La ribellione dell’edicolante che non vende al cliente se sta parlando al telefonino

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Un caso di disobbedienza civile smonta un luogo comune del commercio: il cliente ha sempre ragione. Non è vero, dice questo edicolante disposto a perdere parte del suo guadagno se il cliente si presenta con l’orecchio incollato allo smartphone e domanda qualcosa senza nemmeno curarsi del suo interlocutore.
Il telefonino è come il fumo, spiega, quando fa male bisogna dirgli di smettere. Perdere un cliente per salvare un minimo di relazione umana non è da tutti, ma per qualcuno sta diventando il modo per rilanciare la cortesia divorata dall’uso smodato degli smartphone. In auto, in metro, in bus, al cinema, al semaforo, disgraziatamente anche sui binari, c’è un uso che sta diventando febbre compulsiva. È vero che il telefonino è utile e a volte indispensabile, riempie il vuoto di tante solitudini e ci aiuta a risolvere problemi ed emergenze. Ma lasciare qualche vuoto tra una chiamata e un’altra, una canzone o un audio, può essere altrettanto indispensabile. Un sorriso, un gesto amichevole, uno sguardo, un saluto, nel deserto di tanti sentimenti sono diventati un valore, che fa scrivere: non serviamo persone che parlano al cellulare.l telefonino è come il fumo, spiega, quando fa male bisogna dirgli di smettere. Perdere un cliente per salvare un minimo di relazione umana non è da tutti, ma per qualcuno sta diventando il modo per rilanciare la cortesia divorata dall’uso smodato degli smartphone. In auto, in metro, in bus, al cinema, al semaforo, disgraziatamente anche sui binari, c’è un uso che sta diventando febbre compulsiva. È vero che il telefonino è utile e a volte indispensabile, riempie il vuoto di tante solitudini e ci aiuta a risolvere problemi ed emergenze. Ma lasciare qualche vuoto tra una chiamata e un’altra, una canzone o un audio, può essere altrettanto indispensabile. Un sorriso, un gesto amichevole, uno sguardo, un saluto, nel deserto di tanti sentimenti sono diventati un valore, che fa scrivere: non serviamo persone che parlano al cellulare.

dal sito buonenotizie.corriere.it