facilmente liquidabili. Fin qui è tutto abbastanza trasparente, ma dove si nasconde il lupo? Stana la preda in molti modi, si pensi alla continua pubblicità su come ottenere prestiti, consulenze, promesse di soldi facili anche per chi è finito nelle centrali di rischio. Una pressione delle banche e finanziarie che esercitano su famiglie, imprese, studenti affinché si indebitino utilizzando  carte di credito, mutui,  prestiti e acquisti a rate, compra oggi paghi domani! Questo è un sistema in apparenza soccorrevole, ma che fa crescere il debito a dismisura, un sistema che incoraggia il prestito soprattutto per attività speculative e che non da accesso al credito per i chi propone progetti a lungo termine, in quanto è facile capirlo non porta proventi immediati. In una fase di crisi così prolungata è gioco forza che a rimetterci sono in molti, il governo in questi anni ha convogliato cifre ingenti per salvare le banche, anche perché vari esponenti ci stavano dentro fino al collo, vedi Monte dei Paschi! Così facendo è cresciuto il debito pubblico e le misure per rientrare sono i tagli alla spesa pubblica e l’aumento delle tasse. Con questo non si sottintende che la crisi sia solo colpa delle banche, ma come la cattiva gestione impatta sul cittadino. Ma ce n’è  per tutti i gusti  un esempio per tutti, il cosiddetto denaro potenziale, ovvero i titoli emessi da una banca e acquistati che possono essere venduti o rivenduti ad altri soggetti, oppure essere utilizzati come forme di pagamento, depositati in altre banche. Non è un’invenzione odierna, ma oggi ne viene fatto un uso molto discutibile.  Una particolarità del denaro proveniente da questi  titoli inventati – un po’ come il coniglio che esce dal cilindro-  è l’instabilità del loro valore e una volta immessi sul mercato possono condurre in qualsiasi momento ad una crisi finanziaria. Ma il comune cittadino che va in banca per necessità cosa trova? Il denaro creato per ottenere un credito viene ripagato caramente, per intero deve essere restituito il capitale e gli interessi sullo stesso con il rischio che con il tempo il tasso aumenti. Il governo ha stabilito  la soglia del tasso usurario è determinata dalla normativa di cui alla legge 108 del 1996, e l’organo deputato alla vigilanza che le banche non sforino è la Banca d’Italia. La quale spessissimo è latitante, si sono constatati i risultati, ai limiti dell’omertà!  Le insidie per il cliente di una banca o una finanziaria sono moltissime, a cominciare dalle modifiche dei contratti all’insaputa di chi stipula, spese aggiuntive e tassi usurari, oltre all’anatocismo che significa in poche parole pagare gli interessi sugli interessi. Ma la legge consente di potersi difendere, sebbene convenga a molti mantenere il silenzio, altrimenti il sistema salta. Il sistema bancario non è esente dal reato di usura, anzi proprio perché dovrebbero agire nella legalità per una banca si configura un’aggravante specifica. Purtroppo si sono verificati molti casi in cui gli Istituti di credito, banche e società finanziarie hanno adottato comportamenti devianti e sono state condannate.  Nel febbraio 2011 la Cassazione ha stabilito con sentenza N.24418 il diritto alla restituzione di tutti gli indebiti rilevabili sui conti correnti bancari dall’anatocismo, agli interessi ultralegali, alle commissioni di massimo scoperto all’usura bancaria con prescrizione decennale. I comportamenti devianti in ambito finanziario  sono  gravemente dannosi per la società,  accade che quando sfuggono al controllo si trasformano  in un sistema economico criminale pur rimanendo a pieno titolo e legittimamente in un tessuto economico legale. Questo si traduce in effetti depressivi e sottrattivi economici per la collettività. Correttezza e trasparenza sono parole molto difficili da imparare e tutti coloro che gestiscono male che fine fanno? Molto probabilmente riciclati come dirigenti, semmai all’interno degli apparati pubblici dello Stato!

Questo intervento tecnico tuttavia postula scelte interpretative da parte dell’organo di vigilanza, che diventa eccessivamente discrezionale. Soprattutto in merito alle individuazioni delle remunerazioni e delle spese che sono collegate all’erogazione del credito, tutte concorrono insieme al superamento del tasso soglia usurario. Banca d’Italia non parrebbe favorevole ad inserire le commissioni di massimo scoperto (mora), inserendole,  il tasso sarebbe usurario, questo incide praticamente nel rapporto tra banca e cliente quando si accede ad un prodotto bancario: mutui, conti correnti, leasing….

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