Ecco i pezzi del Paese in vendita

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Ecco i pezzi del Paese in vendita

 

Sul portale investinitaly lo Stato si “sbarazza” di 207 immobili per 1,6 miliardi 16 nel Lazio: dal castello Roccarespampani a Palazzo Rivaldi – Il faro di Ponza diventa hotel

Www cumprà. L’indirizzo del sito internet è diverso (www.investinitaly.com), ma la sostanza è la stessa: offrire immobili a compratori stranieri per farli investire in Italia. Sono 207 beni pubblici, per un valore complessivo di un miliardo e 600 milioni, messi in vetrina, anche se solo virtuale come internet, dall’Ice, l’istituto per il commercio con l’estero, in collaborazione con i Ministeri della Difesa, dello Sviluppo Economico e dell’Economia e Finanze, oltre all’Agenzia del Demanio.
Tra i 207 immobili ci sono 16 gioielli laziali in vendita, dei quali 11 a Roma. Si tratta dei Palazzi Rivaldi, degli Esami, di Via Toscana e l’ex Gil di Ostia, il Villino Campos sul Lungotevere delle armi, di Via Cassia e di Via Panvinio, l’Hotel La Lama all’Eur, e le aree a servizio delle stazioni ferroviarie Tiburtina e Trastevere, oltre allo Stabilimento Trasmissioni nel rione Prati della Capitale. Ma il menù à la carte spazia anche fuori porta: c’è il castello Roccarespampani in provincia di Viterbo, il Faro della Guardia dell’isola di Ponza, le caserme Cialdini e Tosti di Gaeta, dov’è in vendita anche il Torrione francese.
«Investinitalyrealestate.com è un portale dedicato alla presentazione di offerte di investimento in immobili pubblici, di società partecipate pubbliche o partecipate pubblico-privato, destinate ad operatori italiani ed esteri. Il progetto è realizzato nel quadro delle iniziative previste dal decreto Sblocca Italia». Perché, sottolinea il portale, «è uno strumento virtuale attraverso cui poter favorire, in forma semplice e trasparente, l’interazione tra la domanda di investimenti professionali e le opportunità di investimento immobiliare qualificate».
E, pur di attrarre l’investitore straniero, il sito ricorre a formule ammaliatrici da simil-televendita, isole comprese. Per piazzare l’edificio ancora in costruzione dell’hotel di lusso «La Lama» (449 camere) di Viale Europa, ad esempio, strizza l’occhio al ricercatore d’affari: «Considerando che in zona Eur si trovano importanti uffici pubblici e privati e lavorano migliaia di persone, ma che le strutture alberghiere non sono sufficienti, quest’opportunità può risultare molto interessante». Ma anche il cinquecentesco Palazzo Rivaldi non teme rivali col suo affaccio tra Colosseo e la basilica di Massenzio: «La sua posizione, in prossimità di uno dei monumenti più visitati dai turisti di tutto il mondo, e la possibilità di valorizzare l’edificio con trasformazione in residenziale o in struttura turistico-ricettiva, rappresentano una magnifica opportunità». Come il palazzo di Via Toscana, «tra Via Boncompagni e Via Veneto, una delle zone più eleganti e prestigiose della città». Chi punta più in alto deve scendere in campo per il Villino Campos: la struttura di Lungotevere delle Armi, edificata agli inizi del ’900, «si presta ottimamente ad essere valorizzata come residenze di lusso, ufficio di alta rappresentanza o ambasciata». L’unico avvertimento è per chi vuole acquistare lo Stabilimento Trasmissioni, comprensorio occupato dal Polo di Mantenimento dei mezzi di comunicazione della Difesa, a Prati: «Il futuro acquirente dovrà farsi carico degli oneri necessari per il trasferimento delle funzioni localizzate nel compendio in altra struttura della Difesa, qualora non avesse già provveduto l’Agenzia del Demanio». Gli interessati alle aree delle due stazioni ferroviarie di Tiburtina e Trastevere, invece, hanno a che fare con gli «interventi più interessanti di recupero urbano da realizzare nella Capitale». A Tiburtina «la vicinanza con la stazione Alta velocità e la metropolitana, integrati dal trasporto pubblico di superficie, rendono l’intervento di estremo interesse». L’unico non in vendita è il faro di Ponza: «L’immobile verrà concesso in uso a soggetti terzi senza essere alienato». Ma per tutto il resto c’è il www.cumprà.

dal sito www.iltempo.it