TERREMOTO E “TERREMOTATI”

Disegno di Carla Morselli
                      Disegno di Carla Morselli

La scossa anzi le due scosse tra le 7,41 e le 8 sono state fortissime più del del disastroso terremoto del 24 agosto. Anche a Roma i lampadari hanno ballato nelle case e le tende oscillato alle finestre.
La devastazione di edifici, abitazioni e chiese ricorda le immagini viste ripetute volte dopo il terremoto di Amatrice .
I tecnici ci dicono che non di tratta di un nuovo terremoto ma di una “coda”del sisma precedente che non ha ancora esaurito la sua spinta. Pensando alla paura, ai disagi procurati, non è una gran consolazione assistere a fenomeni come questi ultimi che fortunatamente però non hanno procurato vittime anche se hanno colpito una popolazione già duramente provata e che tenta di rinascere. Nella tragedia emerge tuttavia un grande spirito positivo di solidarietà, di sacrificio e abnegazione anche tra gli stessi cittadini provati dalla grande disgrazia.
Una terza, una quarta scossa, una quinta sono arrivate prima di mezzanotte mentre abitanti e soccorritori cercavano sicurezza e riparo sotto una pioggia battente. Siamo stati presi di sorpresa, consideravamo alle spalle i danni enormi, umani e materiali, provocati nell’Italia centrale. Stavamo tirando insomma un sospiro di sollievo anche perché di fronte all’immane sciagura, tutto il paese ha risposto con partecipazione, solidarietà e impegno unitario. Anche la politica, la macchina dei soccorsi, la rapida nomina di un commissario in stretta collaborazione con i sindaci e le popolazioni locali, venivano raccontate efficacemente dai media. Resta in fondo un po’ straordinario e sorprendente la capacità di mobilitazione nazionale di fronte a calamità e tragedie così gravi.
Al contrario nelle condizioni ordinarie, l’Italia si mostra paese diviso e rissoso, contrapposto in schieramenti rigidi e non comunicanti, ciascuno egoisticamente solo contro tutti, illusoriamente convinto di rappresentare la salvezza risolutrice, la sola risposta valida. Paradossalmente sono state necessarie le nuove terribili scosse nei territori già martoriati per far emergere il bisogno di una sosta, un intervallo nella forsennata campagna elettorale del segretario-presidente rientrato a palazzo Chigi di gran corsa non appena appreso della prima scossa avvertita praticamente in tutta Italia. Forse è inevitabile che sia così ed è bene ed incoraggiante che accada anche con un presidente sempre lancia in resta come Renzi. Può a suo modo avere investito in questo referendum tutte le sue ambizioni e la sua carriera che non esauriscono però il destino e il futuro dell’Italia. Tanta generosa irruenza, sino al rischio di apparire irrispettosa e volgare verso le stesse istituzioni europee, potrà forse entusiasmare i suoi fans, ma certo danneggia l’immagine e il ruolo dell’Italia.

di Nuccio Fava