RETROBOTTEGA, RETROPENSIERO: TUTTO ”RETRO”, PURE LA POLITICA

Francois Boucher, La Gonna Alzata, 1742
      Francois Boucher, La Gonna Alzata, 1742

La stragrande parte dei cittadini elettori non ne può più, desidererebbe che la campagna elettorale fosse già conclusa e si potesse votare domani. Si può dire che questo dato è il culmine dell’inquietante  par-condicio necessitata anche dalla scarsa correttezza di comportamento dei partecipanti al confronto tra partiti e dal modesto e opportunismo confezionato delle stesse conduzioni giornalistiche con l’intervento di opinionisti di varia caratura e di differente qualità, condita a nostro avviso da un eccessivo utilizzo di rilevazioni statistiche di ogni tipo.
Si tratta di una campagna elettorale non di confronto tra forze politiche dei diversi schieramenti ma di sola propaganda con strumentalizzazioni banali delle contrapposte posizioni con il risultato di non avere nessun vero rapporto con problemi in gioco e con le prospettive di soluzione. Infatti partiti e candidati non hanno presentato alcun credibile programma d’interventi, si pensi alle amministrative di Roma, Milano,Torino.
Ormai la campagna elettorale sta terminando, il prossimo 5 giugno si voterà .
Si respira un’aria politica viziata, si avverte solo disinteresse. Solo un retropensiero potrebbe aiutare i contendenti a migliorarsi, occorre un’analisi critica che cerca di comprendere le reali necessità di chi dovrebbe votare rispetto a tutto ciò che non va, senza ricorrere alla tipica azione di promettere l’impossibile senza rispetto per i cittadini.
Retropensiero perché il pensiero è latitante! L’assenza di ideali è pari alla vacuità dei discorsetti dei politicanti in campo.
Sono ormai venticinque anni che non esiste una classe politica, degna di quest’appellativo, e gli attuali governanti erano i portaborse di politici che oggi non ci sono più.
Se notiamo che un politico abbia valori discutibili come persona siamo portati a pensare che potrebbe fare scelte discutibili mentre per assicurare un buon livello di democrazia sufficiente è necessario che ci sia una qualità fondamentale come la legalità,intesa come garanzia che il politico deve usare non per sé ma per i cittadini, necessita onestà ed equilibrio per essere un buon amministratore. Oggi tutti i politici si autoelogiano parlando della loro trasparenza .Se non si è trasparente dentro non si può essere trasparenti solo economicamente, ci vuol ben altro…
Ricorderete tutti l’esperienza Veltroni a Roma, amava talmente tanto il cinema che con lui furono chiuse quasi tutte le sale indipendenti di cinema …
Ricorderete l’esperienza Renzi a Firenze , oggi i risultati sotto gli occhi di tutti …
E non dimentichiamo l’esperienza Alemanno, iniziò con la sicurezza e la sua giunta finì in pubblica sicurezza… e nei tribunale e qualcuno nelle patrie galere in compagnia di grandi cooperatori (Buzzi e C/o).
Carraro,Giubilo , Rutelli , Fassino , Pisapia , Marino , Pizzarotti etc : per quali meriti verrano ricordati ?
Oggi il Sindaco di Bergamo Gori difende le scelte del Governo ma nella sua città la ricchezza di prima è un miraggio! Almeno De Magistris a Napoli ha fatto portare via la “monnezza”!
Deserti lunari quindi. . . e tanti tanti “ amministratori marzianucci “.
Si è fatta strada una concezione veramente malsana della politica locale: se Renzi da Sindaco è diventato Presidente del Consiglio dei Ministri, perché allo stesso modo non rincorrere il potere ?
“Signori miei” direbbe lo scaltro Renzi , non tutti avete una Boschi, due Banche e un bel gruppo di consiglieri del potere in salute e in portafogli…
Essere trasparenti soltanto e attraverso una dichiarazione dei redditi o mettere in rete i propri compensi non significa essere moralmente ineccepibili, semmai potrebbe essere un primo passo per cambiare!
L’escalation della questione criminale (anche nei suoi rapporti degenerati con la politica) è allarmante !
Per reagire andrebbe proposto (in una cornice di respiro ideale) una pressante sollecitazione all’impegno e alla partecipazione civile la cui assenza costituisce il male assoluto .
Altro grande tema, come già analizzato nei miei precedenti scritti, è la necessità di rivedere in termini più restrittivi la Legge dei Sindaci e Presidenti di Regione, troppo eccessivo potere, incontrollabile e spesso lesivo degli interessi sociali.
Anche di queste cruciali tematiche non c’è traccia significativa nelle chiacchiere dei politicanti.
Perché mai dovremmo votare chi non si presenta con un biglietto da visita (programma)?
Dobbiamo comunque andare a votare perché è un nostro diritto, almeno questo, ma dovremo scegliere con attenzione quale raro esempio di uomo (meglio se donna) con una idea.