I TALENTI DI ALTA ROMA
INTERVISTA A ARNOLDO][BATTOIS
di Olimpia Aldegheri

Elisa Josefina Fattori - Pseudonimo Olimpia Aldegheri - Ddesigners photo_arnoldoebattois - Elisa Josefina Fattori - Psuedonimo Olimpia Aldegheri - Commenti - 350X200

“Contrapposizioni”, la nuova collezione P/E 2017 di Arnoldo][Battois

Dietro il marchio Arnoldo][Battois c’è il talento di due stilisti veneziani: Silvano Arnoldo e Massimiliano Battois. Nel 2001 creano la prima collezione di abiti ed accessori con il proprio marchio. La lunga collaborazione con Roberta di Camerino risulta fondamentale per la loro crescita professionale e per la scoperta di una nuova passione: l’accessorio borsa. Finalisti di “Who Is On Next? 2010”, concorso di AltaRoma in collaborazione con Vogue Italia, all’ultima fashion week capitolina hanno presentato la collezione P/E 2017. Le loro creazioni – realizzate dall’artigianato della Riviera del Brenta – hanno ottenuto negli anni, collezione dopo collezione, riscontri positivi arrivando ad essere distribuite in prestigiosi concept store internazionali e comparendo sulle principali riviste del settore.

Qual è la vostra idea di moda?
“Da architetti veneziani siamo sempre stati combattuti tra il “barocco” e lo “spirito minimal”: avendo studiato architettura siamo stati educati a razionalizzare e questo ha sacrificato la nostra “venezianità” che ama i broccati e i velluti. Per la collezione P/E 2017 abbiamo lanciato un’immagine dove tali elementi si contaminano generando un mix esplosivo: abbiamo fuso le lane con le sete, le piume con la pelliccia di kidassia, i broccati con tessuti molto rigorosi, il raso di lana con il lurex, i calzini da uomo in cotone leggero a costine con i colori pastello, in contrapposizione ad outfit saturi di arancione, giallo oro, nero e grigio abbinati a loro volta a colori fluo. La stampa lupo è mixata con il ghepardo, quindi il Nord è fuso con l’Africa. Abbiamo creato un cocktail tra rock, Oriente e cattedrali gotiche. La femminilità che raccontiamo è quella di una donna sexy che “non mostra” e sceglie “lunghezze anni ‘40”, da tre dita sotto il ginocchio fino a rasoterra. Per questo motivo ad AltaRoma per la passerella abbiamo selezionato delle bellezze non canoniche: modelle con piccoli difetti come le orecchie “a sventola” o il mento pronunciato. Abbiamo voluto sdrammatizzare ironizzando.”

Per la collezione P/E 2017 – “Contrapposizioni” – a che cosa vi siete ispirati?
“C’è un riferimento al mondo del cinema, all’immaginario anni ‘40/’50: le piume dell’abito in dévoré ghepardato su base in chiffon arancio fluo si ispirano all’abito disegnato da Elsa Schiaparelli per Marlene Dietrich. Poi c’è uno sguardo all’Oriente con gli abiti che accarezzano il corpo e i colli costruiti come i kimono giapponesi, ed un’allusione alle divise collegiali con il già citato calzino a costine.”

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In passerella sembrava di vedere sfilare delle guerriere
“Infatti è presente anche il tema militare. In questa collezione la figura femminile non è fasciata ma accarezzata da abiti che velano le eventuali rotondità. Inoltre volevamo dare l’immagine di una donna di carattere, non estremamente vulnerabile.”

Per quanto riguarda le borse?
“Gli outfit sono accompagnati da pochette di kidassia nera “da spalla” legate a bretelle. Quindi l’incrocio tra bretella militare e cinturini estremamente sottili – quasi fili di luce posti in orizzontale a cingere il punto vita – ha dato l’idea della divisa.”

Qual è il vostro “target” di clientela?
“Non vorrei che ci fosse un “target”: la cosa più bella per uno stilista è vedere le proprie creazioni indossate da donne molto diverse. L’unica forma di “target” che posso concepire è quello di una donna colta, indipendente e non “brandizzata”, ovvero che non va in crisi se non ha un’etichetta famosa attaccata all’abito ma che sa scegliere capi d’abbigliamento molto eclettici che mettono in discussione un gusto preconfezionato e patinato. Volevamo che la collezione fosse un gioco: l’abbiamo interpretata “giocandoci” con gli stylist ma può essere totalmente rivisitata. È un cocktail di sensazioni, culture, emozioni ed esperienze e mi piacerebbe che fosse la cliente a trovare il proprio look.”

Quale errore non deve mai commettere una donna nel vestirsi?
“Non osare. In Atelier mi capita spesso di ricevere clienti che vorrebbero cambiare, che avrebbero voglia di vedersi “diverse” almeno per alcune occasioni della loro vita o della giornata. Però sono diffidenti fino a quando non proponiamo loro capi che hanno già visto sui giornali o in una campagna stampa, perché la “notorietà” per loro è una garanzia. Sono impaurite dall’idea di sperimentare.”

Sotto quale aspetto la collezione P/E 2017 è internazionale?
“Questa collezione di demi couture è indiscutibilmente internazionale. Non vuole avere una nazionalità ma è figlia del mondo e contaminata da innumerevoli culture. Naturalmente un’orientale – rispetto ad una newyorkese – sceglierà capi diversi che abbinerà in soluzioni differenti.”