PARRESÌA*

 

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*parreṡìa s. f. – Schiettezza, franchezza; estens., libertà di parola eccessiva, sfrenata .
da www.Treccani.it

Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi. (Aldo Moro)

Siamo avviliti nell’ascoltare strane teorie di persone ben retribuite con buoni incarichi a dissertare nei logori salotti televisivi su tutto senza rendersi conto, spesso, di non dire nulla, di quel nulla persino fastidioso mentre fuori è tutta un’altra storia. Cosa contano le persone impotenti alla ricerca di un sostegno ? Siano costoro Migranti o Indigenti?
Sarebbe sufficiente essere schietti e parlare chiaramente senza farsi prendere dalla paura di dire cose spiacevoli per il capetto di turno, ma ci vorrebbe coraggio e come scrisse Manzoni nei Promessi Sposi “Il coraggio, uno non se lo può dare”.
Mi scuso con i Lettori per questa breve considerazione necessaria ad una comprensione mirata a quanto di seguito potrete (se volete ) leggere.

Matteo Renzi
Matteo Renzi

Partiamo dalla Costituzione che oggi il Presidente del Consiglio vuole modificare: nata dallo strenuo coraggio di Uomini della Resistenza, la Costituzione italiana è semplice e comprensibile nella sua articolazione. Cio’ non vuol dire ovviamente imbalsamarne il testo e la lettera, che, tuttavia dovranno sicuramente sintonizzarsi ai tempi per la continua evoluzione della democrazia nella salvaguardia però dei principi fondanti e dei valori universali riconosciuti e sanciti dalla nostra Costituzione. Principi che saranno sottoposti agli Elettori con il prossimo Referendum costituzionale di ottobre.
Altro grande tema che andrebbe rivisitato è quello della ormai più che conclamata inadeguatezza dell’Ente Regione, vere e proprie voragini di sperperi e corruzioni , che fare? Nulla! Si vota per l’abolizione del Senato proponendo nientepopodimeno che il Senato delle Regioni! Da ridere…
Questo perché manca il coraggio di affrancarsi dalle dinamiche di partito correggendo le smanie di potere dei ras territoriali!

Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica
  Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica

Ha fatto bene il Presidente Mattarella a sottolineare pubblicamente che “la corruzione dei politici è più grave” e aggiungendo “i cittadini si attendono e si aspettano coesione” tra gli organi dello Stato e nelle istituzioni, in modo da riuscire a battere i fenomeni di malaffare e corruzione. “Il conflitto genera sfiducia, la giustizia è un servizio e un valore, le istituzioni devono saperla assicurare per evitare che si generi sfiducia e si dia spazio al malaffare” e inoltre “vanno rispettati i confini delle proprie attribuzioni, senza cedere alla tentazione di sottrarre spazi di competenza a chi ne ha titolo in base alla Costituzione. Il rispetto delle competenze altrui costituisce del resto la migliore garanzia per la tutela delle proprie attribuzioni.
L’equilibrio fra i poteri dipende anche dalla capacità di ciascuno di essi di assumersi la responsabilità del proprio agire”. Parole pesate, pesanti ma coraggiose!
Purtroppo non il Premier Renzi è ancora lontano da questa levatura istituzionale.
La intuizione di Renzi per conquistare la segreteria politica del Pd e la nomina a Presidente del Consiglio si basava su un dato inequivocabile, essere mediatore e dei conflitti d’interesse dei protagonisti di due anni fa: Napolitano, Berlusconi,Casini. Napolitano come Presidente della Repubblica con le grane d’Europa, con i protagonismi del Pd e con la triste storia della distruzione delle intercettazioni della Procura di Palermo; ben noto è il conflitto berlusconiano per salvare le sue aziende (anche ora) e infine Casini, troppo vicino (allora familiare) a Caltagirone.
Con l’elezione di Mattarella, Renzi ha creduto di essersi almeno scrollato di Berlusconi e Casini, utilizzando Napolitano come suo sponsor, ma il caso Roma ha ridato fiato ai due.
Oggi Renzi è nelle mani dei suoi ras regionali di partito ed è comunque condizionato da loro e da due fattori importanti: le storie toscane e i rapporti con la Magistratura.
Lo smalto di giovane innovatore si è arruginito per mancanza di coraggio.
Ha promesso tanto e tolto tanto e dopo le amministrative e Referendum non avrà molte alternative.
Sul Paese gravano veri drammi come la disoccupazione, i migranti, il fallimento delle strategie sul Jobs Act, la Libia, per citarne alcuni .
Renzi ha sventolato inizialmente “un coraggio da rottamatore” e gli italiani che gli hanno creduto ma il credito sta per finire ….
Il coraggio in sé aiuta a cogliere la sfida di ciò che è nuovo e diverso, apre al dialogo e al confronto, alla condivisione, e lotta per la giustizia, è combattere la corruzione . Ma Verdini dove lo mette?
Il coraggio richiede legalità con invito agli Organi di Stato, Enti locali, Organismi e organizzazioni religiose perché non siano coinvolti in alcune attività di crimine e affinché la legalità sia considerata regola e non eccezione.
Essere coraggiosi significa essere formatori e informatori attraverso tutti i mezzi a nostra disposizione, come quelli tecnologici, forum, blog, social network, web, sia quelli tradizionali come veglie, digiuni, eventi, il tutto per aiutare le persone a sviluppare il proprio senso critico.
Infine avere coraggio significa rispettare il luogo dove si vive, qualunque esso sia, andare contro tutti coloro che considerano la Terra una risorsa di esclusivo guadagno.

Immagini dal sito www.advideo.it; www.eunews.it; www.lavocedeltrentino.it