Italia, tra i Paesi a più basso rischio di suicidi al mondo

E' boom delle diagnosi di depressione che fanno impennare anche consumo di farmaci antidepressivi: sono triplicati i casi trattati in USA tra 1987-1997 e cosi l'uso di antidepressivi. Ma il mondo non è sempre più depresso, come tanti dati epidemiologici, spesso confusi, vogliono farlo apparire: molti di quei casi 'bollati' come depressione potrebbero in realtà essere non altro che condizioni momentanee di tristezza, pessimismo dovute a situazioni e/o all'indole individuale. Siamo di fronte a una "pandemia" fittizia di depressione, spiega lo psichiatra Paolo Cioni, responsabile di un servizio di salute mentale presso la ASL e docente alla Scuola di Specializzazione in Psichiatria di Firenze in occasione del Convegno 'Ai confini della mente e oltre' oggi a Milano, dovuta soprattutto a criteri diagnostici ancora troppo vaghi che possono far rientrare in una diagnosi di depressione anche stati d'animo di per sé non patologici. Eppure, spiega Cioni, oggi potremmo avvalerci di metodi diagnostici più obiettivi, indici psicofisiologici per la validazione del quadro clinico di depressione come la presenza di profonde alterazioni della qualità del sonno, rilevabili con un elettronecefalogramma (EEG). ANSA/LUCIANO DEL CASTILLO

Italia, tra i Paesi a più basso rischio di suicidi al mondo

Sono circa 4mila le persone che ogni anno si tolgono la vita in Italia su 800 mila l’anno nel mondo. Lo evidenzia il Centro Nazionale di Epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità dopo la Giornata Mondiale di Prevenzione del Suicidio. I suicidi che si verificano sono alti nelle regioni di Sardegna, Valle d’Aosta, Provincia Autonoma di Bolzano. Gli uomini rappresentano i tre quarti dei decessi, i suicidi arrivano a rappresentare il 12% delle morti tra i 15 – 29 anni.

Immagine dal sito www.ansa.it