COME TRASMETTERE L’AMORE PER LA LETTURA FIN DAI PRIMI MESI DI VITA? INTERVISTA A FERNANDA MELIDEO
di Elisa Josefina Fattori

Altan
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Fernanda Melideo, nata a Roma nel 1953 e laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Roma “La elisa-josefina-fattori-fernanda-melideo-elisa-josefina-fattori-img_2063Sapienza” nel 1978, si specializza in Clinica Pediatrica nel 1981.
Pediatra di Famiglia dal 1983 al 2016 e membro dell’Associazione Culturale Pediatri (Acp), è referente NpL Lazio per Acp dal 2013. Il programma NpL – Nati per Leggere promuove la lettura ad alta voce ai bambini in età prescolare in famiglia, negli asili nido, nelle scuole per l’infanzia e nelle biblioteche. Dal 1999 è attivo in tutta Italia con progetti locali di promozione alla lettura attraverso reti di collaborazione tra professionalità diverse: pediatri, bibliotecari, educatori, insegnanti, operatori sociali e volontari. NpL è promosso dall’Associazione Culturale Pediatri (Acp), dall’Associazione Italiana Biblioteche (Aib) e dal Centro per la salute del bambino Onlus di Trieste.

Il programma NpL promuove la lettura in famiglia fin dai primissimi mesi di vita. Che benefici può portare ai bambini? E alle famiglie?
“Il programma NpL, come gli analoghi nel resto del mondo, influisce positivamente sullo sviluppo cognitivo dei bambini sia aumentandone le competenze linguistiche – e quindi le capacità comunicative – e sia consolidandola relazione “genitori/figli” che è alla base dell’autostima dell’individuo e della creazione delle sue abilità sociali. I genitori che aderiscono al programma si sentono più competenti, percepiscono che questo tipo d’interazione mediata dai libri è particolarmente apprezzata dai bambini perché unisce il piacere del divertimento e della scoperta alla totale dedizione del genitore. Inoltre sapere che tutto ciò potrà influire positivamente sul successo scolastico e sociale dei propri figli li motiva in questo percorso.”

Come può, un genitore poco avvezzo ai libri, approcciare serenamente la lettura ad “alta voce”?
“Forse potremmo suggerire al genitore che in realtà si tratta di una lettura “a bassa voce”, cioè intima e senza canoni particolari, basata sul gioco e sul divertimento. Proprio la voce dei genitori è quella preferita dai bambini perché in grado di far risuonare la loro emotività.”

A volte i volontari lettori NpL incontrano genitori “spaventati” da questa pratica. Perché?
“La prima cosa che viene in mente è che purtroppo non siamo un paese di lettori! Tuttavia penso che molto dipenda da come vengono contattati e dal tipo di comunicazione che ricevono: un programma come NpL non può essere imposto ma deve sollecitare la personale e specifica motivazione del genitore. Anche il genitore più lontano dai libri verrà coinvolto se scoprirà che questa attività porta benefici alla salute del proprio bambino e soprattutto se con lui potrà sperimentare emozioni condivise. Quindi non solo dobbiamo informare ma anche mostrare“come si fa”. Tutti gli operatori NpL, nella specificità del luogo dove agiscono e delle personali competenze professionali, fanno proprio questo.”

Quali sono i criteri di selezione dei libri più adatti?
“Se ci riferiamo in generale al criterio col quale il programma NpL seleziona i libri per la sua bibliografia, non essendo questa l’occasione per una spiegazione dettagliata, possiamo dire che vengono selezionate le proposte di migliore qualità riguardo ai contenuti e alle illustrazioni ma soprattutto non perdendo mai di vista che “i bambini hanno diritto alle storie, a quelle che incantano e sorprendono, che incuriosiscono e fanno diventare la lettura un’avventura entusiasmante” (da “Una guida per genitori e futuri lettori.”, AIB, Quinta edizione – 2015). I libri belli contribuiscono alla nascita di nuovi lettori che sapranno sempre riconoscere i libri di qualità.”

In Gran Bretagna il programma “Book start” di Book trust (www.booktrust.org.uk) invialibri ad ogni nuovo nato: il “Book start baby pack” alla nascita e il “Book start treasure gift” tra i 3/4 anni. Uno studio commissionato da Book trust per valutare l’impatto economico del programma ha rivelato che nel biennio 2009-2010 per ogni sterlina investita nel progetto si è calcolato un ritorno di valore per la società di 25 sterline. Perché in Italia non si investe in egual misura sull’educazione dei più piccoli?
“Potrei risponderle dicendo che fino ad ora la scarsità di fondi e la miopia delle politiche sociali non hanno permesso di focalizzare che il maggior rendimento è dato proprio dagli investimenti incentrati sull’età prescolare, con tutto quel che ne consegue. Bisogna però segnalare che questo governo ha istituito il “Fondo di contrasto alla povertà educativa minorile” (comma 302 della Legge di Stabilità 2015-2016) ed ha siglato un protocollo che coinvolge il Governo – il quale stanzierà 100 milioni di euro in tre anni – le fondazioni bancarie – che ne stanzieranno 300 per lo stesso periodo – e tutte quelle agenzie che già operano per il contrasto alla povertà e per l’inclusione sociale. Quindi si tratta di un progetto sperimentale che crea una rete tra soggetti pubblici e terzo settore, le cui strategie e risultati,se validati, verranno presi a modello per lo stanziamento continuativo dei fondi e la diffusione di azioni proposte su tutto il territorio.”

Data la sua pluridecennale esperienza da pediatra, quali sono le carenze più significative che negli ultimi anni ha riscontano da parte delle famiglie nei confronti dei propri figli?
“Premetto che tutti i genitori desiderano essere buoni genitori e mi hanno sempre aiutato a conoscere e comprendere i loro figli. Troppo spesso sono poco consapevoli di quanto siano determinanti per l’esito della crescita dei loro bambini. Sono molto insicuri e le loro incertezze li portano a cercare soluzioni di rapido accesso ma di scarso contenuto: ne consegue che il “tempo di qualità” dedicato ai propri figli sia molto limitato.”

E da parte della società tutta?
“La nostra società è troppo individualista, troppo legata all’apparire e molto meno all’essere. Il sostegno alla genitorialità e all’educazione dei piccoli sarebbe invece spontaneo se tutti noi condividessimo il concetto che “per crescere un bambino serve tutto un villaggio” come dice un noto proverbio africano.”

In quali aspetti il programma NpL recupera le antiche tradizioni orali?
“Nell’uso della voce e nella condivisione delle esperienze e delle emozioni. Infatti “le pratiche” che si suggeriscono prima della nascita e nei primissimi mesi di vita sono incentrate sulla voce, prezioso e precoce strumento per accedere al mondo emotivo del bambino e metterlo in contatto con la realtà circostante. I libri e la lettura condivisa utilizzano ed amplificano i punti di forza della narrazione.”

Qual è l’insegnamento più grande che NpL può trasmettere agli adulti e ai piccoli?
“Uno dei motti di NpL è: “Tuo figlio amerà leggere perché ama te”. L’amore è la chiave giusta per la crescita dei bambini e dei loro genitori.”