COME SE LA COSTITUZIONE FOSSE QUESTIONE DI TATTICA

Opera di Alex Alemany
                         Opera di Alex Alemany

Leggo sui giornali cose parecchio interessanti sul futuro del nostro Paese.
C’è chi si accorge che l’argomento del diluvio (dopo di lui) non esiste: anzi, si fanno già i nomi per un governo del dopo di lui.
C’è chi dice: quasi quasi spostiamo il referendum un poco più in là, chissà che non passi la nottata.
C’è chi spiega che vota sì, però basta con la personalizzazione: come se la personalizzazione non fosse intrinseca a una riforma fatta a colpi di machete istituzionale, senza cercare il consenso delle vere opposizioni, interne ed esterne. Con un Senato assurdo che rimane in vita. Una rappresentanza filtrata in modo opaco da partiti e gruppi politici. Un assetto istituzionale completamente sbandato.
C’è chi vota sì però non farà i banchetti (cit.).
C’è chi vota sì, ma inizia a pensare che perderà.
Ora, lo ripeto per l’ennesima volta: si tratta della Costituzione, della democrazia e della sovranità dei cittadini. Non di una ‘mossa’ elettorale.
Il Pd l’ha votata praticamente all’unanimità: anche i dissidenti del Senato – per intenderci – alla fine hanno mediato e hanno approvato. Alla Camera è passata senza che nessuno della maggioranza facesse una (sola) piega.
Ora, essendo un referendum (che si poteva ‘evitare’ facendo una riforma più condivisa e scritta meglio di così), bisogna scegliere tra sì e no. Sulla Costituzione. Non sul congresso di un partito. Non sull’effetto che fa, ma sulle conseguenze che ne derivano.
Se si fosse ragionato in questi termini fin dall’inizio, senza concedere troppo (tutto) alla tattica, alla disciplina verso il capo e il suo entourage, avremmo evitato questo derby.
Oggi è un po’ tardi: un po’ tardi per cambiare voto, per trasformare quella che non doveva essere una competizione, per provare a rigenerare il dibattito. Chi ha provocato tutto questo se ne assuma almeno la responsabilità. Altro che votare sì, ma non partecipare alla propaganda. Altro che dire ni, nella speranza di recuperare qualche voto alla propria corrente.
Si parla di Costituzione. Di Costituzione. Di Costituzione.