Super stipendi Rai, il Codacons: ‘Vergogna nazionale’

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Super stipendi Rai, il Codacons: ‘Vergogna nazionale’

Un immenso spreco di soldi pubblici: questo il giudizio dell’Associazione dei consumatori sui compensi dell’azienda di viale Mazzini. Cifre record come 650mila euro l’anno al Dg Campo Dall’Orto, 392mila a Antonio Marano, numero uno della Pubblicità, e 360mila a Giancarlo Leone

La questione degli stipendi di giornalisti e dirigenti Rai finisce alla Corte dei Conti: il Codacons presenta infatti oggi stesso una denuncia alla magistratura contabile a seguito della pubblicazione degli abnormi compensi elargiti dalla rete di Stato ai propri dipendenti. Da accertare un eventuale danno erariale.

“Numerosi direttori Rai guadagnano stipendi superiori ai 300mila euro annui, e molti altri hanno compensi compresi tra i 200 e i 300 mila euro – attacca il presidente del Codacons Donzelli – Già questo basterebbe per gridare allo scandalo, ma c’è dell’altro. Secondo quanto riportato in queste ore dai mass media, una folta schiera di giornalisti e manager della rete percepirebbe stipendi tra i 205 e i 240mila euro annui senza ricoprire alcun incarico: in buona sostanza vengono pagati per non lavorare”.

“Di sicuro siamo di fronte ad una vergogna nazionale ora però il Codacons vuole andare a fondo e capire se si configuri o meno anche una forma di danno erariale, dal momento che gli stipendi Rai vengono pagati con i soldi dei cittadini raccolti attraverso il canone. Per tale motivo presentiamo oggi stesso un esposto alla Corte dei Conti, affinché acquisisca i dati sui compensi di direttori, manager e giornalisti Rai, e verifichi la congruità degli stessi con particolare riferimento ai soggetti che nell’azienda non svolgono alcuna funzione pur percependo regolare stipendio. Chiediamo inoltre alla Corte di trasmettere alla Procura della Repubblica gli atti governativi che autorizzano il superamento dei tetti massimi ai cachet previsti dalla legge”.

Super stipendi Rai, le cifre record

I numeri sono stati resi noti nella giornata di domenica 24 luglio sul portale “Rai.it” e da subito alcune cifre sono balzate all’occhio: al primo posto, come era da aspettarsi, lo stipendio del direttore generale Antonio Campo Dall’Orto, 650.000 euro l’anno per 3 anni; segue Antonio Marano (392.000), numero uno di Rai Pubblicità; al terzo posto Giancarlo Leone (360.000 euro), da oltre vent’anni in Viale Mazzini e già capo di Rai Cinema e di Rai1; sempre della pubblicità invece Fabrizio Piscopo (322.000) e “solo” quinto stipendio per il presidente Monica Maggioni (270.000 euro da giornalista più circa 66.000 euro come indennità di consigliere).

Il successore di Leone alla guida di Rai1 invece, Andrea Fabiano, non raggiunge i 200.000 euro. Le altre direttrici di rete Ilaria Dallatana (Rai2, ex Magnolia) e Daria Bignardi (Rai3, ex conduttrice) percepiscono lo stesso compenso, 300.000 euro per tre anni, 20.000 in meno dei predecessori Andrea Vianello e Angelo Teodoli che ora a Rai4 percepisce 326.000 euro.

Gabriele Romagnoli, direttore di Rai Sport, arriva a 230.000 euro mentre il direttore dell’informazione Carlo Verdelli a 320.000. Stipendi quasi uguali per i direttori dei telegiornali: Mario Orfeo (Tg1, 320.000), Marcello Masi (Tg2, 280.000), Bianca Berlinguer (280.000). A Tinni Andreatta, al vertice di Rai Fiction, vanno 272.000 euro.

A suscitare scalpore però ci sono soprattutto gli stipendi a sei cifre di chi, al momento, non ricopre nessun incarico: è il caso dei giornalisti Carmen Lasorella (volto storico del Tg2) e Francesco Pionati, entrambi con uno stipendio da circa 200mila euro annui; il tutto per non lavorare.

dal sito tvzap.kataweb.it