RISOTTO E TRIVELLE…

Fortunato Depero, Grattacieli e Tunnel, 1913
    Fortunato Depero, Grattacieli e Tunnel, 1913

Mi trovo nella Capitale morale in accompagno ad una collega londinese, amica di vecchia data. Si trova a Milano per il “Salone del Mobile” divenuto ormai di rilievo mondiale, aperto anche a visitatori e curiosi. Il clima è ideale, primavera avanzata che anticipa già l’estate. La mia collega è affascinata da negozi e vetrine – non solo di abbigliamento – tutte eleganti e curate con originalità e gusto.
Scendo dalla metropolitana, ci viene incontro un maxi-manifesto di Sala, con alle spalle una gigantografia dei navigli, traboccante di piante e fiori. La mia amica mi chiede del voto per il nuovo Sindaco e del “Referendum sulle Trivelle”.
La domanda mi sorprende, fatta da una giornalista che si occupa di arredo e di moda. Anche in Gran Bretagna sono alle prese con la brutta vicenda di Cameron per gli intrallazzi di Panama e, ancora di più per il Referendum sull’Europa. La mia amica è preoccupata, teme l’antieuropeismo incolto e demagogico, il suo pericoloso intreccio con l’anti-politica e il populismo diffuso.
Mi chiede poi del voto di Milano e se la mossa di Passera, passato al centro-destra può danneggiare Sala, ex protagonista dell’Expo. Possibile anche un effetto ulteriore: stemperare l’effetto Salvini, fin troppo abile protagonista delle confuse vicende romane.
Mi sorprende, fino ad un certo punto, la conoscenza e l’interesse per l’Italia e la sua vicenda. Ambientalista della prima ora è nettamente a favore del “Referendum sulle Trivelle”, ed esprime stupore per la scelta del Premier che fa campagna per l’astensione.
Renzi gli è simpatico, ma lo considera un po’ smargiasso, aveva in mano una grossa carta di Fiducia e di attese, che sta però dissipando, a causa dei problemi enormi che restano sul tappeto, ma anche per il suo modo personalistico di intendere la politica. A questo punto mi sento bello e sistemato, anche l’eco della seduta alla Camera accresce sconforto e timori. C’è però l’autorevole Consolazione della dichiarazione del Presidente della Corte Costituzionale, che ci ricorda che il Voto è un dovere civico, secondo la scelta personale di ognuno.
Non mi resta che portare a cena con risotto e cotoletta alla milanese, accompagnati da un buon rosso dell’Oltrepò pavese.