L’uomo che ha inventato la giovinezza per gli anziani

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L’uomo che ha inventato la giovinezza per gli anziani

Pensate ad un anziano il cui corpo è abbandonato dagli altri e che lui stesso abbandona, per ritirarsi altrove, nell’ultima malinconia. Pensate a uno sguardo che si allontana e cercate di leggere un unico sentimento: non dimenticatemi. Quanti ce n’è di questi invisibili, di questi uomini e donne intimiditi dalla svalutazione radicale di una parte dell’esistenza? Molti, tanti, troppi. Rassegnati non più a vivere, ma a sopravvivere.
E’ pensando a loro che Angelo Ferro ha inventato a Padova Civitas Vitae, la Città della Vita, un luogo dove gli anziani ritrovano il senso di un’esistenza, trovando qualcuno che si occupa di loro, restituendo ad altri quel che hanno imparato nella vita. Una fabbrica di relazioni, in sintesi, strutturata come villaggio della salute o meglio, della longevità attiva, dove parole come armonia, inclusione, sussidiarietà e solidarietà non sono vuota retorica ma applicazioni concrete.
Angelo Ferro e un imprenditore, ha insegnato economia sociale nelle università italiane e nel mondo, il suo gruppo industriale è diventato leader negli impianti per le aziende alimentari e Civitas Vitae oggi è il suo gioiello.
In vent’anni è diventato fondazione non profit, con quasi 700 persone ospitate, di cui 480 non autosufficienti, un ospedale di comunità per la riabilitazione, l’hospice, la casa di riposo per religiosi, le villette per i pensionati autosufficienti, un auditorium, il museo del giocattolo, il Talent lab, gli orti sociali, l’asilo di quartiere, il bocciodromo e il palazzetto dello sport.
In questa città nella città, un luogo aperto al mondo dove la vecchiaia non è considerata un costo ma una risorsa, ha scritto Aldo Cazzullo, gravitano 3500 persone, tra medici, operatori, dipendenti, familiari, scolaresche. Un modello di coesione sociale contro ogni idea di rottamazione, per dire che ad ogni età ognuno può dare il proprio contributo. Ma anche una bell’esempio di restituzione: noi siamo quel che facciamo per gli altri.
È a questo imprenditore e alla Citta della Vita che abbiamo assegnato il premio per la buona notizia dell’anno, segnalata dal blog del Corriere (sabato 23 gennaio, Biblioteca del Seminario di Caserta, ore 16).
Il premio, ideato dall’Ucsi e dalla Civitas Casertana, cerca di far conoscere al pubblico alcuni protagonisti dei tanti esempi virtuosi che accendono una speranza nei territori e nelle comunità. Sabato, con Angelo Ferro, riceveranno riconoscimenti altri eroi della nostra piccola grande Italia. Sono una zattera alla quale aggrapparsi: ci ricordano un’umanita che non dobbiamo perdere.Pensate ad un anziano il cui corpo è abbandonato dagli altri e che lui stesso abbandona, per ritirarsi altrove, nell’ultima malinconia. Pensate a uno sguardo che si allontana e cercate di leggere un unico sentimento: non dimenticatemi. Quanti ce n’è di questi invisibili, di questi uomini e donne intimiditi dalla svalutazione radicale di una parte dell’esistenza? Molti, tanti, troppi. Rassegnati non più a vivere, ma a sopravvivere.
E’ pensando a loro che Angelo Ferro ha inventato a Padova Civitas Vitae, la Città della Vita, un luogo dove gli anziani ritrovano il senso di un’esistenza, trovando qualcuno che si occupa di loro, restituendo ad altri quel che hanno imparato nella vita. Una fabbrica di relazioni, in sintesi, strutturata come villaggio della salute o meglio, della longevità attiva, dove parole come armonia, inclusione, sussidiarietà e solidarietà non sono vuota retorica ma applicazioni concrete.
Angelo Ferro e un imprenditore, ha insegnato economia sociale nelle università italiane e nel mondo, il suo gruppo industriale è diventato leader negli impianti per le aziende alimentari e Civitas Vitae oggi è il suo gioiello.
In vent’anni è diventato fondazione non profit, con quasi 700 persone ospitate, di cui 480 non autosufficienti, un ospedale di comunità per la riabilitazione, l’hospice, la casa di riposo per religiosi, le villette per i pensionati autosufficienti, un auditorium, il museo del giocattolo, il Talent lab, gli orti sociali, l’asilo di quartiere, il bocciodromo e il palazzetto dello sport.
In questa città nella città, un luogo aperto al mondo dove la vecchiaia non è considerata un costo ma una risorsa, ha scritto Aldo Cazzullo, gravitano 3500 persone, tra medici, operatori, dipendenti, familiari, scolaresche. Un modello di coesione sociale contro ogni idea di rottamazione, per dire che ad ogni età ognuno può dare il proprio contributo. Ma anche una bell’esempio di restituzione: noi siamo quel che facciamo per gli altri.
È a questo imprenditore e alla Citta della Vita che abbiamo assegnato il premio per la buona notizia dell’anno, segnalata dal blog del Corriere (sabato 23 gennaio, Biblioteca del Seminario di Caserta, ore 16).
Il premio, ideato dall’Ucsi e dalla Civitas Casertana, cerca di far conoscere al pubblico alcuni protagonisti dei tanti esempi virtuosi che accendono una speranza nei territori e nelle comunità. Sabato, con Angelo Ferro, riceveranno riconoscimenti altri eroi della nostra piccola grande Italia. Sono una zattera alla quale aggrapparsi: ci ricordano un’umanità che non dobbiamo perdere.

dal sito buonenotizie.corriere.it