CASO MARÒ, ITALIA: Girone Rientri. India: È inamissibile

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Giornata campale per la vicenda dei Marò. Udienza al Tribunale arbitrale internazionale dell’Aja: l’Italia chiede che Girone rientri in patria; l’India afferma che la richiesta Italiana è inammissibile.”Vogliamo assicurazioni su ritorno Girone in caso di processo”. A Bruxelles in contemporanea si tiene il vertice India-Unione europea.

L’Italia si prepara a un nuovo round nella lunga e complessa vicenda dei marò, che ormai da quattro anni oppone Roma e Delhi. Si è aperta all’Aja la prima giornata di udienza davanti al Tribunale arbitrale internazionale sulla richiesta italiana di far rientrare in patria il marò Salvatore Girone, tuttora trattenuto in India, per tutta la durata del procedimento arbitrale sulla giurisdizione della vicenda che vede lo stesso Girone e Massimiliano Latorre accusati di aver ucciso due pescatori indiani al largo del Kerala, il 15 febbraio 2012.

Considerato che il procedimento arbitrale sul caso marò “potrebbe durare almeno tre o quattro anni”, Salvatore Girone rischia di rimanere “detenuto a Delhi, senza alcun capo d’accusa per un totale di sette-otto anni”, determinando una “grave violazione dei suoi diritti umani”. Per questo il Fuciliere “deve essere autorizzato a tornare a casa fino alla decisione finale” dell’arbitrato. Cosi’ l’ambasciatore Francesco Azzarello, agente del governo italiano, nell’udienza al Tribunale arbitrale. Sir Daniel Bethlehem, membro del team legale italiano davanti al Tribunale arbitrale all’Aja ha detto che “L’Italia riconosce la necessità dell’India di avere garanzie” che Salvatore Girone ritorni in India, qualora il Tribunale arbitrale riconoscesse la giurisdizione indiana sul caso dei marò. E per questo invita il Tribunale a considerare di imporre “condizioni” per il suo rientro in patria, come quella di “consegnare il suo passaporto alle autorità italiane, di non viaggiare all’estero senza un permesso specifico e di riferire periodicamente alle autorità designate in Italia per tutto il periodo in questione”, cioè fino alla fine dell’arbitrato.

India: richiesta Italia inammissibile
La richiesta italiana di far rientrare Salvatore Girone in patria è “inammissibile”. E’ quanto si legge nelle Osservazioni scritte dell’India, depositate al Tribunale arbitrale il 26 febbraio scorso e rese pubbliche oggi in occasione dell’udienza sul maro’ all’Aja. “C’è il rischio che Girone non ritorni in India nel caso venisse riconosciuta a Delhi la giurisdizione sul caso”, prosegue il documento. “Sarebbero necessarie assicurazioni in tal senso” dall’Italia, che finora sono state “insufficienti”.

La decisione del Tribunale sul suo eventuale rientro sarà resa nota solo tra un mese. Latorre invece, alle prese con i postumi di un ictus, aspetta già a Taranto la nuova udienza della Corte Suprema indiana, il 13 aprile, sul suo permesso per motivi di salute in scadenza il 30 dello stesso mese.

Vertice Ue-India. Modi non vuole conferenza stampa finale
E una svolta positiva potrebbe arrivare anche dall’atteso vertice tra l’Ue e l’India, più volte rinviato anche a causa della vicenda dei due Marò.

L’Europa ha deciso di fare la sua parte al fianco dell’Italia e la questione, hanno assicurato alti funzionari del Consiglio Ue, sarà “naturalmente sul tavolo” della bilaterale tra il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, e il premier indiano Narendra Modi, che dal canto suo persegue ambizioni internazionali come l’obiettivo di un Accordo di libero scambio con il Vecchio Continente. Non solo: il caso marò troverà spazio nelle conclusioni finali del vertice, insieme a quelli di 6 guardie britanniche e 14 estoni condannati a pene detentive in India.

Del resto, il governo Modi – che ha parlato dell’Italia come di “un partner chiave all’interno dell’Unione europea” – è “consapevole che questo argomento grava sugli sviluppi delle relazioni con l’Ue ed è aperto a fare il massimo possibile” per trovare una soluzione, hanno aggiunto le stesse fonti.

Non è prevista una conferenza stampa con il premier Narendra Modi. Fonti del Consiglio specificano che nel programma dell’incontro è prevista, per ora, una dichiarazione comune ma si attende l’arrivo della delegazione indiana per “insistere” sullo svolgimento di una conferenza stampa, in cui Modi possa essere chiamato a rispondere a domande di giornalisti occidentali.

dal sito www.rainews.it