Cina inarrestabile per gli investimenti, 68 miliardi investiti all’estero

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Cina inarrestabile per gli investimenti, 68 miliardi investiti all’estero

Un nuovo record per gli investimenti cinesi all’estero con il colosso Chem-China, azienda che controlla da un anno la nostra ex Pirelli, ha offerto 43 miliardi di dollari per SYGENTA, il gruppo svizzero della chimica agro-alimentare, una offerta la più grossa di tutti i tempi per una azienda straniera fino adesso.
Dall’inizio del 2016 le imprese cinesi ad oggi hanno investito circa 68 miliardi di dollari, cifra senza precedenti. Da tempo ormai quando la borsa traballa spesso e volentieri le aziende cinesi impiegano i propri fondi in acquisizioni internazionali dotate di prospettive industriali ed investimenti dell’azienda Cosco il gigante delle spedizioni marittime cinesi per una quota di controllo del porto del Pireo in Grecia per 369 milioni di dollari circa ne è la dimostrazione. Non dimenticando sempre l’acquisizione per 925 milioni di euro da parte di Chem China del gruppo tedesco Kraus Maffei e non solo, ma è riuscita a strappare una quota del 12% di Mercuria un gruppo industriale di materie prime ed energie a livello globale.
Non va dimenticato l’acquisizione del maggior quotidiano di How Kong, il South China Morning Post da parte del colosso dell’e-commerce cinese Alibaba, affare economico concluso per 266milioni di dollari.
Nel 2014 il volume degli investimenti all’estero da parte della Cina aveva superato per la prima volta quota 100miliardi di dollari e 118miliardi di dollari nel 2015.
E’ il tredicesimo anno che gli investimenti cinesi all’estero secondo il Ministero del Commercio di Pechino sono aumentati quasi del 34%. Perlopiù la crescita degli investimenti cinesi è concentrata nell’economia del Sud Est Asiatico, negli Usa e nei Paesi come OBOR (One Belt One Road) acronimo degli Stati che sorgono lungo la Nuova via della Seta, iniziativa cinese per gli investimenti tra la Cina stessa e l’Europa.
Certamente questi imponenti investimenti portano non sempre i risultati sperati come nel caso della Cnooc in Canada, il gigante cinese del greggio off-shore ha ereditato i guai dall’acquisizione di Nexen.

Immagine dal sito www.ilsole24ore.com