RICORDI ED EMOZIONI NELLA TERRA DELL’AIRONE. Recensione del libro di Paolo Perotto – Nella Terra Dell’Airone

Particolare della Bibbia miniata di Borso d'Este
  Particolare della Bibbia miniata di Borso d’Este

2016, l’Europa sta vivendo il fenomeno dell’immigrazione da popolazioni devastate da anni di guerre, Siria, Libia, ma al tempo stesso, soprattutto l’Italia, sta assistendo al fenomeno dell’emigrazione dei giovani che cercano lavoro all’estero per crearsi un loro futuro, opere come questa ci fanno capire che grazie alla forza di volontà l’uomo può superare grandi ostacoli.
E a proposito di “forza interiore” Paolo Perotto, autore de “nella Terra dell’Airone” ce ne offre Paolo Perotto - Nella Terra dell'Airone - Copertinaun esempio efficace quanto intenso nella narrazione di un popolo che abbraccia e condivide una nuova terra nel mare di difficoltà impensabili. Dunque la curiosità storica ha spinto l’autore a esaminare testi, appunti, trovati negli archivi delle Parrocchie, delle sedi di comuni, degli uffici consolari per ricostruire uno spaccato culturale del nostro Paese completamente trascurato. Seguiamo l’analisi storica contenuta nel libro.
1800, dopo secoli di pace, il Trentino fu colpito e devastato da una serie di lunghe guerre, di fame, di epidemie e di disastri naturali. Dal 1796 al 1800 subirà l’invasione dei Francesi, nel 1803 verrà conquistato dall’Austria, nel 1805 dalla Baviera, nel 1810 nuovamente dai francesi e lo cedono al Regno d’Italia, che lo governerà fino al 1813 e, ritornerà poi sotto l’Impero Austro Ungarico.
In Italia ed anche in altri Paesi dell’Europa, questo periodo storico fu caratterizzato da forti emigrazioni di massa, soprattutto verso le Americhe, proprio per questo Francesco Giuseppe, Imperatore del Regno Austro Ungarico, decise di inviare nei Balcani popolazioni di religione cattolica provenienti dalle aree più povere dell’impero, come rumeni, ruteni, ungheresi, sloveni e trentini per riportare stabilità nel territorio ed evitare che i turchi potessero riprendere il controllo delle zone, dopo che la Russia nel 1877 riuscì a difendere e liberare il popolo slavo dai musulmani e nel 1878 con il trattato di Santo Stefano la Bosnia Erzegovina fu annessa all’Impero Austro Ungarico.
Italiani italiani (1)Incoraggiati dalla propaganda del governo Austro Ungarico, che alimentava speranze e prospettive di una vita migliore, il 15 Settembre 1883 e 24 Ottobre 1883, 57 famiglie trentine, emigrarono nella Bosnia Erzegovina, nella zona di Mahovljani, dopo che nell’autunno del 1882 le loro valli e terre furono colpite da eccezionali inondazioni, che misero in “ginocchio” l’economia della regione. Italiani italiani (9) (37)
Purtroppo, il tanto decantato progetto di colonizzazione delle terre bosniache non si rivelò tale, la colonia trentina si ritrovò a vivere in condizioni di disperazione, miseria e povertà, tanto che nel 1940, dopo 57 anni, furono costretti ad emigrare nuovamente, trasferendosi nelle terre bonificate della campagna romana, di Aprilia, Ardea e Pomezia, contribuendo alla bonifica delle paludi dell’agro pontino.

di Sabrina Corradi