TORTURATI E SGOZZATI
di Oscar Bartoli

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Venti, torturati e sgozzati secondo il rituale coranico dell’uccisione del montone sacrificale con testa semistaccata dal corpo e rivolta verso la Mecca.
Nove di questi sono italiani, imprenditori e commercianti del settore moda. Tra loro anche donne.
Ma sospiri e lacrime di sessanta milioni di connazionali riuniti, con birra alla mano, sono stati tutti per la modesta nazionale di calcio, giunta al disfacimento per raggiunti limiti di eta’ dei suoi campioni.
Dei nove italiani giustiziati dagli estremisti musulmani a Dhaka, Bangladesh, tutti se ne sono fregati. Secondo il detto che chi muore giace e chi vive si dà pace, molto presto in questo caso.
Tanto il giorno dopo sarebbero scattate le prefiche nazionali con i giornali e televisioni in testa a far finta di piangere sui morti assassinati colpevoli di essere stranieri, occidentali ed appartenere ad un paese corrotto moralmente perché perduto nei vicoli della sensualità più sfrenata. Almeno stando a come ci dipingono le schegge impazzite dell’islamismo feroce.
Ovviamente, dopo quanto accaduto,si da’ la stura alle affermazioni generiche secondo cui bisogna sterminare questi musulmani applicando la regola del ‘occhio per occhio, dente per dente’.
Facile a dirsi. Anche qui in America il signor Donald Trump non fa marcia indietro rispetto alle primarie dichiarazioni secondo cui bisogna impedire l’ingresso negli States a quelli che credono nel Corano. Ma quando sostiene che ci vogliono fatti e non parole, anche se trova milioni di beoti consenzienti, non scende poi nei dettagli di come dovrebbe attuarsi questo suo proposito comiziale.
Il problema e’ che nel mondo i musulmani sono un miliardo e cento milioni. Leggete queste cifre:
Cristiani: 1,943,038,000, o 32.8% della popolazione mondiale.
Islam: 1,164,622,000, o 19.6% della popolazione mondiale.
ateo: 909,570,000, o 15.4% della popolazione mondiale .
Induista: 761,689,000, o 12.8% della popolazione mondiale .
Buddisti: 353.794,000, o 6.0% della popolazione mondiale.
Ebrei: 14,111,000, o 0.2% della popolazione mondiale.

Che vogliamo fare? Sterminarli tutti ma come (?) visto che sono parte integrante delle nostre comunità nazionali. Qui negli States abbiamo decine di amici veri, musulmani, grandi professionisti, cittadini americani come chi scrive, preoccupati come noi per gli eccidi che i seguaci dello ISIS stanno compiendo in tutto il mondo.
I politici occidentali sostengono che bisogna educare le migliaia di giovani che affollano le periferie delle città europee perchè gli attacchi vengono da individui cresciuti e naturalizzati in quelle nazioni (vedi Parigi, Bruxelles). Campa cavallo. Infatti i sette attentatori di Dhaka erano tutti figli di ricche famiglie.
Anche qui in America abbiamo il problema dei ‘lupi solitari’ pronti a colpire innocenti come a San Bernardino o nel night gay Pulse di Orlando.
Gli attentatori all’aeroporto Ataturk di Istanbul venivano dalla Cecenia e da altre ex repubbliche sovietiche. Che decide di fare Putin? Il problema lo riguarda direttamente da vicino.
Questa terza guerra mondiale come l’ha definita Papa Francesco, si combatte con l’intelligence, con il coordinamento con le nazioni musulmane che vedono messo in pericolo il loro business con gli occidentali e con la stragrande maggioranza dei musulmani che vogliono vivere e convivere in un mondo di pace.
Aspettare che il feroce millenario antagonismo tra sunniti e shiiti possa precipitare in una deflagrazione e’ una vecchia storia che corre nelle cancellerie di Washington da anni e sulla quale si sono versati fiumi di inchiostro. L’odio secolare esiste e sopravvive. Ma di qui a ipotizzare uno scontro tra le due grandi fazioni dell’islamismo ne corre.

E allora? Si attendono suggerimenti da menti illuminate….

Nel frattempo altri 125 morti in un supermercato di Bagdhad, inneggia ISIS. Domani a chi tocca?

da http://oscarb1.blogspot.it/About Me

Oscar Bartoli

Oscar Bartoli
Washington, DC, United States
Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C., Los Angeles e Bangalore (India). Consigliere comunale per il Partito Liberale a Palazzo Vecchio (Firenze) porta ancora addosso i segni delle percosse che i ‘compagni’ comunisti di allora gli hanno dato per essere andato a parlare nelle piazze dove comandava solo il PCI. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell’IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Rotariano da decenni ha contribuito a creare due Club a Roma, è stato presidente del Cassia Romana ed attualmente fa parte del Washington Rotary Club. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, percheè gli piaceva, ha lavorato come chitarrista – cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione.

Immagine dal sito www.lavocedeltrentino.it