Il Presidente della Corte Costituzionale: “Al referendum bisogna votare”

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Il Presidente della Corte Costituzionale: “Al referendum bisogna votare”

La relazione di Paolo Grossi: «Giudici oberati di lavoro, pochi e bravi»

La durata dei processi alla Corte Costituzionale «si è attestata, in media, intorno all’anno». Lo ha sottolineato il presidente della Consulta Paolo Grossi, nella sua relazione per l’anno 2015. I provvedimenti adottati dalla Corte lo scorso anno, sono 276 – 168 sentenze e 108 ordinanze -: «questo numero di decisioni, sensibilmente inferiore rispetto alla media degli ultimi vent’anni – ha rilevato il presidente – va riferito a un collegio che, nel corso dei medesimi ultimi venti anni, non ha mai avuto una composizione così ridotta, con la mancanza, tra gennaio e dicembre, prima di due e poi di tre giudici».

“Giudici oberati ma qualità egregia”
“La qualità della nostra magistratura è egregia, ma c’è un problema organizzativo. Il giudice è oberato, non può fare a meno di un po’ di frettolosità. La qualità dei nostri giudici è tecnicamente notevole, ma non diamo ai nostri giudici il tempo di meditare. C’è un carico eccessivo di lavoro e troppi pochi giudici. Questo è uno dei mali strutturali della nostra organizzazione giudiziali”.

“Votare al referendum”
Al referendum sulle trivelle «si deve votare: ogni cittadino è libero di farlo nel modo in cui ritiene giusto. Ma credo si debba partecipare al voto: significa essere pienamente cittadini. Fa parte della carta d’ identità del buon cittadino».

“Non più custode ma garante”
Nell’esperienza costituzionale che stiamo vivendo la Corte sembra sempre più assumere il ruolo non già di custode quasi museale di valori imbalsamati o immobilizzati in formule solenni ma di garante piuttosto di metodi logici che consentano a quei valori di essere riconosciuti nella loro attuale e concreta consistenza».

I diritti di chi non è cittadino
Nell’Italia di oggi “emerge un pluralismo sociale che diventa pluralismo giuridico. In altre parole, anche il più debole economicamente e socialmente ha una gamma di diritti di cui non può essere espropriato. Gli immigrati, di cui ho avuto il privilegio di occuparmi in tante sentenze, appartengono a questo gruppo. Che siano cittadini o no, questo interessa meno perché parliamo di diritti umani”.

“Nessuna interferenza sulle intercettazioni”
«Su questa materia non ho pareri. È un terreno delicatissimo, se ne discute fittamente nell’ambito politico, quindi, è bene che un giudice costituzionale osservi il più assoluto silenzio, altrimenti sarebbe un’interferenza nell’itinerario che si sta svolgendo, sarebbe incauto e inopportuno». Così il presidente della Corte Costituzionale, Paolo grossi, ha risposto in conferenza stampa ad una domanda su un’eventuale revisione delle norme in materia di intercettazioni.

dal sito www.lastampa.it