Uragano Matthew spaventa gli Usa. Haiti in ginocchio

Jislene Jean Baptiste stand in her roofless home, damaged by Hurricane Matthew in Jeremie, Haiti, Friday, Oct. 7, 2016. People across southwest Haiti were digging through the wreckage of their homes Friday, salvaging what they could of their meager possessions after Matthew killed hundreds of people in the impoverished country. (ANSA/AP Photo/Dieu Nalio Chery) [CopyrightNotice: Copyright 2016 The Associated Press. All rights reserved.]

Uragano Matthew spaventa gli Usa. Haiti in ginocchio

Matthew si indebolisce ma continua a far paura e mentre avanza sulla costa Atlantica degli Stati Uniti ad Haiti si contano i danni e i morti, anche se un bilancio definitivo è ancora impossibile. La conta delle vittime nell’isola devastata dall’uragano è difficile perché molte zone sono isolate e inaccessibili. Fonti locali non ufficiali parlano di un migliaio di morti in totale.

Su dieci milioni di abitanti, un milione e mezzo sono stati colpiti, è la stima della Croce Rossa. Di essi, “più di 350.000 hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria”, è l’appello dell’Unicef che lancia l’allarme sul pericolo delle malattie trasmesse dall’acqua per i bambini che vivono nelle aree maggiormente colpite. “Fiumi in piena, acque stagnanti e cadaveri umani e di animali sono un terreno perfetto per le malattie trasmesse dall’acqua”, ha detto Marc Vincent, rappresentante Unicef ad Haiti. “Ogni giorno che passa aumenta la minaccia del colera. Siamo in una corsa contro il tempo per raggiungere questi bambini prima che lo facciano le malattie”.

Si contano invece 15 vittime negli Usa dopo il passaggio di Matthew: 5 in North Carolina, 4 in Georgia e 6 in Florida. Lo riferisce Abc News. Anche se è stato declassato, il meteorologo della rete tv, Daniel Manzo, invita alla cautela e sostiene che inondazioni record continueranno nell’est del North Carolina.,

Il governatore del North Carolina, Pat McCrory, ha avvertito la popolazione di non abbassare la guardia anche se l’uragano è ora molto più debole. Ma l’emergenza è Haiti, con la sua povertà endemica trasformata dall’uragano nell’ennesima tragedia umanitaria che rischia di diventare ancora peggiore: manca acqua potabile e focolai di colera sono segnalati da più parti. Un’equipe della Federazione internazionale della Croce Rossa ha raggiunto Jeremie, la città più colpita da Matthew e fino a oggi completamente isolata. “Una ‘Emergency response unit (Eru)’ composta da dieci specialisti è arrivata a Jeremie a bordo di un convoglio di jeep dopo una ricognizione in elicottero fatta congiuntamente alle Nazioni Unite”, ha detto Mariagiovanna Costa, delegata della Croce Rossa italiana ad Haiti, raggiunta telefonicamente dall’ANSA a Port-Au-Prince.

“Il 90% della città, che ha un milione e 200 mila abitanti, è distrutta, i bambini circolano da soli per le strade e la gente beve acqua inquinata dai fiumi”, è il quadro agghiacciante descritto dall’equipe della Croce Rossa che ha iniziato la distribuzione di kit per la potabilizzazione dell’acqua e kit igienico sanitari. Intanto sono stati rintracciati e stanno bene i tre italiani dei quali non si avevano più notizie dopo il passaggio dell’uragano: Massimo Miraglio, padre camilliano di 51 anni originario di Borgo San Dalmazzo (Cuneo), che vive a Jeremie da 10 anni dove sta costruendo un centro ospedaliero, e due volontari che lo hanno raggiunto in settembre Renato Gastaldi, 68 anni di Chiusa Pesio, e Giamberto Viara, 62 anni di Pianfei.

dal sito www.ansa.it