Primarie Roma, dirigente Pd: “Per alzare l’affluenza abbiamo alzato le schede bianche”

Foto Roberto Monaldo / LaPresse30-12-2012 RomaPoliticaPD - Primarie dei parlamentariNella foto Seggio elettoralePhoto Roberto Monaldo / LaPresse30-12-2012 Rome (Italy)Primary elections to elect the parliamentarians of the Democratic PartyIn the photo Polling station

Primarie Roma, dirigente Pd: “Per alzare l’affluenza abbiamo alzato le schede bianche”

Un uomo del partito al Messaggero: “Oltre 2.800 voti dispersi? Inseriti virtualmente per evitare il flop. Qualcuno pensava di fare del bene, è stato un boomerang”. Il dato delle bianche e delle nulle sfiora l’otto percento. Un’anomalia che il Pd non spiega evitando di diffondere i dati seggio per seggio

Schede bianche gonfiate per non far emergere il flop di partecipazione alle primarie di Roma. A far sospettare sulla regolarità delle primarie Pd di domenica scorsa non è solo il caso Napoli. Secondo quanto scrive oggi il Messaggero, anche nella Capitale ci sarebbero state irregolarità, questa volta non imputabili a soggetti “esterni”, ma proprio alla macchina organizzativa delle consultazioni. A parlare al quotidiano romano è un dirigente nazionale del Pd. Che svela: “Tra la notte di domenica e il pomeriggio di lunedì sono state gonfiate virtualmente le schede bianche e le nulle. Qualcuno pensava così di fare del bene”.
Virtualmente? Sì, perché non ci sono schede inserite fisicamente nelle urne. Si tratta, secondo il racconto del dirigente dem, di una modifica al dato dell’affluenza inserito direttamente nel database di calcolo. Il dato delle schede bianche era parso subito anomalo: su 47mila e 317 le persone che sono andate alle urne, 2866 sono state le schede bianche, mentre 843 quelle nulle. La rivelazione di oggi getta un’ombra sulla possibilità di camuffare e truccare non solo le intenzioni di voto (caso Napoli), ma anche l’esito, a urne chiuse.
Che quello dell’affluenza fosse un nervo scoperto era noto fin dalla vigilia, perché queste consultazioni dovevano misurarsi con i 100mila votanti accorsi nel 2013 per Marino. Tanto che subito dopo l’incoronazione di Giachetti è intervenuto il commissario Pd di Roma Matteo Orfini per sminuire il dato 2013 ed esaltare quello di domenica scorsa: “A Roma nel 2013 – ha detto – era andata più gente ai gazebo, ma erano i 100mila delle truppe cammellate dei capibastone poi arrestati, del pantano che portò a Mafia Capitale, delle file di rom”. Insomma, meno elettori, ma puri e certificati, a sentire Orfini. Peccato che una parte di essi siano stati inventati, almeno secondo quanto racconta il dirigente Pd al Messaggero: “Per gonfiare l’affluenza, per non far vedere che stavamo poco sopra i 40mila ma molto più vicini ai 50mila votanti. Quando poi sono stati diffusi i dati dello spoglio abbiamo capito l’errore, anzi, il boomerang“. Il boomerang di una consultazione con quasi l’otto per cento di votanti che pagano due euro per lasciare bianca (6%) o annullare la scheda (quasi il 2%). Nel 2013 il totale di bianche e nulle non arrivava al 2,5%. E il Pd non fornisce i dati dei singoli seggi.
Il sospetto su quanto accaduto è partito al termine dello spoglio dal comitato elettorale dello sconfitto Morassout, dove all’annuncio ufficiale di “50mila votanti” i conti non tornavano. E non di poco: ballavano almeno 7mila voti rispetto all’affluenza. Un trucco contabile virtuale su cui i vertici del partito continuano a tacere mentre minimizzano i “buttadentro” immortalati dai video di Fanpage a Napoli (“Ti diamo noi un euro se vai a votare Valente“). E che tra l’altro getta un’ombra sulle Primarie in generale, vista la facilità con cui si possono manipolare i risultati.

dal sito www.ilfattoquotidiano.it