Divorzi internazionali: nuove regole per stabilire il tribunale competente a dirimere le dispute

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Divorzi internazionali: nuove regole per stabilire il tribunale competente a dirimere le dispute

I deputati hanno approvato giovedì nuove normative per determinare il tribunale di quale Paese sarà chiamato a dirimere le dispute sulla proprietà in caso di divorzio o di decesso per le coppie internazionali o per le unioni registrate. Tali norme dovrebbero evitare procedimenti paralleli – che hanno un costo di circa 1,1 miliardi di euro ogni anno – in vari Stati membri.

“Era ora che disponessimo di uno strumento europeo sugli effetti patrimoniali dei regimi matrimoniali e delle unioni registrate. Da oggi, le coppie internazionali, in tutte le forme di matrimonio, potranno beneficiare di sicurezza giuridica, di un migliore accesso alla giustizia e di norme armonizzate che si adattano a circa 16 milioni di coppie internazionali che vivono in Europa”, ha dichiarato il relatore Jean-Marie Cavada (ALDE, FR).

La normativa si applicherà nei 18 Paesi dell’Unione europea che si sono dichiarati disponibili ad aderire a questa iniziativa di “cooperazione rafforzata”, tra cui l’Italia.

Il regolamento sui regimi patrimoniali tra coniugi è stato approvato con 498 voti favorevoli, 58 contrari e 35 astensioni, mentre il regolamento sugli effetti patrimoniali delle unioni registrate è stata approvato con 490 voti favorevoli, 68 contrari e 34 astensioni.

I due regolamenti stabiliscono il foro competente e quale legge nazionale applicare per le procedure relative alle proprietà delle coppie internazionali. Tali norme dovrebbero, inoltre, facilitare il riconoscimento e l’esecuzione di una sentenza pronunciata in uno Stato membro, sempre in materia di proprietà, in un altro Stato membro.

Non toccata la competenza nazionale

Le istituzioni del matrimonio e del partenariato civile rimangono comunque materia definita dalle legislazioni nazionali degli Stati membri.

Inoltre, i regolamenti includono una serie di garanzie per assicurare il rispetto dei sistemi giuridici nazionali. Ad esempio, non è fatto obbligo a uno Stato membro partecipante e la cui legislazione non riconosce l’istituzione di una unione civile di assumere la competenza o di occuparsi di questo tipo di partenariati.
Nota per i redattori

Secondo la Commissione europea, ci sono 16 milioni le coppie internazionali nell’UE.

I diciotto Stati membri che partecipano alla cooperazione rafforzata sono Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Germania, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Slovenia, Finlandia e Svezia. Altri Stati membri sono liberi di aderire in qualsiasi momento dopo la sua adozione. L’Estonia, ad esempio, ha annunciato l’intenzione di partecipare alla cooperazione dopo la sua adozione.

Il 7 giugno 2016 il Parlamento europeo ha approvato la procedura di cooperazione rafforzata.

Procedura: consultazione
RIF. : 20160622IPR33203

dal sito www.europarl.europa.eu