Strage Isis a Dacca, 9 italiani tra i 20 morti
L’Isis pubblica le foto dei terroristi

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DACCA – E’ terminato alle prime luci dell’alba l’attacco di un commando armato alla Holey Artisan Bakery di Dacca, Bangladesh. I primi dati ufficiali parlano di 20 ostaggi uccisi dai terroristi, tutti stranieri: lo ha reso noto il direttore delle operazioni militari dell’Esercito, il generale Nayeem Ashfaq Chowdury. La maggior parte delle vittime dell’attacco di Dacca sarebbero italiani e giapponesi. Tra di loro un 47enne friulano, ex dipendente di una grande catena di magazzini, che lavora per un’azienda di abbigliamento e si trovava a cena nel locale teatro dell’assalto. Uno dei terroristi sarebbe stato catturato, mentre gli altri sei sarebbero stati uccisi nel blitz. Come riferito dal Site rilanciandone le immagini, l’Isis ha pubblicato le foto con kefiah in testa e kalashnikov in mano del commando.
«Siamo stati in grado di salvare 13 persone e non abbiamo potuto salvarne altre», aveva annunciato la premier bengalese Sheikh Hasina. Sei i terroristi uccisi e 13 gli ostaggi recuperati, tra cui un giapponese e due cittadini dello Sri Lanka. Varie fonti avevano indicato la presenza di cadaveri, di persone di cui però non si conosce la nazionalità. La premier, citata dalla Bbconline, ha inoltre riferito che un sospetto terrorista è stato arrestato: l’uomo è ferito ed è stato portato in ospedale.

Gli italiani

La Farnesina informa che i connazionali deceduti nell’attacco terroristico di questa notte a Dacca sono nove: Adele Puglisi, Marco Tondat, Claudia Maria D’Antona, Nadia Benedetti, Vincenzo D’Allestro, Maria Rivoli, Cristian Rossi, Claudio Cappelli e Simona Monti. Un decimo cittadino italiano risulta disperso. C’erano 12 italiani in tutto nel ristorante caffetteria. L’imprenditore Gianni Boschetti, marito di Claudia D’Antona che invece è rimasta uccisa nella strage, si è salvato riuscendo a fuggire appena prima dell’assalto. Jacopo Bioni, 34enne veronese da pochi mesi impiegato come cuoco nel locale, è riuscito a sfuggire agli attentatori rifugiandosi sul tetto. Il 34enne era al lavoro in cucina e aveva parlato da pochi istanti con il tavolo dei friulani, poi si era allontanato. Al momento della strage non era in sala, solo questo gli ha permesso di scappare e salvarsi.

«Molti dei civili all’interno del caffè di Dacca sono stati sgozzati dagli assalitori con lame affilate», riferisce l’esercito bengalese secondo quanto riportano i media internazionali. Lo riporta il Telegraph, che cita un soccorritore e un ufficiale. I testimoni hanno detto che le vittime avevano profonde ferite al collo e alla gola.

Le altre vittime
Fra le vittime dell’attacco di ieri sera al ristorante di Dacca c’è anche una cittadina indiana, ha reso noto il ministero degli esteri a Nuova Delhi. È Tarushi Jain, studentessa di 19 anni di Berkeley che si era dipplomata dalla Scuola americana di Dacca.

Il premier
«Siamo in contatto con le famiglie e le identità delle vittime saranno rese note», ha annunciato il premier Matteo Renzi in una conferenza stampa dopo l’attentato. «I nostri valori sono più forti delle loro follie – ha aggiunto il premier – Siamo contriti ma non piegati, la priorità è stringersi insieme alle famiglie addolorate, penso per esempio a Valeria Solesin, penso alle famiglie di chi è morto nell’attacco al Bardo a Tunisi. Ci sono ottomila chilometri tra Tunisi e Dacca. ma la scia di sangue è la stessa. Noi abbiamo il dovere di rispondere con ancora più decisione in difesa dei nostri valori».

L’assalto al locale
L’attacco è cominciato intorno alle 21 locali (le 17 italiane), quando un commando di una decina di persone è entrato in azione all’Holey Artisan Bakery, un caffé-pasticceria nel quartiere di Gulshan, frequentato dai diplomatici, stranieri e middle-class locale. Subito è scattata l’allerta della polizia, che ha bloccato la zona. Sono trascorsi momenti di tensione, anche per il rischio di eventuali vittime durante un possibile blitz, tanto che il premier Matteo Renzi è rientrato a Palazzo Chigi per seguire la vicenda, in contatto con la Farnesina. È stato l’ambasciatore italiano a Dacca, Mario Palma, a chiarire al TG1 il numero degli italiani coinvolti. Secondo il diplomatico, da parte degli assalitori «non c’è alcuna volontà di negoziare alcunchè» perché si tratta di una «missione suicida» e «vogliono attuare un’azione molto forte e cruenta in cui non c’è spazio per il negoziato».

Un impiegato del locale riuscito a fuggire sul tetto ha raccontato che «cinque assalitori hanno fatto irruzione armati di pistole e machete ed hanno lanciato bombe, al grido di ‘Allah uh Akbar’ (Allah è grande), scatenando il panico tra le persone». Altri testimoni che sono scappati hanno detto di avere visto «molti corpi a terra», anche se non hanno potuto sostenere che si trattasse di cadaveri. L’Isis ha rivendicato l’assalto, attraverso l’agenzia Amaq, che gli fa da megafono, sostenendo che 24 persone di diverse nazionalità sono rimaste uccise. Quindi ha rilanciato, promettendo nuovi attacchi per la festa dell’indipendenza degli Usa, il 4 luglio, negli aeroporti di Heathtrow (Londra), Los Angeles e Jfk (New York).

dal sito www.corriereadriatico.it