L’emiro del terrore in Libia: “Roma è circondata, arriviamo”

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Colpiremo i Paesi vicini e poi Roma. Abd al-Qadir al-Najdi, il saudita nuovo emiro dello Stato islamico in Libia, svela la strategia del gruppo terroristico che vuole arrivare in Italia. E dopo l’attentato di ieri in Belgio, le sue parole suonano come un funesto presagio. Dalle pagine della rivista dell’Isis in lingua araba, “Al-Naba” (La Notizia), che lo ha intervistato martedì scorso, il terrorista ha spiegato che i combattenti del Califfato nel paese nordafricano sono «l’avanguardia delle forze che conquisteranno Roma». Iraq, Siria e Libia sono state le tappe del percorso di avvicinamento alla capitale italiana.
La minaccia, adesso, è verso tutti quei paesi che confinano con la Libia e all’Occidente che vuole contrastare l’avanzata del Califfato in nordafricano. In questo contesto ha parlato anche della formazione del governo di unità nazionale, per il quale l’Italia è parte attiva nelle difficili attività di negoziazione tra le parti, e che per il gruppo terroristico rappresenta motivo di ostilità e quindi ragione di attacchi. Al-Najdi spiega che l’Isis in Libia è una organizzazione in crescita, che ha iniziato lo stesso percorso di espansione sulle orme di quanto accaduto in Siria e Iraq. Adesso è qualcosa in più di una succursale in costante contatto con il “governo centrale”. È una realtà che muove i primi passi come “Stato” con l’obiettivo di arrivare a Roma.
Dello stesso tenore i messaggi che gli jihadisti si sono scambiati ieri sui social network dopo gli attentati in Belgio. Mentre a Bruxelles si contavano le vttime dell’ennesimo massacro in nome di Allah, su Twitter, Facebook e Telegram, oltre ai festeggiamenti per quanto accaduto, gli account jihadisti hanno ancora lanciato avvertimenti e minacce all’Italia. Su Telegram, uno dei circuiti legato agli jihadisti, ha diffuso una serie di messaggi inquietanti: «L’Isis ha colpito Bruxelles, ma ha gli occhi su Roma». E ancora: «Bruxelles, noi siamo qui: quello che sta arrivando è ancora peggio e più amaro, più spaventoso e più doloroso, oh adoratori della croce». Anche su Twitter il tenore dei post è lo stesso: «Il Califfato colpisce Bruxelles, ma ha gli occhi su Roma» e «Bruxelles non è molto lontana da Roma: solo poche ore di treno». Il sangue del vittime nel cuore dell’Europa è stata linfa vitale per tutti i seguaci dello Stato islamico, che aspettano con ansia lo scontro finale nella culla della cristianità. «Roma e Bruxelles sappiate che noi non veniamo a compromessi e non dialoghiamo se non con i fucili», si legge ancora nel delirio della Rete, «e presto conquisteremo Roma con il volere di Allah». Nel mirino degli internauti anche Federica Mogherini, l’Alto rappresentante per la Politica estera dell’Unione europea, che da Amman, in Giordania, ieri ha commentato tra le lacrime la strage in Belgio. Subito la sua foto è stata pubblicata su Twitter con l’inquietante commento: «Non piangere ora, risparmia le tue lacrime fino alla conquista della tua terra: Roma».
Del resto, nel corso degli ultimi due anni, il Califfato e lo stesso Abu Bakr al-Baghdadi, non hanno mai nascosto che l’obiettivo finale, l’Armageddon, è l’Italia e la sua capitale. Messaggi audio e video, foto, proclami sulle riviste online prodotte dallo Stato islamico e avvertimenti di vario genere, hanno ribadito sempre lo stesso concetto. Anche all’indomani dell’attentato al giornale francese Charlie Hebdo, in Rete è stato postato un video dell’Isis in cui si annunciava la conquista di Roma. In un agghiacciante filmato, della durata di quattro minuti, sono state abilmente montate le immagini di campi di addestramento in Medio Oriente e quelle di Roma: piazza Navona, Pantheon, Fontana di Trevi, Colosseo e ovviamente il Vaticano.
Una voce in arabo, con sottotitoli in inglese, ieri come oggi, annunciava: «Conquisteremo Roma, distruggeremo le vostre croci e faremo schiave le vostre donne, con il benestare di Allah».

dal sito www.iltempo.it